Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00472 presentata da SAONARA GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19980414
La XIV Commissione, premesso che: il valore nominale del debito internazionale dei paesi del Terzo Mondo supera oggi i 2 mila miliardi di dollari, impedendo un significativo e necessario sviluppo economico e sociale dei paesi poveri coinvolti; tra i circa 45 paesi fortemente indebitati, almeno 20 hanno un debito insostenibile o vicino all'insostenibilita', come e' stato accertato e riconosciuto dalla stessa Banca Mondiale; peraltro, l'incremento dei debiti e' paradossalmente dovuto a fattori del tutto estranei alle economie dei paesi poveri, ed originanti dal contesto mondiale, economicamente determinato proprio dai ricchi paesi creditori; ad esempio, i tassi di interessi hanno avuto impennate anche del 400 per cento in dieci anni (dalla media del 5 per cento degli anni '70 alla media del 20 per cento degli anni '80, per cause ascrivibili ai sistemi economici dei paesi industrializzati); a fronte di tali esagerati valori, appare politicamente e tecnicamente impraticabile proporre il semplice azzeramento dei debiti dei paesi in via di sviluppo, ma si rende necessario inquadrare i profili giuridici e la gestione possibile dei debiti stessi, in coerenza con l'importanza sociale ed anche morale del problema, al di la' dell'analisi economica e della gestione politica; su tali aspetti intervengono tra l'altro la mozione Cherchi ed altri (n. 1-00023 e la risoluzione De Benetti n. 6-00049), che impegna il Governo ad impegnarsi in sede ONU per ottenere un parere della Corte di giustizia a norma dell'articolo 96 della Carta ONU e degli articoli 65 e 38 dello Statuto della Corte stessa, approvata dalla Camera; il tema e' inoltre stato affrontato dal Vaticano in una serie di incontri con le istituzioni economiche coinvolte a livello mondiale, nell'ambito di quella che si potrebbe individuare come "l'operazione Hipc" per i paesi poveri fortemente indebitati; il successo di tale operazione verrebbe tuttavia pesantemente ostacolato e ridotto dal grado di insostenibilita' del debito da parte di alcuni paesi, per cui su tale punto occorre intervenire prioritariamente; attualmente invece, come condizione per ottenere altri aiuti, ai paesi in via di sviluppo sono imposti programmi economici e termini obiettivamente insostenibili, per cui occorre ristrutturare l'intera politica della cooperazione economica e sociale, affrontando il paradosso dei paesi ricchi che si arricchiscono ulteriormente a spese dei paesi poveri che cosi' sono ormai al collasso irreversibile; meccanismo, quest'ultimo, che discende dall'accollo ai paesi debitori delle determinazioni dei sistemi economici dei paesi creditori, in assoluto contrasto con i classici principi del diritto internazionale pubblico; in una ottica di ristrutturazione, a livello internazionale sembra esserci maggiore sensibilita' verso il problema ed un sostanziale accordo sulla necessita' e possibilita' di una riduzione del debito che ne consenta la sostenibilita' e diminuisca il livello di poverta' in maniera tangibile; si dovrebbe in tale modo giungere ad un rapporto tra debito ed esportazioni che non superi il 200 per cento mentre il rapporto tra servizio e debito dovrebbe oscillare tra il 20 per cento ed il 25 per cento; per i paesi con debito insostenibile, cio' significherebbe una riduzione del servizio quasi del 70 per cento, con l'accesso ad un fondo fiduciario aperto e svincolato dagli ordinari strumenti di credito, messo a disposizione dai creditori multilaterali, ed il contributo significativo di donatori bilaterali specifici; l'Unione europea e' interessata dalle iniziative di riduzione del debito sia come parte creditrice sia come partner nello sviluppo dei paesi coinvolti, che rientrano nelle convenzioni di Lome' con gli Stati ACP; anche a livello comunitario, la sensibilita' per il problema cresce, tanto che dalla Convenzione Lome' IV, le risorse del Fondo sociale europeo destinate agli aiuti allo sviluppo sono erogate come aiuti non rimborsabili, e sono stati eliminati i prestiti a condizioni