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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00256 presentata da DILIBERTO OLIVIERO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980511

La Camera, premesso che: la "questione criminale" ha assunto nel nostro Paese un rilievo sempre crescente. La dimensione del fenomeno non riguarda piu' soltanto limitate aree geografiche, ma essendo la sua interferenza nella economia e nella vita pubblica su tutto il territorio nazionale. Un intreccio sempre piu' stretto si manifesta tra le attivita' illegali legate agli affari e agli investimenti pubblici e privati, e le tradizionali forme criminali della malavita organizzata. Il tasso di violenza, segnato da attentati o uccisioni, registra quasi sempre il livello di sopraffazione raggiunto, l'assestamento di equilibri tra diverse organizzazioni o il grado di penetrazione all'interno di un sistema. Il numero e l'entita' delle manifestazioni criminose rivelano piu' che altro l'andamento del fenomeno rispetto al suo assorbimento in termini di accettazione, ma non sono sempre indicativi in riferimento alla sua portata. Il problema, quindi, deve essere visto tenendo conto non unicamente dei dati espressi dai reati denunciati e dalla loro tipologia, ma anche, e soprattutto dalle modificazioni che si riscontrano in un determinato tessuto economico e dalle rilevazioni sui flussi di capitali finanziari o su particolari consumi; una politica di intervento contro la criminalita', per essere efficace, deve partire dalla ovvia considerazione che la determinazione al crimine e' principalmente la ricerca del profitto economico, in via diretta o indiretta, ma comunque in funzione parassitaria nei confronti del sistema legale. Questo puo' dar luogo a forme diverse di attivita' criminali, come la collusione politico-affaristica nei settori dell'economia pubblica e privata, i reati tipici dell'economica (falsita' in bilanci, corruzione, eccetera), l'accaparramento di appalti o di gestioni monopolistiche di servizio, la violenza in estorsioni o usura. Pratiche piu' strettamente appartenenti alle organizzazioni mafiose, come i grandi traffici di droga, armi e prostituzione, il gioco e le scommesse, producono enormi profitti che sono poi reinvestiti in attivita' para-legali. Queste attivita' diventano competitive sul mercato di condizioni di vantaggio sulla concorrenza, quando non ricorrono proprio alla imposizione; il clima di illegalita' diffusa che si genera costituisce un fertile terreno di coltura per una criminalita' minuta, fatta in buona parte di soggetti disadattati delle periferie urbane e sociali che aspirano alle organizzazioni criminali e che sono da queste reclutati; una strategia di attacco alla criminalita' e di contenimento del fenomeno deve muoversi su tre principali direttrici: a) il mondo dell'economia, degli affari e degli investimenti; b) i profitti illeciti e il loro reinvestimento; c) il controllo del territorio e la prevenzione della microcriminalita'; sul punto a) e' gia' noto che le organizzazioni criminali hanno prosperato sugli investimenti straordinari e la ricostruzione (ad esempio il terremoto del 1980 e altre calamita' naturali) come sui fondi CEE nei settori dell'agricoltura. Un pericolo ora e' stato segnalato per il riassetto dell'area di Bagnoli ex Italsider a Napoli; esempi che denotano le facili infiltrazioni dovunque vi sono movimenti di danaro pubblico. Oltre a cio' va tenuto presente che attivita' economiche, pubbliche o private, sono segnate dalla incidenza di tangenti pagate, o a seguito di vere e proprie estorsioni, o per ottenere vantaggi nell'aggiudicazione di appalti come nei controlli sull'esecuzione dei lavori. Occorre, quindi, impedire qualsiasi interferenza di comportamenti illegali nei settori piu' rilevanti dell'economia, qualsiasi intreccio affaristico-criminale che coinvolga istituzioni pubbliche, imprese che da queste ricevano commesse o appalti e soggetti estranei ai processi produttivi; sul punto b) sono necessari accurati controlli sui flussi di danaro che non abbiano una giustificata provenienza, verifiche incrociate sugli accertamenti