Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03814 presentata da MICHIELON MAURO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19980220
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: dopo i tragici fatti accaduti a Treviso fuori dallo stadio Monigo, al termine della partita di calcio di serie B Treviso-Cagliari, svoltasi il 1^ febbraio 1998, che hanno visto morire il trevigiano Fabio Di Maio, colto da malore mentre si stavano verificando dei tafferugli tra le forze dell'ordine e le due tifoserie, il prefetto di Treviso, con un telegramma ha chiesto al sindaco del capoluogo un urgente e dettagliato rapporto che evidenzi se, in occasione della suddetta partita di calcio, la prescrizione dettata dalla commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo il 3 settembre 1997 (cioe' il posizionamento dell'interno dell'impianto sportivo di due ambulanze) sia stata osservata e, in caso negativo, chiarisca le conseguenti posizioni di responsabilita' in relazione al tragico decesso di uno spettatore avvenuto al termine dell'incontro all'esterno dello stadio; il servizio sanitario, imposto dalla citata commissione, e' stato attivato ed anzi migliorato rispetto alle richieste, in quanto sono stati installati (come da allegato del Treviso Foot-Ball Club 1993 srl): a) una postazione fissa di pronto soccorso con due medici; b) un'autoambulanza attrezzata come centro di rianimazione con a bordo un medico anestesista; c) un'autovettura con un fisioterapista, equipaggiata con attrezzature di pronto soccorso; d) un centro di telecomunicazioni a tre punti all'interno dello stadio con personale volontario collegato con i predetti apparati sanitari di soccorso; lo spettatore, colto da malore all'esterno dello stadio, e' stato soccorso da persone a lui vicine che hanno chiamato con telefono cellulare un'autoambulanza del Suem in servizio presso l'ospedale civile di Treviso, quando l'ambulanza esistente nello stadio - contrariamente a quanto affermato dal prefetto - non era gia' impegnata per il trasporto di un giocatore rimasto infortunato nel corso della partita (trasporto avvenuto invece solo trenta minuti dopo il termine dell'incontro), ma era disponibile solo che fosse stata debitamente allertata dalle forze dell'ordine che invece si dedicavano alla carica di inermi e pacifici cittadini reduci dalla partita -: se non ritenga di accertare le ragioni per le quali il prefetto in un documento ufficiale, tra l'altro "stranamente" pervenuto in tempo reale alla stampa, abbia affermato circostanze non rispondenti al vero (cioe' l'indisponibilita' dell'ambulanza all'interno dello stadio) con cio' dimostrando una superficialita' che mal si concilia con la sua funzione; se sia compito del rappresentante del Governo ricercare posizioni di responsabilita' che invece sono di esclusiva competenza dell'autorita' giudiziaria, con cio' arrogandosi prerogative e poteri che non gli spettano; se piuttosto quanto accaduto il giorno 1o febbraio 1998 all'esterno dello stadio e la mancata predisposizione di idonei servizi di ordine pubblico e di tutela delle persone che uscivano dallo stadio non siano addebitabili all'insufficiente e superficiale azione di coordinamento svolta nella circostanza dal prefetto; se, infine, non ritenga opportuno che il prefetto, il quale anziche' garantire l'imparziale azione di tutela ha dato in piu' occasione dimostrazione di aperta avversione per le autonomie locali ed in particolare per le amministrazioni rette da esponenti della lega nord-liga veneta, sia sollevato dall'attuale incarico per essere destinato in luoghi ove la sua professionalita' possa essere piu' proficuamente apprezzata. (5-03814)