Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01007 presentata da MALAGNINO UGO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19980326
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Cosiglio dei ministri e il Ministro dei lavori pubblici, per sapere - premesso che: la Bradanico-Salentino costituisce una delle tante incompiute che connotano il degrado e il sottosviluppo infrastrutturale della regione Puglia a conferma, se ce ne fosse bisogno, dei tanti errori strategici compiuti qui nel nostro Mezzogiorno, sia da parte dello Stato che della classe politica locale; il progetto, infatti, nasce come opera fondamentale pensata dalla Cassa per il Mezzogiorno agli inizi degli anni sessanta e questo induce ad una riflessione che conserva a tutt'oggi una bruciante attualita': lo scarto tra i momenti storici in cui si "intuiscono" le necessita' strategiche delle opere e i loro tempi di progettazione e di esecuzione e quindi di utilizzazione nei territori, dove nel frattempo sono profondamente mutati gli equilibri sociali e produttivi, sino a rendere quelle costosissime opere, una "falsa spesa"; nel trentennale cammino dell'opera spesso si e' pensato piu' alle vocazioni di sviluppo che alle opportunita' reali dello sviluppo stesso; oggi il confronto su questa importante direttrice stradale assume un nuovo e piu' stringente significato; esso risiede nel complesso avvio di interventi e di opere infrastrutturali ormai programmate, progettate e finanziate che si possono individuare piu' come opere di sistema che come pezzi di sviluppo territoriale che, partendo dal Salento, aprono nuove vie di comunicazione e di sviluppo alla nostra regione, in tutte le direzioni geografiche con un percorso scandito da grandi opere infrastrutturali sorrette da nuove politiche di sviluppo che vanno velocemente assecondate ed integrate. Si fa riferimento all'Interporto dell'area jonico-salentina, nonche' alla sua di fatto riconfermata struttura a rete che, nonostante l'iniziale scetticismo, continua a restare la piu' concreta tra le soluzioni immaginate per far decollare quella importante infrastruttura, articolandosi di fatto, tra Brindisi, Surbo e Francavilla Fontana; irrobustire la canalizzazione del traffico stradale nella fascia sud della Puglia e' il primo importante contributo che occorre dare per rendere plausibile ed immediatamente esigibile ogni possibile beneficio previsto dagli investimenti e dai progetti in itinere; si fa riferimento ovviamente non solo all'interporto, ma anche al Porto di Taranto, al centro di una insperata quanto eccezionale opportunita' di rilancio e di sviluppo che, con l'arrivo di Evergreen, dovra', si spera definitivamente, consolidare la funzione mediterranea nel porto di Taranto, al Polo turistico di Castellaneta, a quello tessile di Martina Franca, all'aeroporto di Grottaglie. La visione integrata ed intermodale dei trasporti non puo' assolutamente prescindere da ogni ipotesi di corretta programmazione degli interventi e degli investimenti nelle aree interessate. Sembra uno slogan, ma e' una disarmante realta' quella che, senza retroterra infrastrutturale fatta di strade e ferrovie, ne' porti, ne' aeroporti, ne' interporti possono offrire le necessarie convenienze per le imprese e per l'organizzazione produttiva sui territori; l'idea dell'integrazione del sistema che puo' essere favorita dal completamento dell'Itinerario, riguarda ovviamente anche Brindisi, con il suo porto e il suo aeroporto, grandi realta' collocate sulla relazione parallela costituita dall'attuale strada statale n. 7 che, ormai in via di ultimazione, costituisce un asse parallelo ma sinergico al trasporto stradale nell'area ionico-salentina, tale da configurare un sistema di convergenza attorno alla struttura puntuale di Taranto, che in tal modo, diviene crocevia e baricentro per le relazioni sia nord-sud, che est-ovest, obiettivo quest'ultimo, tra i prioritari che vengono raggiunti con la velocizzazione dell'Itinerario, a sua volta proiettato, con i percorsi in area lucana, verso le grandi realta' dei salottifici materani e delle aree industriali di Melfi; e' superfluo infine, rammentare l'articolazione logistica che l'Itinerario garantisce sia ai collegamenti verso nord, tramite innesto sull'Autostrada A14, che verso sud, in direzione della Calabria, dove, con la ristrutturazione della strada statale 106 Jonica, si liberano definitivamente i traffici verso Gioia Tauro e il versante tirrenico; se queste considerazioni di scenario si possono condividere, resta da esaminare il quadro delle criticita' di sistema che hanno impedito e condizionano la velocizzazione dei completamenti e quindi la efficientizzazione delle tratte in questione -: quali iniziative ritengano di attuare con l'urgenza che la situazione richiede, per dare risposte adeguate alle non piu' eludibili attese delle popolazioni interessate. (2-01007)