Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02076 presentata da GAMBALE GIUSEPPE (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19980313
Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che: in netta controtendenza rispetto all'obiettivo, anche invocato dal sindaco Bassolino, di trasferire a Napoli e nel Mezzogiorno alcuni dei centri decisionali e strategici del Paese, si stabilisce, in questi giorni, la soppressione della Direzione generale del Banco di Napoli per individuare, un'unica Direzione per il neonato gruppo Bnl-Ina-Banco di Napoli; dunque, mentre da un lato, a Napoli si saluta con soddisfazione l'arrivo dell'Authority per le telecomunicazioni e dei circa 300 posti di lavoro che essa dovrebbe portare, dall'altra parte si rischia di perderne tremila, tra la Direzione del Banco e l'indotto; in altri casi (anche recenti: basti pensare alle operazioni Cariplo-Ambroveneto e Carime) di integrazioni di banche e istituti di credito, decisioni indispensabili per essere competitivi nel nuovo mercato globalizzato, si e' proceduto scegliendo di conservare i centri decisionali degli istituti interessati; il problema e' che nel caso Bnl-Banco di Napoli, non di integrazione, sembra si stia parlando ma di vero e proprio assorbimento, con pochi o scarsi vantaggi per l'istituto "assorbito", quello di via Toledo, ormai risanato, e molti per la Banca del Lavoro, a cominciare dal forte radicamento sul territorio meridionale del Banco e dalla cifra irrisoria che questo e' costato; inoltre, mentre il Banco di Napoli, con tagli di personale, di quasi tutte le filiali del nord Italia e il decisivo apporto di denaro pubblico ha ripianato i suoi debiti e quest'anno produrra' addirittura degli utili, altrettanto non sembra potersi dire per la Bnl la cui situazione non sembra florida ma, nonostante cio', continua a non essere assoggettata ad alcun tipo di controllo; attualmente il Banco ha circa 9.000 dipendenti, a fronte dei quasi 20.000 della Bnl, e con la fusione si arriverebbe ad un totale di 29.000; tale cifra allarma piu' di un osservatore e gia' ha fatto prevedere oltre 5000 esuberi; appare piu' che fondato il timore che, in caso di eliminazione della Direzione di Napoli, tali esuberi saranno individuati nel capoluogo campano; l'ipotesi di lasciare a Napoli soltanto la sede legale deve ritenersi del tutto inadeguata e puramente formale; con la chiusura della direzione napoletana tutti i grandi gruppi bancari si troveranno nella capitale o a nord del paese, ed e' superfluo sottolineare le conseguenze di cio' per le imprese meridionali e l'indotto -: se dopo i notevoli sforzi economici sopportati dallo Stato per risanare il Banco di Napoli, prima di procedere alla sua "incorporazione" nella Bnl, ritenga doveroso che il Governo accerti la solidita' e lo stato di salute anche di questo secondo istituto; se ritenga di compiere tutti gli atti di propria competenza per verificare l'effettiva utilita' strategica, per il nuovo gruppo, per l'economia e l'occupazione meridionale di sopprimere la direzione generale del Banco di Napoli; se il Governo abbia previsto l'esistenza di un polo bancario in grado di competere con i concorrenti europei che abbia il proprio centro decisionale a sud di Roma; quali assicurazioni sono state fornite a garanzia degli attuali livelli occupazionali del Banco di Napoli qualora la Direzione dovesse effettivamente essere trasferita.