Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00947 presentata da DILIBERTO OLIVIERO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980309
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: il grave stato dell'amministrazione della giustizia in Italia non trova le proprie radici nell'attuale assetto costituzionale, bensi' nella mancata realizzazione di un complessivo disegno di riforme ordinarie, solo alcune delle quali hanno trovato una prima attuazione con l'approvazione di disegni di legge di iniziativa dell'attuale Governo; nel merito, il quadro di tali riforme ordinarie, dopo anni di lavori da parte di Commissioni parlamentari, di studi e dibattiti, tanto in sede politica, quanto in ambito dottrinale, e' ben presente alle forze politiche e, comunque, esso puo' essere, allo stato, cosi' sintetizzato: a) in relazione alla giustizia civile, effettivo avvio del funzionamento delle sezioni stralcio per l'eliminazione dell'enorme arretrato, accompagnato dalla approvazione delle necessarie modifiche al codice di procedura civile, anche sulla base della proposta di legge delega gia' approvata dalla Commissione ministeriale, al fine di accelerare i processi e garantire una effettiva esecuzione delle sentenze; b) in relazione alla giustizia penale, definitiva approvazione della legge per la depenalizzazione dei reati minori; maggiori garanzie per i diritti della difesa davanti al giudice unico; rilancio dei riti alternativi connesso alla libera scelta degli imputati; definitiva approvazione della legge che prevede pene alternative al carcere; approvazione della proposta di legge sulle indagini difensive e di quella sulla modifica, in senso piu' garantista del sistema delle intercettazioni telefoniche; modifica delle norme penali e processuali per garantire una effettiva salvaguardia del segreto istruttorio, anche attraverso efficaci sanzioni per i responsabili delle violazioni; superamento della legislazione di emergenza; impegno dei dicasteri della Giustizia e degli Esteri - sino ad ora del tutto insufficiente - a percorrere tutte le vie politiche e diplomatiche al fine di una piu' sollecita evasione delle rogatorie internazionali richieste dalle Autorita' giudiziarie italiane, rimuovendo gli intralci determinati da improprie iniziative anche di uffici dello Stato ed eventualmente prevedendo un intervento legislativo che, tuttavia, non determini un generale allungamento dei processi; impegno ad una revisione del sistema delle prescrizioni e delle impugnazioni, senza alcuna attenuazione dei diritti della difesa e che garantisca una ragionevole durata dei processi; c) circa la situazione delle carceri nell'ambito di una concezione per cui la detenzione in carcere costituisca l'extrema ratio, assicurare maggiore vivibilita' e umanita' per indagati e condannati per i quali si debba ricorrere a questa misura; definitiva e rapida approvazione della legge Saraceni-Simeoni e della proposta di legge sulla esclusione dal carcere per i portatori di AIDS e di altre gravi malattie; redazione di un unico regolamento carcerario, perche' risultino chiari e certi i diritti e i doveri dei detenuti e vengano evitate le discriminazioni; ripresa dell'iter legislativo per l'abolizione dell'ergastolo, gia' approvato dalla Commissione giustizia del Senato; d) per quanto attiene al tema della difesa dei non abbienti, approvazione di una nuova normativa sulla difesa d'ufficio e il patrocinio dei non abbienti, con la modifica dei livelli di reddito e la eliminazione delle farraginosita' procedurali che impediscono a larghe fasce di cittadini disagiati ed extracomunitari di poterne beneficiare; e) in relazione alla lotta alla criminalita' organizzata: redazione (ormai improrogabile) di un testo unico della normativa antimafia per superare le difficolta' interpretative connesse all'attuale frammentazione legislativa; rilancio delle misure per una efficace lotta alla criminalita' organizzata, in primo luogo applicando le leggi esistenti (quelle antiusura, per la destinazione ad uso sociale dei beni confiscati, realizzazione dell'archivio dei conti e depositi, applicazione della "legge Mancino" per la trasparenza degli assetti societari), modifica della legge sui collaboratori di giustizia assicurando, oltre ad una piu' rigorosa trasparenza nella loro gestione, anche la detenzione in carceri differenziate, sino alla verifica dibattimentale delle loro dichiarazioni e all'espiazione di una parte significativa delle pene loro inflitte, per ottenere un rafforzamento delle garanzie per chi e' accusato dagli stessi e senza modifica alcuna dell'articolo 192 del codice di procedura penale; assicurare un diverso trattamento di protezione ai semplici testimoni nei processi di criminalita' organizzata (estranei, cioe', alle organizzazioni criminali), garantendo un loro rapido reinserimento nel tessuto sociale e un livello di vita almeno non inferiore a quello raggiunto prima della loro decisione di testimoniare; modifica della legge Rognoni-La Torre per un piu' sicuro recupero dei beni di provenienza illecita, anche con il passaggio da un sistema basato sulla pericolosita' sociale personale ad un sistema fondato sulla pericolosita' sociale dei patrimoni; approvazione definitiva delle modifiche alla legge antiracket; f) circa il tema della tossicodipendenza: legalizzazione delle droghe leggere, depenalizzazione della cessione gratuita di sostanze stupefacenti per uso personale ed eliminazione delle sanzioni amministrative inutilmente afflittive, modificandole con sanzioni amministrative finalizzate al recupero dei tossicodipendenti; sperimentazione, nell'ambito di una piu' ampia politica di riduzione del danno, della somministrazione controllata di eroina e farmaci sostitutivi a tossicodipendenti, secondo la proposta gia' presentata in Parlamento; g) in materia di ordinamento giudiziario: ridisegnare, per via ordinaria, il rapporto tra magistratura giudicante e magistratura requirente, senza dar vita ad un nucleo di magistrati esclusivamente specializzati nelle funzioni di indagine, ma garantendo una formazione iniziale di tutti i magistrati in un collegio giudicante e stabilendo la temporaneita' delle funzioni e degli incarichi direttivi; rilevato, peraltro, che alcune delle riforme sopraindicate (depenalizzazione dei reati minori, pene alternative al carcere, legge Saraceni-Simeoni, facilitazioni ai magistrati per sedi disagiate a piu' alto rischio di criminalita' mafiosa, legge antiracket) pur ritenute essenziali ai fini di una maggiore efficienza e razionalizzazione del sistema giudiziario, sono state approvate da un ramo del Parlamento, ma trovano ostacoli alla loro definitiva approvazione a causa di resistenze provenienti anche da alcuni settori della maggioranza -: quali impegni il Governo intenda assumere per tradurre in atti legislativi le riforme indicate in premessa, al fine di conferire, proprio nel momento in cui piu' vicina appare l'unificazione europea, al sistema giudiziario un assetto degno di un Paese civile e rispettoso del fondamentale diritto del cittadino ad una giustizia rapida ed efficace; quali iniziative il Governo intenda intraprendere affinche', con la massima celerita', vengano approvate in via definitiva le proposte di legge in tema di giustizia gia' esaminate da uno dei due rami del Parlamento. (2-00947)