Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00038 presentata da RUBERTI ANTONIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19980421
La Camera esaminata, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2, del regolamento, la relazione semestrale del Governo al Parlamento sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo comunitario e sul programma di attivita' della Presidenza del Regno Unito del Consiglio dei Ministri dell'Unione europea; viste le precedenti relazioni semestrali del Governo al Parlamento sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo comunitario; viste le risoluzioni approvate dalla Commissione XIV della Camera a conclusione dell'esame delle precedenti relazioni semestrali; visto il Protocollo allegato al trattato di Amsterdam sul ruolo dei Parlamenti nazionali nell'Unione europea; visto il Protocollo allegato al trattato di Amsterdam sull'applicazione dei principi di sussidiarieta' e di proporzionalita'; visto il Protocollo allegato al trattato di Amsterdam sulle istituzioni nella prospettiva dell'allargamento dell'Unione europea; vista la Dichiarazione del Belgio, della Francia e dell'Italia relativa al protocollo sulle istituzioni nella prospettiva dell'allargamento dell'Unione europea; visto il documento della Commissione europea "Agenda 2000", nonche' le proposte presentate dalla Commissione europea in materia di fondi strutturali e di politica agricola comune; visti gli articoli da 109N a 109S relativi al titolo VI-bis sull'occupazione del trattato di Amsterdam; visto il titolo V relativo alle disposizioni sulla politica estera e di sicurezza comune contenuto nel trattato di Amsterdam; visto il titolo VI relativo alle disposizioni sulla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale, contenuto nel trattato di Amsterdam; visto il titolo III-bis relativo a visto, asilo, immigrazione ed altre politiche connesse con la libera circolazione delle persone contenuto nel trattato di Amsterdam; visto che il trattato di Amsterdam prevede l'integrazione della protezione dell'ambiente in tutte le politiche settoriali al fine di promuovere in particolare uno sviluppo sostenibile; riaffermando la volonta' dell'Italia di partecipare, con il necessario rilievo e nel rispetto dei valori fondamentali della Costituzione, all'instaurazione di legami sempre piu' stretti tra gli Stati membri dell'Unione europea; considerando che l'importanza fondamentale dell'attuale fase del processo di integrazione comunitaria e la grande rilevanza che essa assume per il Paese, impongono di rafforzare il rapporto tra il Governo e il Parlamento in merito alla definizione e all'attuazione degli indirizzi di politica dell'Unione europea, anche per garantire la coerenza tra legislazione nazionale e comunitaria e una presenza forte e consapevole dell'Italia in sede europea; considerando che occorre potenziare il ruolo delle Assemblee legislative in relazione alla partecipazione alla fase ascendente del processo decisionale comunitario, in linea con il Protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali contenuto nel trattato di Amsterdam; confermando il giudizio positivo in relazione alla recuperata regolarita' della presentazione della relazione semestrale da parte del Governo ed apprezzando lo sforzo dell'Esecutivo di mantenere distinte la parte politica del documento da quella di mera documentazione; impegna il Governo: A) per quanto riguarda l'elaborazione della relazione semestrale ed il suo contenuto: a riferire puntualmente ed esplicitamente circa il contenuto delle risoluzioni adottate dal Parlamento a conclusione dell'esame delle relazioni semestrali, le eventuali difficolta' insorte e in generale l'effetto suscitato; a strutturare la relazione semestrale in modo da distinguere chiaramente tra le attivita' realizzate nel semestre di Presidenza trascorso e quelle previste dalla nuova Presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea; a garantire che il documento presenti in modo adeguato le diverse tematiche, evidenziando in particolare gli appuntamenti centrali del semestre in corso, in modo che sia agevolato l'esercizio dell'attivita' parlamentare; a conferire un vero carattere politico alla relazione semestrale, evidenziando le posizioni dell'Esecutivo sulle principali questioni politiche