Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00470 presentata da SAONARA GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19980414
La X Commissione, premesso che: nel sistema economico nazionale svolgono a tutt'oggi un ruolo attivo le stazioni sperimentali, organizzate in veste di enti pubblici di ricerca competenti ciascuno sull'intero territorio nazionale, sotto la vigilanza del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, in relazione ad otto specifici settori dell'industria (vetro, combustibili, oli e grassi, cellulosa, pelli e materie concianti, seta, essenze, alimenti); tali enti sono sorti nell'epoca delle aspirazioni autarchiche dell'ordinamento amministrativo per sostenere l'allora necessario sviluppo di settori delicati ed emergenti, necessitanti di risultati di ricerca incisivi in ragione del loro ruolo per l'economia del tempo; la funzione odierna di tali enti dovrebbe essere ancora quella di promuovere ricerche, studi ed indagini per lo sviluppo di un progetto organico di natura scientifica e tecnica nei rispettivi settori; settori, tuttavia, che oggi o hanno gradualmente perso importanza strategica per l'economia nazionale, o comunque si sono evoluti in misura sufficiente da potere provvedere autonomamente, ovvero tramite il sistema della ricerca locale, privata o anche universitaria, alle proprie esigenze di sviluppo, assai ridotte rispetto al passato; il finanziamento delle attivita' delle stazioni sperimentali avviene grazie al sistema della tassazione, e' disciplinato essenzialmente da un decreto presidenziale del 1948 che stabilisce l'obbligo di contribuire all'attivita' di detti enti per tutti gli operatori ed imprenditori dei rispettivi settori, senza distinzione tra piccoli o grandi imprenditori, industriali, artigiani eccetera, per cui tutte le categorie indistintamente si trovano a dovere corrispondere i contributi obbligatori per finanziare enti dei quali spesso non hanno piu' bisogno, e che svolgono comunque attivita' ad un livello assai piu' elevato rispetto alle proprie esigenze; in altre parole, gli industriali possono spesso provvedere da soli alla ricerca di settore, o dovrebbero comunque potere scegliere a chi farla svolgere ed a quali condizioni; gli artigiani per contro, la cui distinzione a fini di tutela sarebbe sancita dalla stessa Carta costituzionale del 1948, in genere non necessitano delle attivita' di ricerca delle stazioni sperimentali, ovvero se ne avvalgono in misura ridottissima, dovendo pero' corrispondere i medesimi contributi obbligatori della grande industria; i contributi obbligatori per le stazioni sperimentali, previsti da una legislazione segnata dai tempi di emanazione, ormai risalenti, risultano quindi a torto indifferenziati e si configurano come una vera e propria tassa sulla ricerca, del tutto svincolata dalle reali esigenze dei rispettivi settori ed operatori; secondo la legge n. 580/1993, appare opportuno un maggiore coinvolgimento delle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, che vada oltre la partecipazione ai consigli di amministrazione delle stazioni sperimentali come avviene attualmente; in data 11 marzo 1998, la Corte dei conti ha trasmesso al Parlamento la relazione sulla gestione finanziaria delle stazioni sperimentali per l'industria, relativa all'esercizio 1996; in tale relazione, si legge dell'esigenza di un controllo piu' incisivo e di verifiche piu' attente da parte degli organi di vigilanza, e si apprende dell'esistenza di liquidita' eccessive e di ingenti fondi giacenti e non spesi, a causa di inefficienze nella programmazione delle attivita' e di ipofunzionalita' gestoria. In sintesi, la Corte dei conti sembra rilevare scarsa trasparenza nella gestione contabile, programmazione operativa disorganizzata, errori tecnici, a fronte di un ruolo preponderante dei consigli di amministrazione ed una insufficiente presa di posizione del ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato in ordine a quanto evidenziato dalla Corte dei conti ed alle esigenze di riforma delle singole stazioni e dell'intera materia; una bozza di riforma prevede la definizione delle stazioni sperimentali come enti pubblici non economici e mantiene il finanziamento pubblico con fondi provenienti da tassazione, salvo riformare l'intero assetto interno degli enti secondo un modello assolutamente privatistico, compresa la discrezionalita' dei contratti di lavoro del personale, che dovrebbe invece appartenere di diritto al comparto della ricerca, se non altro per la natura degli enti e dell'attivita' da questi svolta; come proposta di riforma, anche se ufficiosa, appare del tutto inadeguata e contraddittoria; la legge 15 marzo 1997, n. 59 consentirebbe di trovare passaggi piu' opportuni e coerenti per riformare la materia e definire in modo unitario enti che svolgono funzioni di ricerca, creando connessioni e coordinamenti con il mondo accademico e con il sistema della ricerca nazionale; i numerosi problemi emergenti dall'attuale assetto normativo delle stazioni sperimentali e dall'insufficiente iniziativa del ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato sono analiticamente esposte, anche con l'ausilio di esemplificazioni concrete, dalla interrogazione 4-16350 sottoscritta dai deputati Cuscuna' e Manzoni, impegna il Governo a porre mano con decisione alla disciplina che regola le stazioni sperimentali per l'industria, per giungere ad un reale aggiornamento di una normativa ormai arcaica e superata che consente una eccessiva inefficenza nel settore, e ad una autentica e trasparente riforma della materia, ed in particolare, a: a) trasformare le stazioni sperimentali in veri enti di ricerca, a seconda delle finalita' e delle funzioni attualmente svolte, coordinandoli tra di loro e provvedendo ad eventuali soppressioni ed unificazioni; b) a creare raccordi e coordinamenti con le istituzioni accademiche di studio e ricerca e con gli istituti e dipartimenti universitari; c) a ridefinire puntualmente e secondo le esigenze attuali le modalita' di finanziamento delle stazioni sperimentali mantenute, evitando l'accumulo di liquidita' eccessive e non utilizzate efficacemente, ed abolendo l'attuale sistema di tassazione e di contributi obbligatori indifferenziati, da sostituire con meccanismi tariffari e contributivi differenziati da parte dei soggetti che concretamente si avvalgano delle opere delle stazioni stesse; d) prevedere un apporto sostanziale e costante, concreto e trasparente, da parte delle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, secondo quanto disposto dalla legge n. 580/1993, ed un raccordo con le societa' regionali ed i parchi scientifici-tecnologici deputati alla ricerca; e) attuare l'articolo 45 della Costituzione della Repubblica, con la differenziazione del ruolo e dell'apporto delle piccole e medie imprese artigiane rispetto agli operatori industriali; f) vigilare con costanza e vigore sul funzionamento delle stazioni sperimentali, anche a prescindere da riforme e relativi tempi, dando atto periodicamente dei risultati dell'attivita' di vigilanza degli organi competenti. (7-00470)