Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01062 presentata da RASI GAETANO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980423
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri di grazia e giustizia, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, del lavoro e della previdenza sociale e delle comunicazioni, per sapere - premesso che: la legge n. 676 del 1996 ("Delega al Governo in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali") attribuisce al Governo il compito di emanare disposizioni integrative e correttive della legge n. 675 del 1996 entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della medesima legge delega, cioe' entro il 30 giugno 1998; dal momento dell'entrata in vigore delle due leggi sono emersi errori e contraddizioni pregiudizievoli per il raggiungimento dei fini assunti e nei confronti di importanti settori economici, sociali e, in genere, della societa' civile, in contrasto, tra l'altro, con le Direttive europee. Pertanto il Governo, in particolare, e' tenuto ad adottare dei correttivi alla legge n. 675 del 1996 essenzialmente secondo i seguenti criteri: a) specificare le modalita' di trattamento dei dati personali utilizzati a fini storici, di ricerca e di statistica, tenendo conto dei princi'pi contenuti nella raccomandazione n. R. (83)10, adottata il 23 settembre 1983 dal Consiglio d'Europa, e successive modificazioni, con particolare riferimento alla durata della loro conservazione ed alle garanzie adeguate prescritte dalla normativa comunitaria riguardo ai dati raccolti per scopi diversi da quelli statistici, storici o scientifici e successivamente conservati per tali, diverse, finalita'; b) garantire la piena attuazione dei princi'pi previsti dalla legislazione in materia di dati personali nell'ambito dei diversi settori di attivita', nel rispetto dei criteri direttivi e dei princi'pi della normativa comunitaria e delle seguenti raccomandazioni adottate dal Consiglio d'Europa e, in particolare, alla n. R. (85)20, del 25 ottobre 1985, sui dati utilizzati per fini di Direct marketing e alla n. R. (95)4, del 7 febbraio 1995, sulla protezione dei dati personali nel settore dei servizi di telecomunicazione, con particolare riguardo ai servizi telefonici; il settore che piu' drammaticamente sta subendo questi effetti negativi e' il Direct marketing. Nello specifico le metodologie di marketing diretto sono oramai, in alternativa o a supporto alla pubblicita' classica, utilizzate dalla maggior parte delle imprese italiane. I settori che maggiormente utilizzano per le promozioni metodologie e strumenti di marketing diretto sono, ad esempio: editoria, vendite per corrispondenza e a distanza, banche, assicurazioni, servizi finanziari e raccolta di risparmio, telemarketing, call center, beni di largo consumo, servizi di gestione archivi, grande distribuzione, servizi turistici alberghieri e convegnistica, informatica, formazione, consulenza alle imprese e settore non-profit. Le operazioni riguardano generalmente la vendita o la promozione di prodotti e servizi, la sottoscrizione di abbonamenti, l'assistenza post vendita, la raccolta di fondi, le attivita' di fidelizzazione, le indagini e le ricerche di mercato, eccetera; il settore del direct marketing rappresenta in Italia oltre 7.000 miliardi di investimenti con un tasso di crescita annuo costantemente del 7-8 per cento e che vede occupati 1.200.000 addetti (solo nel settore non profit se ne contano 400.000); dopo l'entrata in vigore della legge, il Direct marketing ha visto una diminuzione degli investimenti di oltre 2.000 miliardi ed alcune imprese sono entrate in crisi, mentre altre dovranno far ricorso alla cassa integrazione. Altre imprese, per poter sopravvivere, dovrebbero effettuare ingentissimi investimenti che solo pochissimi operatori potranno permettersi per restare sul mercato; bisogna, inoltre, considerare le forti preoccupazioni dei partner europei che vedono questa legge come un vincolo all'entrata in un mercato, quello italiano, che potrebbe esprimere tassi di crescita di dimensioni veramente europee. Le barriere che la nuova normativa pone all'ingresso di un operatore estero ha diretti effetti anche sullo sviluppo di quelle imprese nazionali che gia' forniscono supporti e servizi al Direct marketing indotto. Forse e' il caso di dire che l'Italia entra in Europa e l'Europa esce dall'Italia -: quali iniziative si intendano concretamente intraprendere per consentire alla legislazione italiana di rispettare i princi'pi fissati dalla normativa europea in materia di trattamento dei dati personali per finalita' di Direct marketing; se sia stata costituita presso il Ministero dell'industria, commercio e artigianato una commissione per lo studio e l'analisi dei problemi legati al trattamento dei dati personali per le attivita' di Direct marketing, vista la non competenza specifica di quella costituita presso il Ministero di grazia e giustizia; quali siano i criteri che verranno adottati dal Governo per adeguare la legge n. 675/1996 ai princi'pi di tutela dell'individuo che ispirano la disciplina della cosiddetta "data protection" nei paesi membri dell'Unione europea, nel pieno rispetto del principio di libera iniziativa economica; se risulti quale sia l'entita' del drastico calo degli investimenti degli operatori economici, impegnati nel settore della comunicazione diretta, come effetto piu' immediato della legge n. 675/1996; quali iniziative si intendano assumere per garantire la sopravvivenza, prima, e lo sviluppo, poi, di questa moderna forma di comunicazione commerciale in grado di creare vasta utilita' ed effettivo valore aggiunto; se risulti quali societa' di vendita per corrispondenza e, piu' in generale, connesse all'attivita' di Direct marketing, abbiano avviato procedure di mobilita' e di cassa integrazione guadagni a far tempo dal 1^ gennaio 1997, e per quanti lavoratori in totale; che andamento avra' in futuro questo settore occupazionale; quale sia la dimensione del volume effettivo di traffico postale per attivita' di Direct marketing, e quale sia il volume di esso che e' messo a rischio a causa della normativa delle leggi nn. 675 e 676 del 1996 secondo le previsioni delle Poste S.p.A. per il biennio 1998-99; quali valutazioni economiche siano state formulate rispetto alle conseguenze che deriveranno dai limiti per l'uso del telefono e del fax per finalita' commerciali e promozionali (incluse le ricerche di mercato) posti sia alle imprese utenti sia alle imprese fornitrici di servizi di telefonia in base al decreto legislativo approvato il 9 aprile 1998 dal Governo. (2-01062)