Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00946 presentata da PAISSAN MAURO (MISTO) in data 19980309
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: sono trascorsi quasi due anni dall'insediamento del Governo Prodi, un periodo adatto per fare un primo accurato bilancio del suo operato e, soprattutto, per impostare le linee dell'azione futura; in molti campi, soprattutto in quello dell'economia, l'azione riformatrice del Governo e' stata forte e incisiva e oggi, alla vigilia dell'ingresso nell'Unione europea, possiamo registrare con soddisfazione una ritrovata piena credibilita' dell'Italia in Europa e nel mondo, anche alla luce dell'importante ruolo svolto durante la crisi Iraq-Usa; tuttavia e' indispensabile affrontare i delicati problemi che attendono ancora una risposta dal Governo e dalla sua maggioranza: quello della giustizia e' il settore in cui si avverte la necessita' improcrastinabile di uno slancio riformatore, che permetta di superare la drammatica crisi del sistema giudiziario del nostro paese; lo testimoniano le relazioni di inaugurazione dell'anno giudiziario che hanno sottolineato, anche quest'anno, l'impressionante elenco delle disfunzioni e delle inefficienze: migliaia di processi penali sono destinati inesorabilmente alla prescrizione, mentre i tempi mostruosi per la definizione delle cause civili, ivi comprese quelle in materia di lavoro, continuano a provocare condanne dalla Corte europea per i diritti dell'uomo; e' fin troppo evidente che la macchina della giustizia e' ingolfata mentre l'azione della criminalita' economica e della criminalita' mafiosa continua inesorabilmente a prosperare e a conquistare territorio; alla crisi di efficienza si accompagna la assoluta incapacita' del sistema di far fronte alle emergenze sociali con strumenti diversi da quelli della repressione: le carceri italiane straboccano di tossicodipendenti e di extracomunitari; il numero dei detenuti continua a crescere in misura inversamente proporzionale alla gravita' dei reati e al livello sociale dei soggetti. Le condizioni di vita all'interno delle carceri peggiorano di giorno in giorno, e non accenna a diminuire il numero dei suicidi; inoltre, la giustizia e' divenuta terreno di scontro politico, ogni giorno piu' acceso e aspro, e che sembra oramai non piu' riconducibile nei confini di un confronto razionale ed equilibrato; nel dibattito politico, cosi' come nelle aule parlamentari, si registrano ogni giorno attacchi inconsulti, ben oltre il limite del lecito, nei confronti di singoli magistrati, tanto piu' se impegnati in inchieste delicate; e va detto con chiarezza che l'insulto, l'aggressione verbale e la denigrazione non hanno nulla a che vedere con il diritto-dovere di critica dell'operato della magistratura, ne rappresentano la negazione; d'altro canto alcuni magistrati, grazie anche alla notorieta' acquisita per i processi svolti, hanno scelto di utilizzare i canali della informazione per entrare direttamente e personalmente nel dibattito politico-istituzionale, assumendo cosi' impropriamente una soggettivita' politica; di conseguenza la maggioranza e il Governo hanno il dovere politico di intervenire in modo autorevole e trasparente proseguendo con coraggio quel processo riformatore che in questi due anni di governo ha prodotto cambiamenti significativi: a) la riforma dell'articolo 513 del codice di procedura penale, che ha consentito di ripristinare nei processi il principio fondamentale della formazione della prova nel contraddittorio; b) la riforma del delitto di abuso di ufficio, che ha posto fine ai rischi di straripamento dell'azione penale nel campo proprio della pubblica amministrazione; c) l'istituzione del giudice unico di primo grado e delle sezioni stralcio, provvedimento il cui iter attuativo e' in via di completamento e che dovrebbe consentire un recupero di funzionalita' degli uffici giudiziari. Su questo punto e' essenziale un impegno straordinario del Governo per assicurare il buon esito delle riforme approvate dal Parlamento; senza trascurare gli indubbi profili di inopportunita' legati alla nomina a direttore generale del Ministero di grazia e giustizia di un componente in carica del Consiglio superiore della magistratura, desta perplessita' e preoccupazione la scelta del ministro di grazia e giustizia di azzerare in questa delicata fase il vertice della direzione dell'organizzazione giudiziaria; al di la' della indubbia qualita' di alcuni interventi tecnici prospettati dal Governo, resta indifferibile la necessita' di predisporre un significativo progetto politico di riforma della giustizia, capace di sciogliere i suoi complessi nodi, fornendo, nel contempo, risposte reali all'attuale crisi giudiziaria; su alcuni temi cruciali il Ministro di grazia e giustizia ha il dovere di assumere una iniziativa politica forte e credibile: la riforma del codice penale, il diritto penale "minimo", l'abolizione dell'ergastolo, la depenalizzazione delle condotte connesse al consumo di sostanze stupefacenti e la riduzione delle anacronistiche pene legate alla legge Craxi-Jervolino-Vassalli, la garanzia della difesa dei non abbienti, l'indulto per i reati di terrorismo; temi in relazione ai quali il Governo non puo' limitarsi al ruolo di spettatore distratto (e disinteressato) del dibattito parlamentare, ma ha un dovere di proposta e di iniziativa che discende direttamente dalla sua responsabilita' politica nei confronti della maggioranza e del paese -: quale sia lo stato di attuazione delle riforme relative alla istituzione del giudice unico e delle sezioni stralcio; in particolare quali iniziative di carattere organizzativo e amministrativo siano state intraprese per assicurare l'avvio delle riforme; quali siano le ragioni che hanno determinato, in una fase cosi' delicata, il rinnovo dei vertici della direzione dell'organizzazione giudiziaria; per quali motivi il Ministro di grazia e giustizia abbia sottovalutato l'inopportunita' della nomina a direttore generale di un componente del Consiglio superiore della magistratura; quale sia la posizione del Ministro di grazia e giustizia sulle seguenti proposte di legge: a) depenalizzazione delle condotte connesse al consumo di sostanze stupefacenti; b) abolizione della pena dell'ergastolo; c) indulto per i reati di terrorismo; se il Ministro di grazia e giustizia intenda assumere l'iniziativa legislativa sui seguenti temi: a) riforma del codice penale; b) riduzione delle pene previste dal decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990; c) garanzia della difesa dei non abbienti. (2-00946)