Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02169 presentata da TASSONE MARIO (UDR - UNIONE DEMOCRATICA PER LA REPUBBLICA) in data 19980401
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: l'invaso sul fiume Melito in comune di Gimigliano provincia di Catanzaro rappresenta l'unica capacita' di riserva idrica e regolazione nella Calabria centrale attuabile nel lungo periodo; i tempi di realizzazione e di utilita' delle opere, assunto il 1^ gennaio 1998 come data di ripresa dei lavori, sono i seguenti: termine costruzione diga e opere annesse fine 2004; collaudi, invasi parziali, autorizzazioni all'esercizio fine 2006; allaccio del torr. Pomo fine 2007; allaccio dei fiume Corace fine 2009, allaccio dei fiume Amato fine 2011; di conseguenza vi e' tutto il tempo per meglio definire se necessario gli apporti all'invaso. Quel che e' certo, anche per quanto segue, e' che appare assolutamente improponibile una diminuzione della capacita' di invaso sul Melito, tenuto conto dei crescenti fabbisogni e della favorevole influenza che in definitiva l'invaso avra' anche dal punto di vista ecologico sui corsi d'acqua e l'ambiente in generale; la realizzazione dell'invaso del Melito permettera' l'accumulazione di 100.000.000 di metri cubi d'acqua da destinare all'approvvigionamento idropotabile, per numerosi comuni, tra i quali le citta' di Catanzaro, Lamezia Terme, Pianopoli, Maida, Borgia, Squillace, Cortale, Curinga, Filadelfia, Jacurso, Caraffa, Settingiano, Vallefiorita, Girifalco, per arrivare alla citta' di Vibo Valentia, nonche' all'irrigazione di migliaia di ettari di terreno della Piana di Lamezia Terme e dell'Altopiano del Poro, senza considerare gli innumerevoli benefici che deriveranno al settore turistico delle zone litoranee dello Jonio e del Tirreno nonche' quelli con riferimento alle iniziative industriali della Piana di Lamezia; si prevede a regime l'occupazione di circa 300 addetti per anni quattro, senza considerare l'indotto stimabile in circa 1.500 addetti per tutto il periodo interessato dai lavori che nella realta' territoriale di cui si discute, e' un'occasione irripetibile di lavoro e di sostentamento per le famiglie dei lavoratori occupati; detti lavori sono iniziati nel 1991 e sono stati sospesi fin dal 1993 per autonoma decisione dell'impresa appaltatrice, Italstrade S.p.A., con esborso finanziario di lire 50 miliardi per espropri ed anticipazioni all'impresa sulla base di appalto sul netto del ribasso che ammonta a lire 190.400.000.000, mentre il finanziamento complessivo ammonta a lire 506.000.000.000; tra i lavori compresi nel decreto sblocca-cantieri figurava la diga sul fiume Melito ed era appositamente nominato un Commissario nella persona del prefetto a riposo dottor Nicola Bosa; che in attuazione di quanto disposto dal decreto si preparava la pubblicazione dello studio d'impatto ambientale e si avviava la relativa procedura; nel corso dell'istruttoria si sono verificati occasioni di incontro con i componenti la commissione Via allo scopo di sollecitare i lavori atteso che erano stati ampiamente superati i termini indicati nel decreto per il completamento dell'istruttoria stessa (60 giorni); nel corso dell'incontro svoltosi il 17 dicembre 1997 presso il ministero dell'ambiente si e' avuta notizia informale sull'esito negativo dell'istruttoria Via; di tale situazione veniva data immediata comunicazione, a cura del consorzio, al ministero dei lavori pubblici, al ministero dell'interno e per conoscenza al presidente della giunta regionale, all'assessore ai lavori pubblici e all'ente committente; a seguito dell'iniziativa del presidente della giunta regionale, il Ministro dell'ambiente convocava apposita riunione presso la sede del ministero per il giorno 25 marzo 1998 alle ore 10.00, per un ulteriore approfondimento della questione prima delle definitive determinazioni; alla riunione del giorno 25 il Ministro non ha ritenuto di partecipare e tramite il direttore generale dottoressa Vittadini venne confermato il parere negativo sul Via; appare incomprensibile l'atteggiamento del Ministro che, pur avendo fissato un apposito incontro, ha ritenuto di non parteciparvi rendendo concrete conseguentemente le decisioni negative precedentemente annunciate dai commissari incaricati dell'istruttoria Via; non puo' ammettersi ulteriore procrastinazione di termini per la ripresa delle attivita' di cantiere per la costruzione della diga perche' cio' avrebbe solo la finalita' di coprire il malcelato intento di chi vuole spostare risorse finanziarie destinate alla Calabria fin dal 1982 alla costruzione dell'importante diga, in altre regioni e per altre opere pubbliche; nel momento in cui si parla di velocizzare la spesa pubblica, di favorire iniziative per nuovi momenti occupazionali con l'approntamento di progetti mirati allo sviluppo sostenibile non si puo' indugiare oltre senza esacerbare gli animi ed il malcontento di una comunita' civile, come quella calabrese, che e' stata gia' troppe volte spogliata da finanziamenti che possono e devono essere trasformati nella realta' in investimenti: volano essenziale per la ripresa di uno sviluppo endogeno, come quello conseguente dal miglioramento delle risorse idriche ed irrigue, che si ripercuote in tutte le attivita' produttive che portano avanti le piccole e medie imprese agricole, artigianali, commerciali, turistiche, radicate nel territorio -: se non intenda rivedere il parere negativo sulla valutazione di impatto ambientale e attivarsi per la pronta ripresa dei lavori di costruzione della diga. (3-02169)