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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17129 presentata da PASETTO GIORGIO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19980429

Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: in Italia, presso il centro di Vercelli e presso l'istituto "Linda Penotti" di Roma, e' stato ospitato, a seguito dei conflitti etnici scoppiati nel 1994, un gruppo di cittadini di nazionalita' ruandese, tra cui risultano alcuni minori; a quanto pare, l'ultimo rimpatrio in ordine di tempo e' avvenuto nell'agosto del 1996, per 17 minori ospiti del centro di Vercelli -: se il 27 maggio 1997 i bambini ospitati nell'Istituto "Linda Penotti" di Roma siano stati riaccompagnati in patria e quali organizzazioni nazionali e internazionali si sono occupate del rientro; se tutte le operazioni di rimpatrio siano state ultimate o se alcuni di questi bambini ruandesi sono ancora ospiti in Italia, ed eventualmente quali strutture si occupino di loro; quali organizzazioni nazionali e internazionali abbiano attualmente la responsabilita' di vigilare sulla incolumita' di questi minori. (4-17129)

I minori ruandesi (165) furono portati in Italia nel 1994 come misura di protezione umanitaria temporanea in conseguenza della grave situazione creatasi a suo tempo in quella regione. Essi sono stati accolti ed assistiti nel corso degli anni sia dalle Istituzioni centrali che a livello locale (Brescia 41; Verona 53; Vercelli 57; Roma 14). Non appena le condizioni in Ruanda lo hanno consentito, le Amministrazioni, in stretto raccordo con gli Organismi Internazionali operanti in questo settore, ed in ossequio ai principi di tutela dei diritti dei minori, hanno proceduto al rimpatrio di tutti quei minori peri quali era stato possibile individuare un nucleo familiare con il quale effettuare il ricongiungimento. Ancora nel settembre scorso un minore e' stato riaccompagnato in Ruanda per riunirsi ad un proprio familiare (Munyergurwe Bidede detto 'Gerard'). È noto inoltre che alcuni di questi minori sono tuttora ospiti di strutture in Italia in considerazione delle loro precarie condizioni di salute. Tali strutture hanno assicurato in tutti questi anni l'assistenza e cura necessarie. Al gennaio di quest'anno, a seguito di una ricognizione eseguita dalle competenti Amministrazioni risultava la seguente situazione: Brescia: 41 minori tuttora presenti in Italia dei quali 40 in adozione piu' il noto caso di Izbayo Fidencie per la quale sono state presentate due interrogazioni parlamentari in considerazione dell'istanza di ricongiungimento familiare presentata dal presunto padre ruandese, richiedente asilo in Svizzera; Roma: 6 minori tuttora presenti dei quali 4 in adozione, uno in affidamento familiare affetto da gravi patologie ed uno infine per il quale sono pervenute comunicazioni da parte dei parenti ruandesi, il ragazzo tuttavia si oppone al rientro; Vercelli: 23 minori tuttora presenti dei quali; 10 adottati; 3 in affidamento familiare; 1 dichiarato adottabile; 3 accolti presso una comunita' familiare portatori di handicap lieve; 4 portatori di handicap gravi ospiti di un centro di riabilitazione. Per tre di questi non risultano familiari ed e' stato emesso decreto di adattabilita'; 1 profugo divenuto maggiorenne che ha trovato sistemazione autonoma; 1 ricoverato nell'ospedale di Alessandria dipendente da respiratore automatico; Verona: 2 minori. I minori finora rimpatriati sono 93. Il Governo italiano si e' adoperato in questi anni, attraverso l'azione degli Organismi internazionali a cio' deputati, al fine di rintracciare i familiari di tutti i minori ruandesi ospiti del nostro paese. Per quei minori per i quali tali ricerche non hanno dato a suo tempo risultati positivi i Tribunali dei Minorenni italiani, proprio per assicurare loro, in ossequio alle Convenzioni internazionali sui diritti dei minori condizioni di vita armoniose e quindi un contesto favorevole ad una crescita serena ed equilibrata, hanno disposto l'affidamento a famiglie italiane ed hanno aperto procedure di adottabilita', nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia e non mancando di interessare in corso di svolgimento le Autorita' ruandesi. In seguito alle dichiarazioni rilasciate dal Procuratore a suo tempo titolare del dossier, circa il carattere eccezionale di tali adozioni e quindi la loro parziale diversita' rispetto alle adozioni normali, il Tribunale dei Minorenni di Brescia all'uopo richiesto, ha confermato l'attendibilita' di tali dichiarazioni particolarmente per quanto attiene alla eventuale possibilita' che - diversamente dalla norma - sia possibile favorire i contatti tra i familiari di origine ed i minori adottati. È stato richiesto pertanto alla Commissione per le Adozioni Internazionali una collaborazione al fine di individuare concretamente le modalita' per favorire tali contatti, qualora dovessero pervenire da parte ruandese richieste in tal senso. Si segnala inoltre che nella Prima riunione delle Consultazioni Globali sulla protezione internazionale (Ginevra 8-9 marzo 2001) vi e' stato un intervento effettuato dal rappresentante del Ruanda che, quasi al termine dei lavori, ha sollevato il problema dei minori ruandesi adottati in Italia in maniera "illeggittima e contraria alla volonta' degli interessati e delle famiglie". In tale sede si e' ritenuto di segnalare che i due Governi stavano attivamente discutendo la questione, al fine di individuare una soluzione nel rispetto delle leggi internazionali e del principio dell'autonomia delle decisioni prese dagli organi giurisdizionali. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Rino Serri.



 
Cronologia
sabato 18 aprile
  • Politica, cultura e società
    Si conclude, a Milano, il I Congresso nazionale di Forza Italia con una manifestazione pubblica a piazza Duomo. Berlusconi, che in apertura aveva ribadito i suoi dubbi sul progetto di riforma della Bicamerale, dichiarando l'indisponibilità di FI a votare riforme di basso profilo, è acclamato presidente.

giovedì 30 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Scalfaro rinvia alle Camere per una nuova deliberazione la proposta di legge recante disciplina della subfornitura nelle attività produttive (A.C. 3509).