Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00930 presentata da MARINACCI NICANDRO (MISTO) in data 19980220
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della pubblica istruzione e dell'universita' e della ricerca scientifica, per sapere - premesso che: in un articolo pubblicato sulla cronaca romana del Corriere della Sera del 13 febbraio 1998, dal titolo "Corsi serali, ventiquattro sono finti", e' riportata un'inquietante denuncia presentata dalla segreteria provinciale del sindacato autonomo della scuola Snals in merito a corsi serali in istituti statali definiti "fantasma". Difatti, spiega la sindacalista, professoressa Renata Facheris, come "il problema si trascina da anni ma ora si e' aggravato. I dati sui corsi serali per adulti sono a dir poco preoccupanti: ventiquattro dei sessantatre' corsi hanno un numero di iscritti sotto il livello minimo che ne consente l'attivazione. Le risorse della scuola vanno usate in modo produttivo, specialmente in tempi di razionalizzazione e tagli": L'articolo continua con il descrivere una situazione in cui vi sarebbero casi di iscrizioni "non reali"; infatti, secondo la stessa segretaria dello Snals, "Una preside di cui non sono autorizzata a dire il nome, mi ha confidato che l'elenco degli iscritti di quest'anno e' la fotocopia del precedente elenco. Riteniamo che i posti in base ai quali si attivano i corsi non siano sempre corrispondenti ad una domanda vera". Nello stesso articolo il provveditore agli studi interpellato in merito, ha commentato il fatto in modo contraddittorio: se, infatti, da un lato, conferma come il problema esista, dall'altro lo minimizza dichiarando, con inspiegabile tolleranza verso gli istituti statali, che "Le assenze derivano dal fatto che si tratta di studenti adulti, con problemi di lavoro, di orari, di spostamenti"; tale denuncia conferma quanto affermato nella dichiarazione svolta in aula dal primo firmatario della presente interpellanza il 9 febbraio 1998, a seguito della risposta data all'interpellanza a firma del collega Teresio Delfino n. 2-00663, laddove testualmente si affermava: "auspico che si prendano provvedimenti in alto loco e in direzione delle scuole statali dove la frequenza ai corsi serali e' solo una parvenza" e, si proseguiva, "E' una vera e propria associazione per delinquere di stampo mafioso di cui, per preservare qualche posto di lavoro (portero' nelle sedi competenti le prove di quanto affermato) si avvalgono in molti, dal bidello al preside, ai docenti, ai segretari, agli alunni tutti non frequentanti. Pero', a proposito di parita', nelle scuole statali non vengono effettuate visite ispettive, (...) se non ricordo male, c'e' una frase che dice "la legge e' uguale per tutti": Forse con questo Governo dobbiamo dire che "la legge e' quasi uguale"? O per qualcuno e' un po' piu' uguale rispetto agli altri?" -: se sia al corrente di quanto denunciato sull'organo di stampa e, in caso di risposta affermativa, quali provvedimenti intenda assumere per porre termine a tale clamorosa situazione di illegalita', nonche', se quanto denunciato trovi riscontro anche in altre province, come e' presumibile considerando che tale singola denuncia rileva almeno un quaranta per cento circa di corsi serali istituiti in scuole statali, definibili, per usare un termine noblesse, irregolari; se intenda, alla luce di quanto riportato, disporre un controllo capillare, sia ad opera dei provveditorati agli studi sia tramite i servizi ispettivi ministeriali, su tutti i corsi serali per adulti per verificare la regolarita' del loro svolgimento soprattutto acquisendo gli elenchi dei partecipanti allo scopo di controllarne l'attendibilita' e la sospetta identita' con quelli degli anni precedenti; quali iniziative, nell'eventualita' di riscontro di quanto denunciato, intenda assumere per verificare l'esistenza di ipotesi di responsabilita' di carattere disciplinare e penalmente rilevanti, a carico di coloro che a diverso titolo risultino coinvolti sia direttamente sia indirettamente per motivi inerenti alla quasi totale mancanza di controlli in materia nelle scuole statali, basata forse sulla perversa convinzione che laddove paga lo Stato e quindi l'intera collettivita' le irregolarita' abbiano minore rilevanza; se non ritenga urgente ed indispensabile verificare se l'attivita' ispettiva del Ministero sia improntata, in primo luogo, al rispetto dell'articolo 97 della Costituzione, laddove si stabilisce che gli uffici pubblici sono organizzati in modo da assicurare il buon andamento e l'imparzialita' dell'amministrazione. (2-00930)