Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3RI/02356 presentata da NERI SEBASTIANO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980514
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: Silvio Berlusconi, la Fininvest e forza Italia sono divenuti oggetto pressoche' unico di indagine da parte della Procura di Francesco Saverio Borrelli; contro Silvio Berlusconi ed i suoi collaboratori sono stati aperti innumerevoli procedimenti, sono state effettuate quasi cinquecento perquisizioni, inoltrate numerosissime richieste di rogatoria, richieste migliaia di intercettazioni telefoniche, si e' proceduto a centinaia di arresti; nel dicembre 1993 Silvio Berlusconi muove i primi passi in politica, seguiti all'annuncio effettuato il 24 novembre 1993 dell'appoggio a Gianfranco Fini per la poltrona di Sindaco di Roma. Il 20 dicembre 1993 il capo della Procura di Milano, Borrelli lancia il suo monito dalle pagine del Corriere della Sera, "Non si candidi chi ha scheletri nell'armadio e non ha le mani pulite". L'avvertimento e' inteso da tutti i quotidiani come direttamente rivolto a Silvio Berlusconi. Con tale atto Francesco Saverio Borrelli apre ufficialmente le ostilita' nei confronti del futuro Presidente del Consiglio; il 12 febbraio 1994 a Milano e' il giorno della presentazione ufficiale del Polo delle Liberta' presso il Circolo della stampa. La Procura di Milano nello stesso giorno spicca un ordine di custodia cautelare nei confronti di Paolo Berlusconi. Oggetto dell'indagine: "una vecchia storia che, adesso, pero', rischia di condizionare le sorti della Fininvest e forse la stessa campagna elettorale di Silvio Berlusconi e della sua forza Italia" (Corsera 12 febbraio 1994). Borrelli risponde "il voto non ci puo' fermare, la giustizia e' un juke-box se il gettone e' buono la canzone va suonata"; il 27 marzo 1994 l'Italia e' chiamata alle urne. Parte la grande offensiva del Pool, il 5 marzo 1994 parte l'inchiesta sul Milan, obiettivo effettivo: la Fininvest. La Procura indaga a 360 gradi, Standa, Edilizia, Milan, Publitalia; il 24 marzo 1994 il pubblico ministero di Palmi, Maria Grazia Omboni, ordina la perquisizione delle sedi di forza Italia e l'acquisizione degli elenchi dei candidati di forza Italia e dei presidenti dei club. Si scoprira' solo in seguito che il fratello della dottoressa Omboni risultava indagato dalla Procura milanese. L'indagine provoco' una serie di arresti, unico "graziato" il fratello del pubblico ministero Omboni; il 21 aprile 1994 il capogruppo al Senato di forza Italia, Cesare Previti annuncia la volonta' di forza Italia di modificare la legge elettorale del CSM, infuria la polemica politica. Lo stesso giorno la Procura milanese, a sorpresa, riapre il "caso Lentini" inviando un invito a comparire ad Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan; il 29 aprile 1994 il Presidente della Repubblica, Sca'lfaro, incarica Silvio Berlusconi di formare il nuovo Governo. Tre giorni dopo, il 1^ maggio, Francesco Saverio Borrelli annuncia "al Governo se ci chiama Sca'lfaro", e' l'offerta ufficiale del cosiddetto "servizio di complemento", il 3 maggio il Tribunale della Liberta' di Milano accogliendo le richieste della Procura milanese, ribalta la decisione del giudice per le indagini preliminari, ordinando l'arresto di uno dei piu' vicini collaboratori di Silvio Berlusconi, Marcello Dell'Utri; il 20 maggio 1994 il Governo Berlusconi ottiene la fiducia al Senato, a Milano "saltano fuori" nuove accuse contro Paolo Berlusconi, inizia la raffica degli arresti dei manager Fininvest; il 14 luglio 1994 il Ministro della giustizia, Alfredo Biondi, illustra il suo progetto sulla giustizia, il giorno dopo dagli schermi televisivi il Pool milanese annuncia il suo "ammutinamento", dieci giorni piu' tardi la Procura milanese ordina nuove perquisizioni alla Fininvest, vengono firmati 7 ordini di cattura, fra gli arrestati Paolo Berlusconi; il 22 novembre 1994, a Napoli, durante il vertice mondiale sulla criminalita', con i rappresentanti di 140 Paesi, il Pool milanese sceglie come messo di notifica il Corriere della Sera che annuncia: "Milano, indagato Berlusconi". E' il colpo decisivo al Governo Berlusconi, il 23 dicembre il Presidente del Consiglio rassegna le dimissioni. Borrelli si difende "i tempi, solo coincidenze"; nel 