Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04033 presentata da LUCIDI MARCELLA (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19980318
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: l'Enpaia, ente nazionale di previdenza ed assistenza per gli impiegati dell'agricoltura (legge 29 novembre 1962, n. 1655 - gia' Cnaiaf - ex regio decreto 20 ottobre 1939, n. 2223), si e' costituito, nel corso degli anni, senza pregiudizio alcuno per la sua continua crescita, un patrimonio immobiliare in Roma di piu' di tremila appartamenti dati in uso abitativo secondo la disciplina locatizia di volta in volta vigente (libero mercato, blocco dei fitti, equo canone); questo stato di cose si e' protratto fino all'emanazione del decreto legislativo 11 luglio 1992, n. 333, convertito nella legge 8 agosto 1992, n. 359, legge con la quale, tra l'altro, veniva sancita l'inapplicabilita' degli articoli 12 e seguenti della legge 27 luglio n. 392, e che prevedeva la possibilita' di stipulare patti in deroga a tale normativa per il rinnovo dei contratti di locazione in scadenza, nonche' la proroga di diritto per due anni dei contratti stessi qualora non si fosse pervenuti ad un accordo tra le parti; il 27 novembre 1992 l'allora Ministro del lavoro e della previdenza sociale Cristofori emanava una circolare (n.4/4PS721898) destinata agli enti pubblici di previdenza, tra cui l'Enpaia, ente nazionale di previdenza ed assistenza per gli impiegati dell'agricoltura, contenente le direttive relative all'applicazione della legge 8 agosto 1992, n. 359; l'Enpaia, ente nazionale di previdenza ed assistenza per gli impiegati dell'agricoltura, si adeguava alla suddetta circolare e procedeva al rinnovo dei contratti, che nel frattempo pervenivano a scadenza, secondo le indicazioni contenute nella circolare stessa; la legge 24 dicembre 1993, n. 534, "Interventi correttivi di finanza pubblica" delegava il Governo (articolo 1, comma 32) ad emanare norme dirette al riordino e alla soppressione di enti pubblici d'assistenza e previdenza e, in attuazione di tale delega, il Governo emanava il decreto-legge 30 giugno 1994, n. 509 che autorizzava la trasformazione di determinati enti, tra i quali l'Enpaia, in associazioni o fondazioni; il 2 gennaio 1996, con decreto interministeriale del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e del Ministero del tesoro, venivano approvati lo statuto ed il relativo regolamento di attuazione della fondazione Enpaia; l'Enpaia aveva gia' sospeso l'applicazione della "circolare Cristofori" e dato formale disdetta dei contratti di locazione ancora in corso, comunicando ai singoli locatari che avrebbero potuto rinnovare il contratto alle condizioni previste dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, "patti in deroga", recante la disciplina dei contratti; alla scadenza dei contratti ci fu, sia direttamente da parte degli inquilini che da parte delle associazioni di categoria, una richiesta di avvio delle trattative per la determinazione dei canoni e per il rinnovo dei contratti; l'Enpaia, ignorando tale richiesta, continuo' ad inviare regolarmente i bollettini per il pagamento del canone, stabilito nella consueta misura, anche se esso veniva arbitrariamente, e senza essere accompagnato da spiegazione alcuna, denominato "indennita' di occupazione"; dopo ulteriori, nonche' vani, tentativi da parte degli inquilini di aprire una trattativa per la determinazione dei nuovi canoni di locazione, l'Enpaia comunicava, agli inquilini con contratto di locazione scaduto, che l'eventuale rinnovo contrattuale sarebbe avvenuto solo in seguito all'accettazione di canoni di locazione assolutamente inaccettabili, in quanto oggettivamente esagerati ed ingiustificati, avviando anche procedure forzose di soluzione dei contratti; detti canoni risultavano essere piu' che raddoppiati (spese accessorie escluse) rispetto a quelli fino a quel momento corrisposti, comprensivi di spese accessorie, e basati su valutazioni di parte legate a discutibili e contraddittorie stime catastali e a presunte fluttuazioni di mercato; l'Enpaia, dopo essersi prodotto, nelle varie fasi di questa mancata trattativa, in una lunga serie di comportamenti contraddittori tali da indurre negli inquilini la convinzione che in realta' non volesse disdire i contratti, attualmente sta attuando una strategia caratterizzata da interventi illogici, disomogenei e differenziati, tendente a generare confusione e divisioni fra gli inquilini stessi; il giorno 5 febbraio 1998, in occasione di una manifestazione pubblica degli inquilini presso la sede dell'Enpaia, il direttore generale della fondazione si impegnava ad avviare una trattativa a partire dal 18 di febbraio; la previsione dell'articolo 1 del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, non puo' essere interpretata come esclusione delle categorie "pubbliche e sociali" dalla lettura degli impegni legati al processo di trasformazione dell'Ente in ente senza scopo di lucro con previsione del mantenimento della titolarita' dei rapporti attivi e passivi degli enti e dei rispettivi patrimoni, anche se cio' non significa che debba essere trascurata la cura del rendimento del patrimonio dell'ente -: se il Ministro, nell'ambito dei suoi poteri di vigilanza, non ritenga di dover compiere gli accertamenti necessari al fine di verificare se la gestione del patrimonio immobiliare della fondazione Enpaia stia effettivamente avvenendo nel rispetto dei termini della sua avvenuta trasformazione, termini che prevedono che gli enti trasformati continuino a svolgere le attivita' previdenziali e assistenziali in atto riconosciute a favore delle categorie di professionisti per le quali erano state originariamente istituite; se, in qualita' di responsabile della vigilanza sulla fondazione Enpaia, non intenda adottare provvedimenti volti a porre rimedio ad una situazione che rischia di diventare pregiudizievole sia per i molti inquilini, (dai quali non si possono, onestamente, esigere affitti cosi' elevati considerato il fatto che sono quasi tutti lavoratori dipendenti e pensionati dalle risorse limitate), che per il corretto funzionamento del mercato degli affitti, che rischia di essere stravolto dalla incontrollata volonta' di lucrare che anima i nuovi speculatori del bisogno abitativo. (5-04033)