Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00469 presentata da RANIERI UMBERTO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19980403
La III Commissione, premesso che: nel rispetto dei diritti umani e della pacifica convivenza fra i popoli, occorre riproporre alla attenzione del Governo la questione del Tibet per tre ragioni fondamentali: a) per creare le condizioni affinche' possa essere avviato il dialogo tra il Governo della Repubblica Popolare di Cina e il Dalai Lama (Premio Nobel per la pace), che vive in esilio da quasi quarant'anni con una parte del suo popolo (100.000 tibetani ospiti dell'India e di tanti altri Paesi fra i quali l'Italia); b) per assicurare al popolo tibetano l'autonomia regionale e le liberta' civili e religiose previste nella Costituzione della Repubblica Popolare di Cina e non rispettate dal 1951, per mettere fine alla repressione dei diritti che e' stata condotta dalle autorita' cinesi nei confronti del popolo tibetano e delle sue aspirazioni alla liberta' e alla autonomia; c) per garantire la tutela di quel grande patrimonio ambientale, naturalistico, storico e monumentale, che rappresenta il Tibet per l'intera umanita'. Il Tibet e' infatti vitale all'equilibrio dell'ecosistema del pianeta, per l'ampiezza del territorio, l'altitudine media (4000 metri) e, soprattutto, per le risorse naturali di acqua e di foreste di cui dispone il cuore dell'Himalaia, che ne fanno un unicum ambientale da preservare e da tutelare; la questione del Tibet e' stata sostenuta piu' volte anche dal Parlamento Europeo, con la sollecitazione a favorire il dialogo con la Repubblica Popolare di Cina proprio per affrontare le questioni nodali del Tibet nell'interesse di tutti i Paesi del mondo oltre che alla Cina; il Dalai Lama ha riaffermato la volonta' di potere essere utile al suo popolo e al popolo cinese per favorirne la crescita economica, sociale e culturale, in piena sintonia con la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio esistente in Tibet e nel pieno rispetto delle liberta' civili e religiose, nonche' dei diritti umani di tutti i popoli della terra. Nel sostenere quindi la necessita' del dialogo con il Governo della Repubblica Popolare Cinese, il Dalai Lama ha affermato che "la questione dell'indipendenza del Tibet dalla Cina non si pone" e che il Governo della Repubblica Popolare Cinese, nel rispetto della sovranita' nazionale, ha il dovere imprescindibile di assolvere ai compiti generali tendenti ad assicurare al Paese la difesa dell'integrita' territoriale, la politica estera e le scelte politiche generali di indirizzo economico nazionale, riservando al Tibet, nel rispetto dell'autonomia locale, la gestione della religione, della cultura e dell'educazione; tenendo conto di tutto cio' vi sono le condizioni per il necessario avvio del dialogo; impegna il Governo: ad agire in tal senso e far si' che l'incontro tra il Dalai Lama e i rappresentanti del Governo della Repubblica Popolare Cinese possa avere luogo al piu' presto, nella ricerca di un accordo possibile e che sia tale da garantire anche il rientro degli esuli; ad assecondare e sostenere l'eventualita' di incontri preliminari, anche informali e riservati, per la ripresa del dialogo tra il Dalai Lama e il Governo cinese, che avessero luogo sul territorio nazionale per iniziativa di enti e associazioni che operano per la pace e la conciliazione fra i popoli. (7-00469)