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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01075 presentata da PAISSAN MAURO (MISTO) in data 19980428

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri delle finanze e dei beni culturali e ambientali, per sapere - premesso che l'annuncio dato da un noto economista, il professor Giacomo Vaciago, in qualita' di presidente di una apposita commissione istituita dal Ministro delle finanze, secondo il quale e' possibile e utile vendere beni culturali di proprieta' pubblica anche per "fare cassa", consente di capire in quale voragine sottoculturale rischi di sprofondare lo Stato italiano in tutte le sue articolazioni, tanto piu' che fra i beni vendibili il professor Vaciago indica il Colosseo e perfino gli Uffizi; l'assoluta inalienabilita' dei beni immobili riconosciuti di interesse storico, artistico e archeologico e delle raccolte di libri e delle pinacoteche appartenenti agli enti pubblici territoriali e' prescritta espressamente dal codice civile "in relazione alla loro natura demaniale"; tale divieto di vendita e' stato piu' volte ribadito dal Consiglio di Stato a sezioni riunite, nonche' dalla Corte di Cassazione; le dichiarazioni rilasciate dal Ministro delle finanze, secondo il quale "i vincoli paesaggistici e urbanistici non si possono toccare ovunque, tanto piu' al Foro Italico" (indicato dal professor Vaciago come uno dei beni demaniali vendibili) appaiono particolarmente preoccupanti; tali vincoli, infatti, coprono pochissimi beni di interesse storico e artistico, mentre numerose regioni (alcune delle maggiori e delle piu' devastate come la Lombardia, la Sicilia, Puglia, Calabria eccetera) devono tuttora approvare i piani paesistici prescritti dalla legge Galasso ben tredici anni fa; si parla insistentemente di vendere ex caserme, castelli diroccati, "penitenziari abbandonati in posti turisticamente molto validi" (cosi' il Ministro Visco). Le caserme sono situate quasi tutte in centri storici o ai loro bordi, per cui disporne l'uso commerciale vorrebbe dire stravolgere la natura stessa delle nostre citta' antiche, gia' tanto minacciate. Per quanto riguarda, poi gli ex penitenziari, vengono subito alla mente splendide isole tirreniche, che una cultura ambientale e sociale piu' aggiornata vorrebbe, semmai, protetti come parchi nazionali o regionali; sono edifici che dall'essere pubblici - strettamente connessi alla storia delle citta' e spesso delle pubbliche istituzioni - ricavano un essenziale profilo di identita' che andrebbe irrimediabilmente perduto nel trasferimento ai privati, laddove sono invece praticabili forme di coinvolgimento di risorse private nella conservazione e valorizzazione dei patrimoni pubblici (se si sanno creare opportune condizioni di convenienza) -: se non ritengano che la smobilizzazione del patrimonio immobiliare di interesse storico-artistico appartenente allo Stato e agli enti pubblici territoriali segnerebbe un gravissimo rifiuto delle responsabilita' istituzionali di tutela, priverebbe Stato e comuni di essenziali strumenti - permanenti nel tempo - di politica culturale, sottrarrebbe i beni alla naturale, doverosa destinazione alla pubblica fruizione, farebbe scomparire uno degli elementi costitutivi l'identita' storico-culturale del popolo italiano; se non ritengano che il solo fatto di indicare come alienabili beni culturali come il Colosseo e gli Uffizi, che sono elementi costitutivi dell'Italia e sono patrimonio dell'umanita', o l'isola di Poveglia nella laguna veneta, il cuore dell'isola di Procida, il grande castello di Aglie' con la sua vasta tenuta o l'ampia area di Stintino, che con tanti altri beni concorrono a determinare sia il contesto storico, sia il paesaggio stesso del nostro Paese, non si configuri come un vero e proprio spregio del dettato costituzionale che stabilisce che "la Repubblica tutela il paesaggio ed il patrimonio storico-artistico"; se la scelta che le dichiarazioni del professor Vaciago rendono esplicita non si configuri come scelta al ribasso, dissipatrice, che procurera' all'Italia la disistima del mondo intero; se non ritengano invece preferibile dare attuazione alle leggi recenti che consentono le piu' proficue collaborazioni tra le Sovrintendenze e privati per restauri, recuperi e fruizioni di beni demaniali appropriate e corrette. (2-01075)

 
Cronologia
sabato 18 aprile
  • Politica, cultura e società
    Si conclude, a Milano, il I Congresso nazionale di Forza Italia con una manifestazione pubblica a piazza Duomo. Berlusconi, che in apertura aveva ribadito i suoi dubbi sul progetto di riforma della Bicamerale, dichiarando l'indisponibilità di FI a votare riforme di basso profilo, è acclamato presidente.

giovedì 30 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Scalfaro rinvia alle Camere per una nuova deliberazione la proposta di legge recante disciplina della subfornitura nelle attività produttive (A.C. 3509).