Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00450 presentata da DE CESARIS WALTER (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980318
La VIII Commissione, premesso che: nel secondo Rapporto di valutazione sul clima globale presentato nel dicembre 1995 dall'Ipcc, risultato di un complesso processo di analisi dei dati disponibili, si afferma che: "e' sempre piu' evidente l'influenza sul clima globale delle emissioni di gas serra prodotte dalle attivita' umane; senza specifiche politiche e misure per mitigare i cambiamenti climatici, la temperatura media superficiale globale e' destinata a crescere, rispetto al livello del 1990, di circa 2 ^C (tra 1.5 e 3.5 ^C) entro il 2100 e il livello dei mari e' destinato a sua volta a crescere entro il 2100 rispetto al 1990, di circa 50 cm. (tra 25 e 95 cm.); il riscaldamento globale potra' determinare modifiche significative nei cicli climatici con l'intensificazione dei fenomeni esterni (forti precipitazioni con eventi alluvionali alternate a lunghi periodi di siccita') alterazioni degli ecosistemi terrestri e acquatici, degradazione e aridificazione dei suoli, modificazioni delle produzioni agricole; l'aumento della temperatura avra' effetti diretti sulla salute umana (incremento delle malattie e delle morti a causa delle "onde di calore") ed effetti indiretti e diffusione anche nelle zone temperate di malattie infettive tipiche delle zone tropicali"; le previsioni sul secondo rapporto Ipcc richiamano tutti i governi dei Paesi firmatari della convenzione quadro sul clima globale redatta a Rio de Janeiro nel giugno 1992 ad aggiornare e a rendere piu' efficaci le proprie strategie e azioni per garantire che le concentrazioni di gas serra siano contenute entro livelli compatibili con un futuro accettabile, il che significa che le emissioni globali siano ridotte alla meta' di quelle attuali (in modo da stabilizzarle a un livello comunque pari al doppio di quello raggiunto nell'epoca precedente alla rivoluzione industriale); a tale scopo nella recente Conferenza delle parti di Kyoto del dicembre 1997 i paesi industrializzati si sono impegnati a ridurre le proprie emissioni di gas serra in modo da ottenere nel 2010 una riduzione media pari al 5,2 per cento delle quantita' prodotte nel 1990 (Unione europea -8 per cento; Stati Uniti -7 per cento; Giappone -6 per cento eccetera); l'Italia si e' presentata a Kyoto con un programma contro i cambiamenti climatici che prevede una prima fase di riduzione del 4 per cento delle attuali emissioni di gas serra in modo da tornare nel 2000 ai livelli del 1990 e, successivamente, una seconda fase di riduzione del 7 per cento entro il 2010 delle emissioni prodotte nel 1990; questo programma contenuto in una deliberazione del Cipe del dicembre 1997 prevede un investimento netto di 15.000 miliardi da aggiungere ai 76.000 miliardi di costi recuperabili dai risparmi energetici relativi agli interventi previsti dal piano medesimo, con l'obiettivo di produrre nella prima fase 13.000.000 di tonnellate/anno di CO2 in meno e, nella seconda fase, un abbattimento complessivo di 109.000.000 di tonnellate di anidride carbonica; la citata delibera del Cipe prevede che il piano dia luogo, ad opera di un apposito gruppo di ministri, alla messa a punto, entro l'aprile 1998, di un insieme di misure operative, individuando le azioni che potranno contare sulla spesa corrente, sugli investimenti indirizzati e su risorse finanziarie aggiuntive; le misure prevedibilmente interverranno nel settore della produzione energetica (miglioramento dell'efficienza delle centrali elettriche e sviluppo della produzione da fonti rinnovabili); dei trasporti (con la sostituzione degli attuali veicoli con altri a basso consumo e la realizzazione di nuove linee di tram, metro e ferrovie locali; l'incremento dell'uso del gas e dei biocarburanti, eccetera); dell'attivita' industriale e dell'uso dell'elettricita' e