fiscali e la titolarita' di beni o di aziende, sulle trasformazioni di attivita' commerciali o imprenditoriali e sui soggetti che ne sono protagonisti, sui consumi di rilevante consistenza, sull'acquisto di immobili, una descrizione accurata degli sportelli bancari e della loro dislocazione, delle agenzie di affari e di quelle finanziarie, un monitoraggio delle operazioni bancarie per seguire spostamenti sospetti di capitali finanziari; una considerazione particolare merita il problema del sequestro e della confisca dei patrimoni frutto di attivita' illegali. Il sistema in vigore richiede una attenta revisione perche' si ottengano quei risultati che finora sono mancati. Il crimine moderno ha principalmente una motivazione di profitto e su questo versante deve essere aggredito; per quanto riguarda il punto c) e' essenziale il controllo del territorio nelle aree che registrano una maggiore densita' criminale. Tale controllo deve tendere a individuare e segnalare manifestazioni di disagio sociale, specie giovanile, evasione all'obbligo scolastico di minori, disoccupazione e, nello stesso tempo, a intervenire tempetivamente dove sia piu' evidente la disponibilita' di risorse economiche di provenienza illecita; la presenza delle forze di polizia sul territorio deve essere costante e adeguata alle esigenze della situazione. La collaborazione con strutture sociali e con le amministrazioni locali deve essere stabilita in maniera esplicita. Anche qui occorre una revisione degli strumenti legislativi per attuare una migliore prevenzione criminale. L'azione repressiva giunge troppo spesso quando gravi reati sono stati gia' consumati, spesso anche in danno di vittime innocenti, e in molti casi resta inattuata. Le bande criminali, delle quali si conoscono attivita', localizzazioni, ruoli e organigrammi devono essere disarticolate; il rifiuto di leggi eccezionali e di autorita' con poteri particolari deve essere accompagnato, tuttavia, da un potenziamento delle strutture esistenti, da una migliore utilizzazione delle risorse e da una continua opera di collaborazione di tutte le istituzioni; la magistratura va sostenuta nel suo impegno di ricerca e di accertamento delle responsabilita'; dotazioni particolari di mezzi e di organici le devono essere assicurate negli uffici che piu' risentono dell'impatto con i problemi della criminalita'; impegna il Governo a rivedere la legislazione sui lavori pubblici per assicurare trasparenza negli appalti e nel controllo delle opere; a vigilare sugli investimenti e sulla loro utilizzazione; a predisporre controlli sui flussi di danaro che non abbiano una giustificata provenienza, sulla trasformazione di attivita' commerciali o imprenditoriali che diano sospetto di ingerenza criminale, sull'apertura di sportelli bancari o di agenzie di affari che possano rivelare riciclaggio di denaro di provenienza illecita; a rivedere la legislazione sul sequestro e sulla confisca dei patrimoni per realizzare procedure piu' rapide ed efficaci; a predisporre piani per il controllo del territorio diretti ad impedire il formarsi e il rafforzarsi delle organizzazioni criminali; a prevedere forme di collaborazione tra le forze di polizia e le organizzazioni locali per una migliore prevenzione del crimine; a rivedere la legislazione sulle misure di prevenzione per bloccare i traffici delle organizzazioni criminali esistenti e per disarticolarle; a prevedere un potenziamento dei mezzi e degli organici delle forze di polizia e della magistratura nelle zone piu' esposte al fenomeno criminale. (1-00256)

 
Cronologia
domenica 10 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Fiuggi, si svolge il congresso costitutivo dei Socialisti democratici italiani (SDI). Il partito entra a far parte della coalizione di centro-sinistra, L'Ulivo. Enrico Boselli è eletto presidente.

mercoledì 20 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro della giustizia Flick rassegna le dimissioni a seguito della fuga di Licio Gelli e del boss mafioso Pasquale Cuntrera. Il Presidente del Consiglio Prodi le congela in vista di una verifica nella maggioranza, che riconfermerà la fiducia al ministro.