aperte; constatata l'utilita' di dedicare alle questioni europee una specifica sessione comunitaria all'inizio di ogni anno, nella quale si concentrino l'esame sia della legge comunitaria sia di una relazione annuale del Governo che potrebbe sostituire le due attuali relazioni semestrali, ad adottare tale soluzione. Essa consentirebbe di individuare nei lavori dell'Assemblea un momento unitario di riflessione e di impegno per le fasi ascendente e discendente e darebbe sistematicita' e regolarita' alla trattazione della complessa e rilevante attivita' legislativa derivante dalla partecipazione all'Unione Europea. B) per quanto riguarda gli aspetti di merito delle politiche comunitarie B1) riforma istituzionale: a mantenere fermo il suo impegno volto ad ottenere la realizzazione di un'adeguata riforma istituzionale dell'Unione europea basata sull'ampliamento del voto a maggioranza qualificata, sulla diversa ponderazione dei voti per le deliberazioni del Consiglio, sull'estensione della procedura di codecisione tra Parlamento europeo e Consiglio e sulla nuova composizione della Commissione europea; ad adottare in sede comunitaria le iniziative necessarie a favorire il raggiungimento dell'obiettivo dell'uniformita' delle legislazioni elettorali di ciascuno Stato membro per l'elezione del Parlamento europeo, in considerazione dell'esigenza di garantire pari rappresentativita' democratica a tutti i membri del Parlamento europeo; B2) partenariato euromediterraneo: ad aumentare il suo impegno volto a dare nuovo slancio al processo di cooperazione euromediterranea e a garantirne la prosecuzione e il consolidamento, attraverso l'accelerazione dei negoziati in corso con alcuni paesi del bacino mediterraneo (Egitto, Libano, Algeria) in un quadro di ragionevole equilibrio finanziario tra il sostegno di paesi dell'Europa Centrale e Orientale e quelli della riva meridionale del Mediterraneo; B3) bilancio: a promuovere una maggiore flessibilita' del bilancio attraverso la previsione di una verifica da attuarsi alla luce: a) della definizione del fabbisogno di risorse dei paesi compresi nel primo blocco di possibile ampliamento; b) della verifica della sostenibilita' della previsione effettuata dalla Commissione europea sull'andamento delle economie dei paesi membri, previsto ad un tasso medio del 2,5 del pil; c) della misurazione degli effetti concreti che la riforma delle principali politiche comunitarie (pac e fondi strutturali) avra' sull'economia del nostro Paese; d) della verifica dello stato di avanzamento della discussione sulla riforma del sistema di finanziamento dell'Unione europea, attraverso l'introduzione di un sistema fiscale autonomo; ad evitare che le attuali rigidita' del bilancio comunitario determinino una riduzione degli impegni di spesa dei fondi strutturali e a chiedere che le risorse comunitarie riservate alla politica di coesione economica e sociale per il prossimo periodo di programmazione non siano inferiori ai 220.000 milioni di Ecu per l'insieme del territorio comunitario; B4) fondi strutturali: ad adottare, nel corso dei negoziati sulla riforma dei fondi, una posizione finalizzata a garantire l'effettiva semplificazione e nazionalizzazione del processo di elaborazione e attuazione degli interventi strutturali, ritenuto che le proposte avanzate dalla Commissione europea sulla riforma dei fondi strutturali rischiano di introdurre ulteriori e ingiustificato elementi di complicazione dei meccanismi di attuazione della politica di riequilibrio territoriale; ad impegnarsi in sede di negoziato sulla riforma dei fondi strutturali per aumentare l'efficacia degli stessi, in particolare al fine di creare nuove opportunita' di lavoro e per evitare che la concentrazione degli interventi finanziari determini squilibri nelle realta' territoriali interessate dagli attuali obiettivi prioritari; a sostenere, nel corso dei negoziati per la riforma dei fondi strutturali, che tra i criteri per la definizione delle aree Obiettivo 1 siano presi in considerazione anche il tasso di popolazione attiva, di disoccupazione, il deficit infrastrutturale e l'insularita', e che le zone considerate eleggibili all'Obiettivo 1 rimangano tali sino alla fine del periodo; che venga assicurato, per le regioni in uscita, il prolungamento sino al 2006 della fase di graduale