Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02080 presentata da SICA VINCENZO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19980317
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: per quanto attinente la privatizzazione della societa' Autostrade si e' molto discusso su una serie di aspetti riguardanti: la proroga della concessione, le modalita' di privatizzazione e l'identificazione del nucleo di controllo; in un primo tempo si e' fortemente sospettato che vi fosse un orientamento volto a far sottovalutare la societa', al fine di assicurarne il controllo, attraverso una vera e propria svendita, al futuro gruppo acquirente, con un minimo sforzo finanziario: basti infatti ricordare che inizialmente il tetto di controllo era fissato al quindici per cento del valore del capitale sociale, valutato intorno ai 2.800 miliardi, con una quota di riferimento, quindi, per il comando della societa', pari a soli 420 miliardi: una cifra risibile per una societa' enorme come la Autostrade S.p.a.; successivamente l'esecutivo, nel decidere la realizzazione delle opere della variante di valico, ha identificato la relativa copertura economica attraverso anche la proroga della concessione, e la definizione di un piano finanziario secondo certezze nelle dinamiche tariffarie; cio' ha consentito la corretta valutazione della societa', attestandone il valore intorno ai 4.000-4.500 miliardi, ed ha peraltro reso ancor piu' appetibile l'operazione, gia' al centro di preventivi tentativi di pilotamento, come visto; ed invero, secondo le contrattazioni in borsa intervenute nell'ultimo semestre, le quotazioni del titolo hanno raggiunto livelli record, e quindi e' evidente che si stiano quantomeno verificando operazioni di rastrellamento dei titoli della societa', prevedibilmente anche in vista della programmata conversione delle azioni privilegiate in azioni ordinarie, nell'ambito del processo di immissione sul mercato della stessa, ancora al chiaro e ricorrente fine di una forte precostituzione di una concentrazione azionaria in mani di sconosciuti investitori; in particolare, poiche' le recenti quotazioni superano ogni normale previsione (come piu' volte sottolineato dalla stampa specializzata), avendo oltrepassato di oltre il cinquanta per cento le stime degli esperti, e' piu' che ragionevole ritenere che non si tratti di usuali, ancorche' magari illecite, speculazioni finanziarie, ma di massicci investimenti di altra natura, con il fine, gravemente illecito, di assicurarsi il controllo della societa', del tutto al di fuori di un regolare e trasparente processo di privatizzazione, quale dovrebbe essere quello in atto; costituisce, in tale contesto, un significativo dato storico, la circostanza che sin dall'inizio dell'operazione Autostrade vi sia stato un rilevantissimo interesse manifestato dalla Fiat alla privatizzazione in questione: basti ricordare che la societa' autostradale Salt (titolare della tratta Livorno-Sestri Levante) - di cui e' azionista di riferimento la SIWAY, a quel tempo partecipata da FiatImpresit - su indicazione del Consiglio di amministrazione, ha deliberato, al giugno 1997, di chiedere notizie circa la procedura agli advisors incaricati della privatizzazione (Imi e Schroder's) e poi (settembre 1997) ha deliberato un aumento di capitale pari a 400 miliardi; e basti altresi' ricordare che, in quanto incalzato dalle inchieste giudiziarie in tale settore, lo stesso gruppo Fiat si sarebbe poi, almeno apparentemente, ritirato dall'operazione, trasferendo le proprie partecipazioni nel settore delle concessionarie autostradali al gruppo dell'imprenditore Marcellino Gavio, a sua volta notoriamente governato da Mediobanca, e quindi in realta' dallo stesso gruppo Fiat, che cosi' ad avviso degli interroganti si nasconderebbe dietro una sorta di prestanome, del tutto al di fuori quindi di investimenti trasparenti e di una privatizzazione di Autostrade S.p.A. che non si presti a speculazioni sotterranee, a tutto danno degli interessi dello Stato e della collettivita'; risulterebbe poi anche, da ricorrenti notizie di stampa, che attualmente anche la Consob e la Guardia di finanza abbiano attualmente avviato approfonditi accertamenti sulle manovre in atto sul titolo Autostrade, con ispezioni e sequestri a largo raggio in tutta Italia, presso uffici dell'IRI, societa' di investimento mobiliare, finanziarie, banche, e imprese, peraltro confermando i timori sulla convergenza di interessi illeciti nella privatizzazione in questione, da tempo gia' espressi - sin dall'agosto 1996 - dal presidente di Autostrade Giancarlo Elia Valori, nonche' dall'allora Procuratore antimafia Bruno Siclari; in tale stato di cose, la privatizzazione in questione risulta rimessa a poteri e decisioni dell'Iri, il cui direttore generale, dottor Pietro Ciucci, da sempre vicino al mondo bancario ed al gruppo Fiat, gia' in passato si e' distinto per operazioni finanziarie, nel gruppo Autostrade, che secondo gli interroganti sono di natura poco chiara: ci si riferisce al passaggio dalla Fintecna ad Autostrade delle due societa' Autostrade International e Autostrade Finance