Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03836 presentata da SINISCALCHI VINCENZO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19980224
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: con le circolari numero 21 del 24 luglio 1991 e seguenti il Ministero interrogato ha impartito disposizioni relative a modalita' e criteri del servizio di vigilanza nei locali di pubblico spettacolo; si e' stabilito che, in attesa di nuove norme sulla vigilanza, tali compiti devono essere svolti dal corpo nazionale dei vigili del fuoco, avendo ritenuto che le nuove tecnologie comportano un aumento dei rischi per i suddetti locali; sotto il profilo normativo e' stato richiamato l'articolo 2 della legge 26 luglio 1965, n. 966, che stabiliva che gli enti e i privati erano tenuti a richiedere, a pagamento, al corpo dei vigili del fuoco la vigilanza nei locali stessi, nei limiti e in conformita' delle prescrizioni stabilite dalle Commissioni provinciali di vigilanza; con decreto del Ministero dell'interno, a partire dal 27 agosto 1991, sono state aggiornate le tariffe dei servizi a pagamento resi dai vigili del fuoco, e tali tariffe risultano essere molto piu' onerose rispetto a quelle fino a quel giorno in vigore; l'aumento era determinato anche dal fatto che il 60 per cento dei proventi doveva servire a finanziare appositi fondi istituiti a favore del corpo nazionale dei vigili del fioco; il rapido succedersi di circolari ed inviti alle commissioni provinciali ad adeguarsi alle nuove norme, di scioperi da parte del corpo dei vigili del fuoco, che chiedeva l'applicazione delle norme, ha scatenato in tutto il territorio nazionale una serie di ricorsi presso i tribunali amministrativi competenti; il 26 giugno 1995 veniva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale che riduceva le precedenti tariffe di circa il 30 per cento; in ottemperanza al decreto legge del 29 agosto 1995 veniva emanato il decreto contenente la disciplina organica dei servizi di vigilanza da realizzarsi a cura del corpo nazionale dei vigili del fuoco; ad oggi detto decreto trova enormi difficolta' applicative per la eccessiva onerosita' imposta ai privati; le stesse prefetture sono a conoscenza delle difficolta' che la completa applicazione del decreto determinerebbe per le strutture teatrali, costrette alla chiusura; in questa difficile e convulsa fase sono in atto in piu' regioni d'Italia tentativi diretti a rivedere l'intera normativa anche alla luce dei recenti sviluppi applicativi; secondo logiche poco chiare, alcune attivita' sono escluse dalla portata applicativa del decreto (un cinema-teatro ha l'obbligo di chiamare i vigili del fuoco se svolge attivita teatrale in una sala deserta ma non se svolge l'attivita' di sala cinematografica con tutti i posti esauriti); numerosissime strutture pubbliche o aperte al pubblico quali ospedali, grandi magazzini, ipermercati, chiese, non hanno alcun obbligo di questo genere; in nessun paese della Comunita' europea sono previsti simili obblighi essendo l'intera normativa volta a migliorare e sviluppare i sistemi di prevenzione passivi e ad aumentare la responsabilita' del progettista della sicurezza dei luoghi di spettacolo e del titolare della licenza d'esercizio; si configura nella attuale legislazione una situazione di monopolio da parte di un organismo pubblico che fornisce ad un costo decisamente piu' alto quello che i privati dovrebbero essere messi in condizione di fornire a costi piu' contenuti; la legge n. 626, che peraltro recepisce una direttiva comunitaria in tema di sicurezza sul posto di lavoro, ha affidato tutte le competenze alla responsabilita' del titolare; configurandosi, comunque, il servizio in oggetto come svolto nell'interesse pubblico dovrebbe, al pari di altri, essere svolto gratuitamente -: se il Ministro interrogato intenda modificare il decreto in oggetto permettendo l'uso alternativo di personale privato specializzato; se ritenga opportuno modificare i parametri del decreto, permettendo l'utilizzo di un unico "vigile di servizio" per ogni tipo di locale pubblico al fine di indirizzare il personale privato di ciascuna azienda. (5-03836)