fuoriuscita dall'Obiettivo 1, e almeno fino al 2005 per la regione Abruzzo; che il tasso di disoccupazione e il deficit infrastrutturale pesino nella individuazione delle aree Obiettivo 2 e che le Regioni abbiano un ruolo diretto in tale individuazione; a presentare i criteri proposti dal nostro Paese - nel rispetto dell'articolo 92.3C del Trattato - per la definizione e la perimetrazione delle zone del nuovo obiettivo 2, con necessarie indicazioni e specificazioni circa la flessibilita' della determinazione (in caso di riconoscimento di indicatori di declino per singoli distretti produttivi), le possibilita' di aggregazione per zone in via di trasformazione economica contigue (e quindi atte ad interventi di bacino interregionale), l'estensione del concetto di "quartieri urbani in difficolta'" anche alle problematiche di sviluppo nelle aree ad urbanizzazione diffusa; a presentare specifiche proposte, circa l'obiettivo 2, in relazione al concetto di declino del settore dei servizi tenendo presenti - in particolare - i settori del turismo a dimensione regionale e del commercio al dettaglio su base locale; a presentare specifiche proposte e procedure per gestire il periodo transitorio successivo all'esclusione di una zona dall'obiettivo in cui era inserita e i livelli integrati di intervento da riscrivere a queste zone. Le proposte dovranno puntualizzare tempi e meccanismi di applicazione e durata tali da consentire effettiva continuita' delle realizzazioni avviate nel periodo 1993-1999; a ritenere necessario che il nuovo Obiettivo 3, su cui si concentra l'intervento del Fondo sociale europeo, sia oggetto di un programma di massima unico a livello nazionale, all'interno del quale dovrebbero essere concepiti gli interventi specifici da effettuarsi nelle singole regioni, ritenuto anche indispensabile per seguire la complementarita' tra gli interventi dei fondi strutturali e i piani nazionali per l'occupazione; a evitare che il programma Urban, confluendo nell'ambito dell'Obiettivo 2, venga eliminato dal novero delle iniziative comunitarie e che i prossimi pic vengano definiti e attuati tenendo in considerazione le esigenze della politica euromediterranea; ad adoperarsi affinche' i futuri regolamenti comunitari non prevedano il meccanismo della riserva finanziaria proposto dalla Commissione europea, ritenuto che la proposta avanzata dalla Commissione europea di riservare una quota del 10 per cento delle risorse dei fondi strutturali ai paesi e alle regioni giudicati piu' efficienti dall'Esecutivo comunitario e' inaccettabile, poiche' determinerebbe una competizione tra gli Stati e soprattutto finirebbe per avvantaggiare i paesi piu' ricchi a danno delle regioni maggiormente bisognose di aiuti, contraddicendo cosi' di fatto i principi di solidarieta' e di coesione sui quali si fonda l'intervento dei fondi strutturali; B5) occupazione: a promuovere un'azione diretta a garantire una maggiore flessibilita' del bilancio comunitario, in modo da rendere possibile il reperimento di risorse a favore di azioni comunitarie per l'occupazione, senza le quali la politica occupazionale rimarra' una politica esclusiva degli Stati nazionali seguita solo simbolicamente dall'Unione europea, preso atto con soddisfa-zione del passo avanti compiuto con l'inserimento nel trattato di un nuovo titolo dedicato all'occupazione, pur dovendo sottolineare che si e' ancora lontani dall'obiettivo di definire una vera politica comunitaria in questo ambito, come dimostrano le scarse risorse previste nel bilancio comunitario sino al 2006 per interventi finalizzati a creare nuovi posti di lavoro; a promuovere a livello comunitario un maggiore coordinamento e un rafforzamento della complementarita' tra la politica per l'occupazione e la politica economica; a presentare alle competenti Commissioni parlamentari i piani annuali per l'occupazione elaborati sulla base degli accordi raggiunti nel vertice straordinario sull'occupazione del novembre 1997 e ad informare in modo puntuale il Parlamento circa gli orientamenti formulati annualmente dalla Commissione europea a seguito della lettura dei piani nazionali e della verifica della loro rispondenza alle priorita' definite a livello comunitario: ad informare il Parlamento delle attivita' realizzate a livello comunitario per promuovere