Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00483 presentata da FAGGIANO COSIMO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19980513
La X Commissione, permesso che: l'Italia, con 476 milioni di paia e' il terzo produttore mondiale di calzature dopo Cina e Brasile; l'Italia, con 427 milioni di paia, e', sempre dopo la Cina, il secondo esportatore di calzature mondiale; l'Italia copre il 43,1 per cento della produzione dell'intera Unione europea; l'Italia non ricopre solo le nicchie di mercato di alto prezzo come comunemente si tende a pensare, ma esprime la sua valenza anche e soprattutto sul prodotto di massa, ovvero nel prodotto industriale nel quale riesce, comunque, a mantenere l'impronta artigianale che le e' caratteristica; dalla meta' degli anni '70 si sono affermati sul mercato mondiale Paesi competitori nei quali il costo del lavoro e' molto basso e le condizioni di lavoro particolarmente precarie; questi Paesi hanno conquistato quote di mercato in maniera molto rapida, dato che non hanno avuto bisogno di una politica commerciale particolarmente aggressiva; senza prendere in considerazione paragoni impropri con alcuni Paesi socialmente non evoluti, emergono alcuni punti da tenere in considerazione: a) Germania occidentale e Danimarca a parte, Paesi in cui l'industria calzaturiera e' in via di estinzione, l'Italia ha nettamente il costo piu' alto fortemente influenzato dagli oneri sociali; b) il settore calzaturiero italiano consiste in 15.840 aziende, 190.000 addetti e 22,7 mila miliardi di export ed oggi e' chiamato a confrontarsi sul mercato mondiale in condizioni difficilissime; c) un declino della valenza del prodotto finito trascinerebbe anche tutti i settori a monte in una spirale inarrestabile; d) dal 1994 (accordo Pagliarini-Commissario Europeo sulla fine della fiscalizzazione degli oneri sociali per le aziende del Mezzogiorno) ad oggi, sono emersi pericolosi segnali di malessere, soprattutto per le aziende operanti nel Mezzogiorno, che aumenteranno certamente dal 2000 in poi; e) la situazione piu' drammatica rischia di crearsi in Provincia di Lecce dove operano tutte le quattro aziende del settore con piu' di 500 addetti; considerato che: alla situazione sopra descritta, e al fine di identificare strumenti che possano supportare l'industria calzaturiera italiana affinche' mantenga e/o accresca il ruolo che attualmente ricopre sul mercato mondiale vi e' da aggiungere che: a) nelle regioni calzaturiere del centro-nord esiste una obiettiva difficolta' a reperire mano d'opera; b) nelle regioni del Sud, che potrebbero essere, sia un bacino di mano d'opera per iniziative provenienti dal resto del paese, sia una palestra per nuova imprenditoria locale, sono gradualmente aboliti, come gia' detto, fino a diventare livello zero nel 2000, gli sgravi precedentemente esistenti; impegna il Governo ad affrontare urgentemente, con apposito provvedimento, la questione della crisi del settore calzaturiero italiano ed in particolar modo quello del Mezzogiorno, riportando in sede comunitaria provvedimenti strutturali e circoscritti ad alcune aree geografiche ad alto tasso di disoccupazione verso le quali promuovere una seria politica industriale rivolta alla creazione della filiera; a rinegoziare con la Commissione europea, in concomitanza con la riforma dei fondi strutturali, le misure degli sgravi contributivi e fiscali per le imprese del sud al fine di impedirne la cessazione nel 1999; a prestare la massima attenzione alla tutela del "made in Italy" che produce, nel settore, un valore aggiunto pari al 20 per cento rispetto ad altri competitori. (7-00483)