del calore nel settore residenziale e in quello terziario; i paesi in via di sviluppo non hanno sottoscritto, a Kyoto, alcun impegno, nella convinzione non infondata che una diminuzione dei consumi energetici impedirebbe loro di raggiungere livelli economici e sociali piu' accettabili; in ogni caso impegni tanto rilevanti - ancor piu' tali visto il sostanziale fallimento, finora, dell'obiettivo a suo tempo stabilito di stabilizzazione delle emissioni di CO2 al livello raggiunto nel 1990 - richiedono una vera e propria mobilitazione delle potenzialita' e delle risorse, prima di tutto culturali e umane, presenti nella societa' italiana e, poi, in generale, uno sforzo collettivo dell'intera umanita' affinche' nel sostanziale rispetto del principio di equita' a ciascun abitante del pianeta siano date identiche opportunita'; cio' che in tutta evidenza implica un profondo cambiamento del modello di sviluppo adottato ormai da secoli; impegna il Governo: a presentare entro aprile al Parlamento il programma nazionale contro i cambiamenti climatici per l'esame e la valutazione della congruita' del medesimo agli obiettivi sottoscritti in sede internazionale; il programma deve contenere un esame critico delle misure finora adottate, degli ostacoli da esse incontrati, della efficacia raggiunta nonche' deve prevedere interventi e azioni innovative non limitati alla promozione dell'efficienza ma attenti anche ai fondamentali campi dell'informazione e della formazione in modo da poter dar luogo alla valorizzazione e praticabilita' delle opportunita' occupazionali in vista del nuovo modello di uso e consumo dell'energia e delle ipotesi di sviluppo sostenibile; a elaborare un preciso programma - da sottoporre alla prossima conferenza nazionale dell'energia - volto al miglioramento dell'efficienza della produzione energetica (con l'abbandono delle tecnologie e degli impianti obsoleti o ambientalmente incompatibili) e alla effettiva promozione e diffusione dell'uso delle fonti rinnovabili e delle forme razionali di utilizzo dell'energia; a predisporre, nell'ambito della prossima manovra finanziaria per il 1999, norme incentivanti la riqualificazione dell'edilizia, dei sistemi di riscaldamento, del traffico e della mobilita' anche mediante la promozione nelle societa' erogatrici di servizi energetici, di trasporto o del settore edilizio di responsabilita' di contenimento dei consumi energetici e di risparmio di materiali e di energia; nonche' norme indicanti sistemi innovativi di finanziamento di tali interventi; a promuovere, di intesa con regioni, province e comuni, una Conferenza nazionale del trasporto urbano per verificare le esperienze di elaborazione dei piani urbani del traffico e le politiche della mobilita' nonche' per esaminare la rispondenza delle attuali strutture aziendali del settore agli obiettivi della diffusione di forme collettive e pubbliche di trasporto urbano e della organizzazione di zone traffico limitate e di percorsi e aree pedonali con particolare attenzione ai riflessi urbanistici di tali programmazioni; a intervenire - anche attraverso i propri rappresentanti presso la Banca Mondiale - affinche' la stessa orienti le proprie iniziative, modificando quelle che risultino inefficaci o in contrasto, all'adozione di un piano di azione per la riduzione delle emissioni di gas serra nell'atmosfera prevedendo un aumento sostanziale delle risorse finanziarie attribuibili a progetti di utilizzo delle fonti energetiche alternative e a programmi di efficienza energetica e di gestione della domanda e, insieme, al blocco degli incentivi all'uso di fonti energetiche non rinnovabili; a riconfermare l'impercorribilita' di ogni e qualsiasi ipotesi di utilizzo della fonte nucleare per la generazione di energia elettrica adoperandosi in sede internazionale per il sollecito abbandono di tale tecnologia da parte dei Paesi che ancora la utilizzano. (7-00450)