1995 l'offensiva del Pool milanese raggiunge il suo culmine. Alla vigilia delle elezioni amministrative partono le inchieste sulle vicende dei libretti al portatore della Fininvest, tangenti alla Guardia di Finanza, Telepiu', l'iscrizione per il caso Lentini. Frattanto, Francesco Saverio Borrelli continua il suo attacco aprendo nuove indagini su Edilnord, la villa di Macherio, la societa' Medusa, All Iberian; nel mese di marzo 1996, vigilia delle elezioni politiche, Berlusconi e' gia' in campagna elettorale quando il Pool milanese sferra il suo piu' duro attacco. Con una spettacolare catena di arresti eccellenti si apre il "caso Squillante". Indagato il Coordinatore nazionale di forza Italia, Cesare Previti. Al centro delle indagini le confuse ed oscure dichiarazioni della teste omega, Stefania Ariosto. Obiettivo reale del Pool ancora Silvio Berlusconi. Il presidente di forza Italia accusa: "Giustizia ad orologeria", Borrelli si difende: "coincidenze, la giustizia ha i suoi tempi"; inizia una devastante campagna di stampa, le notizie delle inchieste, sapientemente filtrate, appaiono sui giornali in beffa al segreto d'istruttorio, al fine di costituire un grande processo pubblico-mediatico gestito esclusivamente dal Pool milanese; i primi mesi del 1997 sono caratterizzati dal durissimo scontro fra il Parlamento, impegnato sulla riforma della Carta Costituzionale, ed i magistrati, soprattutto Francesco Saverio Borrelli ed i suoi sostituti, che ostacolano apertamente il processo riformatore; nel mese di settembre 1997 alla vigilia dei lavori della Commissione bicamerale per le riforme sullo scottante capitolo della giustizia, e l'esame della bozza Boato, il Pool milanese interviene sul dibattito politico, lanciando la sua sfida al Parlamento con la richiesta di arresto nei confronti dell'onorevole Cesare Previti. L'intento del Pool diviene manifesto quando Borrelli lancia il suo monito al Parlamento: "E' una questione di moralita'"; nei primi mesi del 1998, caratterizzati dalla ricerca di un accordo sulla giustizia da parte delle forze politiche, il Pool, attraverso le pagine del Corriere della Sera, si schiera apertamente contro il Parlamento, tentando di "affossare" le riforme; l'8 maggio 1998 Silvio Berlusconi ufficialmente apre la campagna elettorale per le elezioni amministrative, i maggiori quotidiani annunciano l'inizio della settimana decisiva per l'accordo sulla giustizia, Francesco Saverio Borrelli lancia il suo ennesimo colpo: Berlusconi e' indagato per corruzione in atti giudiziari per le sentenze Mondadori ed IRI-SME; nei confronti dell'opposizione parlamentare secondo gli interroganti e' ormai da anni in corso un vero e proprio linciaggio giudiziario, che assume con sempre maggiore evidenza le caratteristiche di una "sparatoria alla cieca", una caccia alle streghe in cui il Pool milanese apre continui spazi di contenzioso col fine evidente di creare una situazione talmente confusa da divenire un groviglio inestricabile; le indagini compiute dal Procuratore Borrelli e dai suoi sostituti si sono distinte, secondo gli interroganti, per l'assoluta arbitrarieta', per il continuo spregio delle norme, per l'ostentato disprezzo nei confronti della legge; l'accanimento giudiziario del Pool milanese nei confronti di Silvio Berlusconi e del suo movimento e' evidente e ricavabile da dati oggettivi, nonche' ormai riconosciuto da pressoche' tutti gli osservatori; innegabile appare al tempo stesso, ad avviso degli interroganti, l'uso strumentale delle richieste da parte del Pool milanese al fine di condizionare le scelte politiche e soprattutto mantenere il ruolo di controllo e di supremazia sul Parlamento; e' inaccettabile il comportamento sinora tenuto dal Ministro della giustizia, che appare, forse per timore reverenziale, aver completamente rinunciato al suo potere di controllo sull'ufficio giudiziario milanese; un atteggiamento ulteriormente omissivo non puo' che essere considerato come un gravissimo avallo della politica destabilizzante del Procuratore Borrelli e dei suoi sostituti -: in obiettiva valutazione dei fatti ed in conformita' ai suoi doveri costituzionali, quali urgenti e severi provvedimenti il Ministro di grazia e giustizia intenda adottare nei confronti dei magistrati della Procura di Milano responsabili di tali fatti. (3-02356)