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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01092 presentata da DE SIMONE ALBERTA (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19980511

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'interno con incarico per il coordinamento della protezione civile, dei lavori pubblici, dell'ambiente, per sapere - premesso che: un gravissimo nubifragio ha colpito il 5 maggio 1998 tre province della Campania mettendo in ginocchio la popolazione residente e distruggendo centri abitati e raccolti. Tra i comuni dove si e' verificata una vera e propria catastrofe Sarno, in provincia di Salerno e Quindici, in provincia di Avellino, e inoltre i comuni di Bracigliano, Siano, S. Felice Cancello; intorno alle ore 20, per telefono alcune persone spaventate informavano gli interpellanti dell'entita' della catastrofe e del fatto che le immagini trasmesse dalla televisione riguardassero eventi verificatisi a novembre 1997, poiche' nessuno poteva aver filmato quanto stava accadendo, e raccontavano di essere fuggite da un inferno, e che sotto il fango vi erano i morti; nelle stesse ore la prefettura diceva che non risultavano vittime, per cui si rese necessario allarmare direttamente il Ministro dell'interno, appena rientrato dalla Germania; nel pomeriggio era accaduto di tutto e la descrizione delle frane di Quindici cosi' come abbiamo ascoltato telefonicamente e' utile a rendere l'idea della tragedia; alle ore 15 da Contrada Fosso Cerasole si e' staccata la prima frana su un fronte di 50 metri che ha sfiorato le case; un quarto d'ora dopo da Fosso Pietra della Valle si e' staccato un secondo fronte della frana e una colata immensa di fango e detriti ha attraversato le strade di Quindici, devastandole e raggiungendo la piazza del Municipio fino a travolgere tre mezzi di soccorso dei vigili del fuoco; alle ore 16 il fiume di fango e' scivolato sempre piu' a valle e tutto il centro abitato e' stato praticamente sommerso; i mezzi di soccorso dei vigili del fuoco arrivati piu' numerosi sul posto dopo le 17 non riuscivano a fronteggiare la situazione, mentre saltavano tutte le linee elettriche e telefoniche; alle ore 18 un terzo fronte della frana ingrossava ancora di piu' il fiume di fango e si giungeva alla catastrofe sotto gli occhi di una cinquantina di soccorritori; l'apparato di soccorso non riusciva a fronteggiare la drammatica situazione per la mancanza di mezzi pesanti capaci di addentrarsi nel fango, e tuttavia decine di bambini, anziani e donne venivano messi in salvo nei punti ancora raggiungibili dell'abitato di Quindici; i vigili del fuoco, giunti sul posto, mettevano a rischio la propria vita (alcuni di essi sono stati estratti con la fiamma ossidrica tagliando il tetto del loro mezzo intrappolato dal fango) il sindaco di Quindici, insieme ad un gruppo di amministratori, rimaneva imprigionato nella sede del comune per due ore e alla fine era salvato da un elicottero, essendo il comune situato nella parte alta del paese, quella inondata per prima dalla colata di fango; in serata l'unita' di crisi, riunita presso il municipio di Lauro, firmava l'ordinanza di sgombero totale del paese; un dramma ancora superiore si verificava a Sarno, dove il crollo parziale dell'ospedale e la colata di un fiume di fango ancora piu' alta provocava morti e dispersi a centinaia e cio' mentre la legge sulla difesa del suolo varata nel 1989 rimane inapplicata, mente l'Autorita' di bacino del Sarno istituita nel 1994 risulta non operante perche' mancante del comitato tecnico, mentre i fondi per risanare la montagna risultano non utilizzati; l'intero territorio ai confini delle province di Avellino, Salerno e Napoli che comprende i comuni di Sarno, Quindici, Siano, Bracigliano, S. Felice Cancello, e' piagato da un dissesto idrogeologico gravissimo; le opere di incanalamento delle acque risalgono all'epoca borbonica e negli ultimi anni sono state abbandonate al degrado senza manutenzione e senza nemmeno interventi che le liberassero dalle occlusioni; numerose segnalazioni e denunce fatte nell'ultimo anno riguardanti la condizione di abbandono dei Regi Lagni (il nome e' tipico di opere risalenti ad epoca anteriore all'Unita' d'Italia) sono rimaste inascoltate; una catastrofe di tali dimensioni non e' causata da incuria accumulatasi negli ultimi anni ma dal fatto che la natura si e' ribellata rispetto ad un degrado datato decenni; e' mancata ogni coltura del bosco, ogni cura del sottobosco, e persino gli interventi manutentivi ordinari dei canali di scolo delle acque; nel pomeriggio del 5 maggio il sistema di incanalamento della acque piovane e quello fognario locale (i Regi Lagni) non ha potuto contenere la grossa portata di acqua piovana verificatasi proprio a causa del degrado in cui e' stato lasciato per colpevole incuria; non e' la speculazione edilizia ad aver provocato il disastro, in quanto queste valli sono territori poveri, una zona "cenerentola" che non assomiglia ne' alla penisola sorrentina ne' alle falde del Vesuvio. La piana di Siano, il Vallo di Lauro non sono state interessate dall'enorme flusso di denaro riversato sull'Irpinia nella fase del dopo-terremoto; questa terra e' stata soltanto lambita da quegli eventi calamitosi ed e' considerata politicamente "secondaria" rispetto a Napoli, alle altre citta' capoluogo e ad altre zone interessanti della Campania (alta Irpinia, Cilento, fascia costiera); nel gennaio 1997, all'epoca dei fatti