Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01048 presentata da MANTOVANI RAMON (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980420
I sottoscritti chiedono d'interpellare il Ministro dei beni culturali e ambientali con incarico per lo sport e lo spettacolo, per sapere - premesso che: in preparazione dei mondiali di calcio di Francia, la Federazione italiana gioco calcio ha deciso di rafforzare il contratto pubblicitario tra la nostra nazionale e la Nike adottando, per la prima volta dall'esistenza della squadra azzurra, lo stemma dell'azienda statunitense sulla maglia che i calciatori italiani indosseranno in questa competizione; tale cosa ha comportato un ulteriore contratto pubblicitario tra la Figc e la Nike quantificato in sette miliardi di lire; la Nike, con sede centrale nell'Oregon, Usa, produce una vasta gamma di scarpe sportive molto pubblicizzate; ogni anno 6 milioni di paia di scarpe sportive Nike vengono confezionate in Indonesia sotto licenze normalmente concesse dalla sud-coreana HQ, consociata della Nike. I dipendenti della Nike quotidianamente controllano la qualita' nelle 6 fabbriche di Tangerang e Serang. Queste 6 fabbriche sono in competizione l'una con l'altra per mantenere le licenze, che sono rinnovate mensilmente; il salario medio giornaliero dei 24.000 lavoratori di queste fabbriche e' appena di 1.100 lire. Secondo l'Aafli (Istituto asiatico-americano per il lavoro libero) queste fabbriche stanno violando 12 leggi nazionali, tra cui quelle sul salario minimo, il lavoro minorile, gli straordinari, gli orari di lavoro, l'assicurazione, l'organizzazione sindacale e i licenziamenti. Sono stati evidenziati problemi riguardo la salute, le ferie ed i congedi per maternita'. Sebbene le fabbriche non siano di proprieta' diretta della Nike, esse dipendono in tutto e per tutto dalla stessa; secondo un recente rapporto del presidente della "Made in Usa Fondation", Joel Joseph, la linea di sneaker prodotte dalla multinazionale Nike che porta il nome del campione di basket Michael Jordan, si avvarrebbe del brutale sfruttamento della manodopera di bambini indonesiani; questi bambini lavoratori (una media di eta' intorno agli 11 anni) sono costretti a lavorare in condizioni di vergognoso sfruttamento, pagati per il loro lavoro circa 210 lire all'ora; un consumatore europeo paga un paio di scarpe Nike circa 150 mila lire, ai bambini che le producono arriva invece meno dell'0,2 per cento del prezzo della vendita; non c'e' nessuna, neanche lontana, parvenza di equita' in tutto questo. Siamo di fronte ad un caso di vera e propria schiavitu' dell'infanzia del sud del mondo; l'Oil (Organizzazione internazionale del lavoro) ha fissato, con la convenzione n. 138 del 1973, l'eta' minima di ammissione al lavoro ai 15 anni: questa convenzione e' palesemente violata dalla Nike -: se il Governo non ritenga opportuno sollecitare la Federazione italiana gioco calcio a rinunciare a quest'ultima sponsorizzazione della Nike come atto di pressione sulla Nike stessa affinche' receda dallo sfruttamento del lavoro infantile ed adegui finalmente i salari dei 24.000 lavoratori impiegati dalla stessa in Indonesia; se in subordine non ritenga che sarebbe opportuno intervenire perche' parte degli introiti di questa sponsorizzazione sia devoluta alle organizzazioni sindacali indipendenti indonesiane ed in particolare a quelle che si battono per il rispetto dei diritti dei lavoratori della Nike, a cominciare dai lavoratori bambini; se non ritenga infine necessaria - anche in considerazione dell'alto ruolo di promozione umana che lo sport dovrebbe avere - l'istituzione di un codice di condotta per le rappresentative sportive italiane che vieti l'uso di sponsorizzazioni da parte di ditte che - come nel caso in questione - utilizzano il lavoro infantile per produrre a prezzi stracciati le loro merci in violazione della convenzione 138 dell'Oil. (2-01048)