l'occupazione e delle sinergie che si possono sviluppare tra le politiche comunitarie e le politiche nazionali per favorire la creazione di posti di lavoro; a promuovere - considerati i fondamentali risultati sin qui conseguiti in tema di protezione del lavoratore - un'azione finalizzata a garantire un'armonizzazione del regime di tutela dei lavoratori a livello comunitario, estendendo a tutti gli Stati membri i risultati conseguiti in sede nazionale e conseguendone di ulteriori, anche allo scopo di evitare che le disparita' dei regimi nazionali provochino, in concomitanza con la piena realizzazione del mercato unico, l'insorgenza di fenomeni di dumping sociale; B6) politiche ambientali: a farsi promotore di un rilancio di politiche ed azioni ai fini di dar corso alla efficace concretizzazione di uno sviluppo ecologicamente sostenibile, equilibrato e durevole, e alla attuazione degli impegni del summit di Rio de Janeiro e, in particolare, dell'Agenda 21; B7) politica agricola: a considerare la rinegoziazione della politica agricola comune come impegno prioritario della delegazione italiana, al fine di mettere in discussione il principio dell'immodificabilita' del sistema delle quote e del sostegno ai prezzi, che si vorrebbe mantenere sino al 2006, e di superare l'attuale penalizzazione subita dall'Italia in materia di trasferimenti di risorse operati dalla PAC, ritenuto che le proposte avanzate dalla Commissione europea per la riforma della politica agricola comune, prevedendo l'ulteriore aumento delle spese destinate ai settori tradizionalmente forti (seminativi, carne, latte), ripropongono una squilibrata distribuzione tra comparti, paesi e regioni comunitari, attribuiscono risorse insufficienti alle politiche di sviluppo rurale e non garantiscono la compatibilita' finanziaria, economica e sociale degli strumenti di riforma con il processo di allargamento dell'Unione europea; a promuovere una riforma della politica agricola comune che persegua i seguenti obiettivi: eliminazione degli squilibri determinati dalla riforma del 1992, separazione della produzione dai sistemi economici in modo da disincentivare lo sfruttamento esasperato del territorio e stimolare una maggiore competitivita' all'intemo del settore agroalimentare, valorizzazione delle differenze nei modi di produzione che caratterizzano le regioni comunitarie, definizione di una politica che faciliti e sostenga con opportuni strumenti l'esportazione dei prodotti europei, sviluppo della coltivazione di generi non food destinati alla trasformazione industriale; B8) politica fiscale: a riferire formalmente alle competenti Commissioni parlamentari sul pac-chetto fiscale approvato dal Consiglio ecofin del 1^ dicembre 1997; a sostenere l'approccio globale in materia proposto dalla Commissione e ad accelerare il processo di coordinamento delle politiche fiscali comunitarie, ritenuto che cio' sia doveroso dopo l'accordo politico che prevede un codice di condotta per eliminare gli ostacoli fiscali alle attivita' delle imprese; a promuovere le iniziative finalizzate a ridurre l'incidenza dell'IVA sui servizi che abbiano un impatto positivo in termini di creazione di nuovi posti di lavoro e ad informare le competenti Commissioni parlamentari in merito alle iniziative assunte; a seguire con particolare attenzione sia l'armonizzazione della normativa italiana rispetto alle direttive riguardanti le offerte pubbliche di acquisto, che le ricadute nazionali delle conclusioni del negoziato sui servizi finanziari, B9) ricerca: ad esprimere nelle dovute sedi dissenso in merito alla recente decisione del Consiglio dei Ministri dell'Unione europea di attribuire al prossimo programma-quadro di ricerca e sviluppo tecnologico un ammontare di risorse assolutamente insufficiente rispetto al valore della ricerca, quale strumento di crescita della qualita' sociale e di volano per il sistema produttivo e quindi per l'economia; B10) informazione: ad individuare gli strumenti piu' idonei per assicurare l'efficacia dell'azione Schuman e di ogni altra iniziativa finalizzata alla migliore conoscibilita' delle nonne comunitarie, al fine di rendere omogeneo il processo di trasposizione del diritto comunitario negli ordinamenti nazionali e di rimuovere gli ostacoli di natura interpretativa degli atti normativi. (6-00038).