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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00040 presentata da FEI SANDRA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980421

La Camera preso atto della "Relazione semestrale del Governo al Parlamento sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo comunitario e sul programma di attivita' presentato dalla presidenza di turno dei Consiglio dei Ministri dell'Unione europea"; visto e considerato il piano d'azione per l'occupazione preparato dal Governo e presentato in seno all'Unione europea, cosi' come richiesto per ogni Stato membro, considerati i dettami dei Trattato di Amsterdam, gia' ratificato in questa ramo del Parlamento; tenuto presente che la triplice problematica della crescita, della competitivita' e dell'occupazione, costituisce il nodo centrale delle priorita' dell'Unione europea e che e' opinione diffusa che le piccole e medie imprese svolgano un ruolo determinante nella realizzazione di tali obiettivi; constatato che la ricerca europea non e' ancora pervenuta a dominare la scena internazionale e a conferire lo slancio necessario all'industria europea in generale, italiana di conseguenza; preso atto che l'ampliamento verso est comportera' un aumento del 50 per cento del terreno arabile e il raddoppio della manodopera; considerato che l'agricoltura europea non e', ne' ha dimostrato di essere, competitiva sui mercati mondiali; riconosciute fin d'ora le previsioni che annunciano, nel settore agricolo europeo, aumenti considerevoli di eccedenze di cereali, carne bovine e latte, entro il 2005; rilevato che i prodotti interni lordi, i redditi pro capite, i salari e i tassi di disoccupazione sono difformi da paese a paese candidato all'allargamento, e ancora di piu' nei confronti delle medie degli Stati membri dell'Unione europea, difformita' che rischiano di aggravare, con l'allargamento, il problema dell'occupazione e di provocare ripercussioni negative per quanto riguarda il fenomeno della delocalizzazione delle imprese; preso atto dell'occasione mancata del Trattato di Amsterdam di avviare l'Unione politica europea e la riforma delle istituzioni; constatato che la situazione dei senza lavoro interna all'Unione europea si aggrava sempre piu' e incrementa il tasso di poverta', che, assieme al fenomeno dell'immigrazione clandestina, deteriora la qualita' di vita nelle grandi citta' e nelle regioni in declino industriale: tenuto in conto che il nuovo quadro finanziario per il periodo 2000-2006 dovra' fornire una copertura coerente allo sviluppo delle politiche comunitarie e all'impatto dell'ingresso nell'Unione europea dei nuovi membri; osservato che il "Pacchetto Santer", in sottile e tacita contrapposizione con l'attuazione delle proposte contenute nel Libro Bianco di Jacques Delors ("Crescita, competitivita', occupazione. Le sfide e le vie da percorrere per entrare nel XXI secolo"), tende ad accrescere il divario tra l'Unione e l'Europa dei cittadini, non considerando una costituzione che fondi i poteri dell'Unione sulla legittimita' democratica e possa quindi rispondere concretamente alle sfide che incombono sull'Europa, impegna il Governo: ad attenersi rigorosamente alla piena attuazione dei piano d'azione approvato dal Consiglio europeo di Amsterdam, per il totale sfruttamento del Mercato unico e per favorire la crescita e la creazione di posti di lavoro, nonche' a sviluppare ulteriori politiche necessarie al miglioramento delle condizioni operative delle piccole e medie imprese e allo sviluppo di reti transeuropee; a modernizzare, sulla base della tutela dei diritti dei cittadino italiano, in quanto cittadino europeo, i sistemi di occupazione, affinche' una crescita e una competitivita' piu' sostenute contribuiscano quanto piu' possibile all'occupazione e di conseguenza a rendere il sistema di previdenza sociale maggiormente favorevole all'occupazione, riformando al piu' presto globalmente le pensioni e il sistema di assistenza sanitaria; a sostenere in sede europea la semplificazione e il decentramento della gestione dei fondi strutturali, per una maggiore efficienza e visibilita' degli stessi, sulla base della proposta della Commissione di una nuova formula di partenariato tra la Commissione, gli stati membri e le Regioni; a sostenere la proposta della Commissione che riguarda la realizzazione periodica di una Conferenza europea annuale a livello di Capi di Stato e di governo, con la partecipazione dei presidente della Commissione, che possa coinvolgere gli Stati membri dell'Unione europea e tutti gli aspiranti membri, in un'ottica di consultazione su questioni attinenti alla politica estera e di sicurezza comune, agli affari interni e alla giustizia; ad affermare con determinazione nelle discussioni che riguardano l'ampliamento ai