speciali ed i contributi di reintegrazione del FES. Nel 1995, tutti i prestiti a condizioni speciali non ancora impegnati sono stati trasformati in aiuti non rimborsabili; a seguito di una proposta di Decisione del Consiglio, contenuta nella Comunicazione COM (97) 129 def. della Commissione, e recante un suggerimento di aiuti supplementari per lo sviluppo e la sostenibilita' del debito, il Consiglio, prendendo atto delle varie posizioni espresse e delle riserve formulate, ha approvato un compromesso che prevede l'erogazione di aiuti non rimborsabili ai paesi eleggibili nel 1997 e 1998, tramite prelievi sugli interessi delle giacenze di gestione del fondo FED, secondo procedure e modalita' determinate caso per caso; si prevede inoltre la possibilita' di incrementare il sostegno comunitario ai programmi di aggiustamento strutturale ed alla gestione del debito, anche con la eventuale partecipazione della Banca europea degli investimenti, tramite risorse proprie garantite dagli Stati membri; nel corso del 1998, la Commissione dell'Unione presentera' una apposita relazione sullo stato attuale della reale situazione debitoria dei paesi coinvolti e sulle rispettive condizioni di eleggibilita' all'assistenza; sulla base di tale relazione, potrebbero essere decise ulteriori azioni che traggano spunto dai risultati ottenuti; il Club di Parigi dei creditori bilaterali ha espresso una disponibilita' a muoversi verso un alleggerimento del debito fino all'80 per cento del valore attuale per i paesi ammessi a beneficiare delle iniziative supplementari; il concetto di "ammissibilita'" introdotto dalle suddette determinazioni postula ovviamente l'elaborazione di specifici criteri per l'ammissione, il che riporta il discorso sui profili giuridici del debito, la cui definizione e' postulata dalla citata mozione n. 1-00023; a fronte dei numerosi segnali, da parte di Stati, Organismi ed Istituzioni internazionali, di disponibilita' al dialogo ed all'iniziativa in un ambito sino a poco tempo fa oltremodo problematico e conflittuale, il Governo italiano deve assumere un ruolo recettivo, attivandosi per un successo delle possibili soluzioni, impegna il Governo a consolidare nel biennio 1998-1999. sia a livello politico che finanziario, le iniziative bilaterali, multilaterali e comunitarie a favore dei paesi in via di sviluppo gravati da maggiori oneri e debito, in particolare favorendo: la promozione di specifiche riflessioni e puntuali posizioni ufficiali che accolgano, in sede di dibattito preliminare e modulazione della stesura finale degli atti, i rilievi e le preoccupazioni del Parlamento Europeo in tema di "Sostegno all'adeguamento strutturale e all'ammortamento del debito negli stati ACP fortemente indebitati" adottati nella risoluzione del 6 gennaio 1998; l'approvazione e l'attuazione della proposta modificata dalla Commissione Europa n. 7783/98 del 20 aprile 1998 (rappresenta un adeguato aggiornamento della proposta COM(97) 129 def); ogni opportuna iniziativa politica per l'attuazione finanziaria - in ambito OCSE - degli orientamenti scaturiti dal vertice G8 di Birmingham, secondo le linee specificate nel comunicato finale del 17 maggio 1998 e le precisazioni - politiche e fondanti - del presidente del Consiglio on. Romano Prodi (audizione alle Commissioni riunite Esteri Camera e Senato del 20 maggio 1998) sul tema delle relazioni tra riduzioni del debito dei paesi in via di sviluppo e impegni di riarmo bellico ditali paesi, anche in relazione alla prevista emanazione del codice comunitario di autoregolamentazione relativo al commercio internazionale delle armi; la predisposizione, entro il 31 luglio prossimo venturo e il 31 dicembre 1998, di due note di aggiornamento al Parlamento sulla revisione della Convenzione di Lome', favorendo le iniziative comunitarie di riduzione del debito dei paesi ACP; la conclusione del dibattito, nei vari fori internazionali, circa una normativa internazionale omogenea, comune, concentrata e strategica sul debito estero dei paesi in via di sviluppo in modo che l'anno 2000 possa essere l'anno giubilare che spezza il debito e rilancia la cooperazione. (7-00472)