che interessarono la penisola sorrentina, anche a Quindici vi fu una frana prodotta dalla stessa montagna, sia pure da un versante diverso. In particolare, la frana si abbatte' su un comune distante tre chilometri da Quindici, Moschiano. L'unica strada provinciale che collega i sette centri di Avellino, cioe' la strada che passa per S. Cristina, crollo' proprio in occasione di quella frana; tuttavia, mentre la strada della penisola sorrentina e' stata ripristinata, quest'ultima non lo e' mai stata (trattasi della strada provinciale Lauro-Avellino, che passa per Forino). Questa strada non e' mai stata riparata dall'epoca della precedente alluvione e l'unico autobus di linea che collegava i sette comuni del Vallo con Avellino e' stato di fatto soppresso; in data 24 novembre 1997 e' stata presentata l'interpellanza De Simone n. 2-00788 al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno con la quale si faceva presente la gravissima situazione esistente nei comuni di Lauro, Moschiano e Quindici ed evidenziata dal nubifragio del 13 novembre 1997 e dagli eventi franosi e calamitosi del gennaio '97 causati dal dissesto idrogeologico della Valle (e' appena il caso di ricordare che in seguito al citato nubifragio di novembre aveva trovato la morte una giovane donna di Lauro, Anna Vecchione, al quinto mese di gravidanza); con nota n. 5251 del 19 dicembre 1996, fu segnalato dal comune di Quindici all'ufficio del genio civile di Napoli, all'assessorato ai lavori pubblici della Regione Campania ed al prefetto di Avellino il grave stato di pericolosita' del territorio comunale e la necessita' di intervenire per la pulizia del Regio Lagno e dei suoi affluenti; con un'interrogazione presentata al Consiglio Regionale della Campania il 14 novembre 1997 i consiglieri di Grasso e Giusto proponevano al presidente della giunta regionale, commissario straordinario per le frane, e all'intero consiglio regionale, di destinare la quota libera di sessanta miliardi, prevista nella variazione di bilancio, alla riparazione dei danni e alla sistemazione del dissesto idrogeologico verificatosi nel Vallo di Lauro; tutte le considerazioni e i fatti fin qui esposti dimostrano che si tratta non di un imprevisto, ma di un disastro largamente prevedibile e annunciato che reclama che si faccia la dovuta chiarezza su inadempienze e responsabili inerzie; il ritrovamento del piano regolatore di Sarno a casa del pentito della camorra Pasquale Galasso, la presenza nel comune di Quindici dei clan camorristi dei Graziano e dei Cava crea un clima di paura e determina spesso un'assenza dello Stato, laddove ci dovrebbe essere piu' Stato, piu' civilta', piu' sviluppo; in questi paesi si puo' constatare di sera che quasi tutte le strade sono al buio, non funzionano i telefoni cellulari e quindi si rimane isolati, non si puo' comunicare con il resto del mondo. In una zona ad alto rischio criminale, se si presenta la necessita' di contattare con il telefono cellulare le forze dell'ordine, non si ha la possibilita' di farlo, ne' si vedono i programmi televisivi delle emittenti (a stento si riesce a ricevere i programmi nazionali). Gli abitanti della zona possono sapere cio' che avviene a Roma ma non quello che accade a venti chilometri di distanza e vivono in queste assurde condizioni, a due anni dal 2000; dopo la dichiarazione dello stato di calamita' naturale si impone un intervento diretto volto a completare l'opera di soccorso e a rimuovere le situazioni di pericolo che potrebbero riprodursi con le prossime piogge -: se ci sia stato ritardo nella decisione di sgomberare i paesi e di mettere in salvo la popolazione rispetto alla colata di fango che avanzava; quante e quali siano le risorse assegnate alla Regione Campania per gli eventi calamitosi e franosi del gennaio '97 e per il nubifragio del 13 novembre 1997 perche' le opere necessarie previste e finanziate non siano state eseguite; se il Governo intenda assumere, data l'enorme portata del disastro, interamente e totalmente su di se' l'organizzazione dell'opera di soccorso cosi' necessaria e urgente e l'approntamento di un piano straordinario di intervento per la salvaguardia dell'intero territorio danneggiato dal nubifragio nonche' dal suo sistema idrogeologico; se intenda provvedere direttamente con mezzi di emergenza e con le forze dell'esercito a ripulire a rimettere in funzione i Regi Lagni e ad incanalare le acque al fine di porre rimedio all'evenienza che domani ricominci a piovere e scenda un fiume di fango forse doppio rispetto a quello che e' colato il 5 maggio: si potrebbe adempiere cosi', sia pure in ritardo, al proprio dovere nei confronti di una zona del Mezzogiorno interno tra le piu' abbandonate d'Italia e si darebbe un contributo serio alla ricucitura di un rapporto di fiducia tra la gente e la pubblica amministrazione che oggi appare giustamente compromesso. (2-01092)





 
Cronologia
domenica 10 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Fiuggi, si svolge il congresso costitutivo dei Socialisti democratici italiani (SDI). Il partito entra a far parte della coalizione di centro-sinistra, L'Ulivo. Enrico Boselli è eletto presidente.

mercoledì 20 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro della giustizia Flick rassegna le dimissioni a seguito della fuga di Licio Gelli e del boss mafioso Pasquale Cuntrera. Il Presidente del Consiglio Prodi le congela in vista di una verifica nella maggioranza, che riconfermerà la fiducia al ministro.