peco e in sede di partenariati di adesione a essi collegati, il rispetto dei criteri di Copenaghen (Consiglio europeo del giugno 1993), nonche' l'obbligatorieta' dell'adozione interna dell'acquis communautaire (competitivita' leale ecc.), senza alcuna eccezione, per il rispetto e la tutela dei cittadini gia' europei, a farsi promotore di un ulteriore sviluppo dei partenariato euromediterraneo, che definisce il quadro della cooperazione economica e finanziaria dell'Unione europea con gli altri paesi della suddetta regione, avendo come obiettivo d'incoraggiare la liberalizzazione e la privatizzazione delle diverse economie e di aiutare il settore privato a svilupparsi e a ristrutturarsi in preparazione alla progressiva creazione di una zona di libero scambio con gli Stati membri dell'Unione europea, entro il 2010; a rinegoziare in sede europea i cosiddetti "prestiti globali" per le piccole e medie imprese italiane (gli ultimi firmati nel 1996, pari a 1140 milioni di ECU), ormai a fine disponibilita', e a ottenere per le stesse dei bonifici sulle risorse di bilancio dell'Unione europea, anche in un'ottica di rilancio dell'occupazione; a promuovere in sede europea, sostenendo con determinazione la qualita' dei prodotti agricoli italiani e il miglioramento della competitivita' dell'Unione europea, una politica che permetta di ridurre i prezzi, mantenendo le garanzie di sicurezza ai consumatori, il rispetto dell'ambiente e dei benessere degli animali, ed entrate stabili per un tenore di vita adeguato alla comunita' agricola degli Stati membri; a rinegoziare in seno all'Unione europea la posizione italiana sulle quote latte, che la Commissione vorrebbe invariate, previa consultazione della categoria; a riconoscere maggiori competenze alle Regioni in fatto di attuazione delle pac e delle norme ad essa collegate; a proporre un centro europeo di redistribuzione delle eccedenze alimentari, efficace ed efficiente, che rientri in un programma di aiuti ai paesi poveri e di cooperazione internazionale dell'Unione europea, con il contributo pratico di ogni Stato membro; a contrattare con determinazione e nel migliore dei modi l'attribuzione dei fondi strutturali (per gli anni 2000-2006 la proposta e' di 190 miliardi di ECU per i 15) a favore dell'Italia, cercando il coordinamento e l'appoggio delle Regioni, anche per tendere a un migliore sfruttamento degli stessi; a promuovere l'adesione dei quindici al principio della sovranita' fiscale europea (dopo la sovranita' monetaria europea), come necessario complemento di quelle nazionali, affinche' l'Unione possa contare finalmente con risorse proprie, che non dipendano dal beneplacito dei singoli governi e che metta cosi' ogni Stato membro in condizioni di reale competitivita'; a proporre (sulla linea politica della Spagna) l'apertura di un dibattito approfondito sulla definizione chiara ed eloquente dei grandi obiettivi politici che l'Unione europea deve conseguire e sugli strumenti concreti indispensabili alla loro realizzazione, prima di accettare, tali e quali, le proposte della Commissione europea relative al bilancio per il periodo 2000-2006, nonche' a rilanciare la discussione su un nuovo programma di azioni comunitarie che rafforzi gli indirizzi prioritari e assicuri la continuita' e il consolidamento della politica per le imprese, in particolare delle piccole e medie imprese, nella Comunita'; a rifiutare, in sede europea, avvalendosi del fatto, d'importanza capitale, che e' in gioco la sicurezza dell'Europa e la possibilita' che essa assuma un ruolo mondiale nella lotta al crescente disordine internazionale, l'invariabilita' del tetto di bilancio proposto dalla Commissione per affrontare la sfida dell'allargamento, con conseguente ridimensionamento drastico delle politiche strutturali e delle risorse adeguate alle politiche verso il Mediterraneo e i paesi della Convenzione di Lome'; a farsi promotore di un'azione di riforma per l'assetto istituzionale dell'Unione europea tramite l'individuazione di principi comuni che possano assurgere a una vera e propria Costituzione di un'Unione allargata e che si fondi su una legittimazione democratica, attribuendo al Parlamento europeo potere legislativo. (6-00040).

 
Cronologia
sabato 18 aprile
  • Politica, cultura e società
    Si conclude, a Milano, il I Congresso nazionale di Forza Italia con una manifestazione pubblica a piazza Duomo. Berlusconi, che in apertura aveva ribadito i suoi dubbi sul progetto di riforma della Bicamerale, dichiarando l'indisponibilità di FI a votare riforme di basso profilo, è acclamato presidente.

giovedì 30 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Scalfaro rinvia alle Camere per una nuova deliberazione la proposta di legge recante disciplina della subfornitura nelle attività produttive (A.C. 3509).