avvenuta con delibera in data 20 dicembre 1994 del C.d.A. di Autostrade (composto dal predetto Ciucci e dai signori Mengozzi, ora appena nominato direttore generale delle Ferrovie dello Stato, Cappiello, Manfredi, e Cempella, quale amministratore delegato, ed oggi all'Alitalia) e con la supervisione del dottor Cassaro, amministratore delegato di Fintecna; operazione ad avviso degli interroganti illecita, in quanto anzitutto svolta in completo conflitto di interessi da parte dei vari componenti di Consiglio di amministrazione di Autostrade, tutti a loro volta alti dirigenti o consiglieri di amministrazione delle imprese pubbliche interessate alla vendita e all'acquisto delle predette Societa'; e comunque essenzialmente illecita, in quanto in tal modo: sono state addossate da parte di Fintecna (proprieta' dell'Iri) le perdite delle proprie due controllate (A. International ed A. Finance) ad Autostrade S.p.A., perdite risultanti, successivamente all'acquisto, in oltre 100 miliardi, ed in ulteriori 50 miliardi annui dal 1994 al 1997, a tutto danno dei piccoli azionisti e risparmiatori; si e' sgravato indebitamente, e con una manovra non visibile l'Iri, gia' allora governato dal Ciucci sopra nominato, della garanzia (ai sensi dell'articolo 2362 del codice civile) verso Iritecna gia' detentrice degli stessi pacchetti azionari ora nuovamente trasferiti (ed alla quale Fintecna non aveva pagato il prezzo delle due Societa' citate); sarebbe opportuno che il Parlamento istituisse una Commissione parlamentare di inchiesta che accerti le predette operazioni gia' nel recente passato compiute dai vertici Iri nel gruppo Autostrade - salvo poi interessare la competente Magistratura per eventuali azioni di responsabilita', per eventuali ipotesi di possibili illeciti penali che emergessero - considerato che si tratta di chiarire come siano stati spesi o comunque manovrati i soldi dello Stato, accertando modalita' e condizioni della vendita delle Societa' Autostrade International e Autostrade Finance, da Fintecna S.p.A. (che a sua volta l'aveva acquistate senza ancora pagarle all'epoca, da Iritecna S.p.A.) ad Autostrade S.p.A., che si trovo' ad acquistare societa' che le procurarono immediatamente, oltre al prezzo pagato di lire 88 miliardi, un esborso, a copertura delle relative perdite, di lire 100 miliardi (per la sola A. International) dall'anno 1994 all'anno 1996, stando ai relativi bilanci, e circa ulteriori 50 miliardi all'anno di perdite per gli anni successivi, e cosi' anche sgravando l'Iri delle garanzie prestate per Fintecna ad Iritecna, nel primo trasferimento, avvenuto tra queste due finanziarie, delle societa' predette; e tra l'altro considerato l'enorme conflitto di interessi in cui operarono tutti i manager coinvolti nella vicenda: il dottor Domenico Cempella, amministratore delegato di Autostrade S.p.A., era dipendente di Fintecna; i dottori Vincenzo Manfredi e Francesco Mengozzi, oltreche' consiglieri di amministrazione di Autostrade S.p.A., erano anche consiglieri di amministrazione di Fintecna S.p.A.; il dottor Vincenzo Cappiello, oltreche' consigliere di amministrazione di Autostrade S.p.A. era dirigente ai massimi livelli di Iritecna S.p.A., il dottor Pietro Ciucci, oltreche' consigliere di amministrazione di Autostrade S.p.A., era direttore centrale finanza dell'Iri, il dottor Renato Cassaro, oltreche' amministratore delegato di Fintecna S.p.a., dipendente dell'Iri -: se le attuali procedure di privatizzazione di Autostrade S.p.A. siano in grado di garantire una vendita corretta, trasparente e realmente al migliore prezzo, della stessa societa', nel completo soddisfacimento degli interessi pubblici sottesi dalla vicenda, ed anche al giusto fine di evitare che si ripeta, magari in peggio, una vicenda come quella, a dir poco piratesca, di recente registratasi per la privatizzazione della Telecom, nella quale, sempre con il beneplacito dell'Iri, si e' regalata una societa' di grandissima liquidita' ad azionisti venuti alla luce solo a cose concluse e con un spesa, da parte loro, assolutamente inconsistente, percio' scandalosa; laddove invece procedure trasparenti ed inequivoche per la vendita di Autostrade S.p.a. (come di qualunque altra privatizzazione) sono assolutamente ineludibili, tantopiu' che appunto deve tenersi conto degli enormi movimenti che hanno interessato il titolo azionario della stessa Autostrade S.p.A. negli ultimi tempi e del particolare comportamento che risulterebbe essere stato posto in essere al riguardo dal gruppo Fiat; se non sia opportuno preliminarmente comunque destituire o quantomeno rivedere, in attesa dell'esito dell'inchiesta di cui si dice appresso, la posizione dell'attuale direttore generale dell'Iri, come d'altronde anche richiesto, indicando giustamente la necessita' di un commissariamento di detto direttore generale, dal senatore Carpinelli, in una delle ultime, tra le tante, interrogazioni parlamentari succedutesi sulla questione; cio', al fine di assicurare ogni oggettivita', serieta' e credibilita', senza danni per i risparmiatori e per lo Stato, all'operazione di privatizzazione di Autostrade S.p.A. (3-02080)