Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00045 presentata da MALAVENDA ASSUNTA (MISTO) in data 19980512
La Camera, premesso che, l'approvazione della legge n. 196 del 24 giugno 1997, che formalizza il cosiddetto "pacchetto Treu", da' via libera alla legalizzazione del lavoro nero e dell'imprenditoria sommersa ed illegale, consentendo la costituzione, in Italia, del caporalato, col lavoro in affitto, flessibile e precario, i collocamenti privati, i patti territoriali e di contratti di area, lo smantellamento dei diritti e delle tutele legali e normative, la rottura dell'unita' contrattuale dei lavoratori ed il conseguente indebolimento politico e sindacale dei rapporti di forza e dell'insieme del potere contrattuale dei lavoratori dipendenti e delle loro organizzazioni democratiche e di base; i contenuti della Commissione bicamerale, con l'appalto ai privati di tutti i fondamentali servizi di pubblico interesse, come pensioni, casa, sanita', scuola, trasporti, ed il federalismo, minano alla base la stessa democrazia distruggendo qualsiasi possibilita' di unita' del lavoro dipendente, e dei lavoratori dipendenti coi disoccupati; le controriforme della rappresentanza sindacale, costruita da arte per consentire al padronato pubblico e privato di scegliersi sindacati accomodanti e di stato, determinando, attraverso la firma dei contratti aziendali e nazionali, la loro legittimazione; le tragedie come quelle di Polesine, Vajont, Friuli, Belice, Firenze, Avellino, Valtellina, Umbria, Agro Nocerino, Sarnese/Valle di Lauro, esprimono e rappresentano l'intreccio illegale ed affaristico dei cosiddetti "poteri forti", che le hanno scientemente causate, e che da esse continuano ancora a trarre profitti e business con le "ricostruzioni perenni" foraggiati da un immenso incontrollato flusso di finanziamenti pubblici, tangenti miliardarie, e la connivenza di sempre tra economia ufficiale ed imprenditoria illegale, oggi facilitata con una deregolamentazione legislativa "ad hoc" attuata da un Governo assertivo; l'attivita' economica non puo' svolgersi in contrasto con i diritti primari e fondamentali dei lavoratori, e va indirizzata, programmata e coordinata dalla Repubblica e dallo Stato affinche' l'intera economia sia al servizio dell'uomo e non viceversa, ed il valore fondante ed essenziale, che deve subordinare tutti gli altri, e' quello della persona, e deve rappresentare la chiave interpretativa ed il parametro di valutazione politico della legittimita' di tutta la legislazione ordinaria e straordinaria, e di qualsiasi patto nazionale o territoriale, di natura contrattuale e privata; impegna il Governo ad inserire negli strumenti economici e nei disegni di legge collegati alla legge finanziaria 1999 misure atte: all'eliminazione totale dell'evasione e dell'elusione fiscale attraverso il necessario allargamento degli organici della Guardia di Finanzia e dei preposti servizi ispettivi per renderli adeguati a tale missione predominante; alla drastica riduzione delle spese militari; all'obbligo di vincolare qualsiasi finanziamento pubblico, erogato a qualsiasi tipo da qualsiasi articolazione della Repubblica a qualsiasi azienda privata, a precisi parametri di interesse ed utilita' pubblici utili a concorrere al soddisfacimento dei bisogni sociali fondamentali dei lavoratori dipendenti e dei cittadini, alla difesa e allo sviluppo dei livelli occupazionali, alla riduzione dell'orario di lavoro giornaliero a parita' di salario; alla regolazione pubblica del mercato da parte dello Stato e da una diretta presenza finalizzata dell'economia pubblica all'interno di quella generale; al collegamento del diritto alla proprieta' privata dell'impresa al dovere di affermare l'utilita' sociale e del lavoro e dell'impresa stessa, concorrendo al soddisfacimento dei bisogni sociali fondamentali e subordinando al possesso di tale funzione ed utilita' sociale non merita alcun riconoscimento costituzionale, ne' le conseguenti garanzie previste dalla legge; all'esercizio pubblico del collocamento al lavoro dei lavoratori dipendenti esercitato dallo Stato a mezzo di suoi appositi organi, costituendo ancora principio basilare fondamentale quello di sottrarre la domanda e l'offerta di lavoro tanto alla mediazione dei privati quanto al monopolio di gruppi collettivi per impedire gli abusi, l'odioso sfruttamento del bisogno, ed ogni discriminazione politica e sindacale. (6-00045)