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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01121 presentata da MELONI GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980514

Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri dell'interno e di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: nel corso degli ultimi mesi il problema della criminalita' in Sardegna e' rimasto all'attenzione della pubblica opinione e delle istituzioni dello Stato a causa, soprattutto, di clamorosi sequestri di persona a scopo di estorsione, compiuti tanto nel territorio dell'isola, quanto in altre regioni del paese, da bande criminali interamente o parzialmente sarde; a seguito di tali eventi delittuosi sono state richieste urgenti misure di rafforzamento nel territorio dell'isola delle forze dell'ordine e dell'apparato della giustizia, misure che il Governo, in piu' occasioni, ha assicurato di voler garantire; sembra, peraltro, che tali misure siano essenzialmente dirette a rafforzare gli apparati di polizia e della giustizia nelle zone tradizionalmente considerate, anche se non sempre a ragione, come quelle da cui traggono piu' facilmente origine i delitti prima ricordati, ossia le zone interne della Sardegna centrale, a prevalente economia pastorale; percorrere questa strada appare logico e necessario, giacche' la lotta al delitto di sequestro di persona a scopo estorsivo non si presenta quale problema principalmente legislativo (come pure taluno sembra credere, puntando essenzialmente alla abrogazione della c.d. "legge sul blocco dei beni"), ma piuttosto di investigazione specializzata, di rapidita' dei processi, di certezza della pena, di controllo effettivo del territorio (anche al fine di ridurre il numero di latitanti); sarebbe pero' un grave errore ritenere che gli interventi predetti debbano riguardare solo le zone considerate tradizionalmente a rischio e cio' per molteplici ragioni: a) in quanto il sequestro di persona a scopo estorsivo e' crimine particolarmente complesso, il quale si articola in varie fasi e momenti organizzativi ed esecutivi che sia prima, sia durante, sia dopo il sequestro vero e proprio, si svolgono anche in parti del territorio dell'isola diverse da quelle da cui provengono gli autori materiali del sequestro e nelle quali vengono generalmente tenuti prigionieri i sequestrati; b) in quanto, da gran tempo, e' giudizio concorde di chi, a vario titolo, ha studiato il problema, che in Sardegna sia relativamente facile (ma non piu' che in altre parti del paese) trovare soggetti disposti a progettare e a eseguire l'odioso delitto di sequestro di persona a causa non gia' di una innata propensione dei Sardi a commettere tale crimine, ma in forza di una condizione sociale e culturale, determinata in buona misura dalla arretratezza economica, che si esprime - per voler ricordare un solo dato - in un tasso di disoccupazione reale ormai prossimo al 25 per cento; c) in quanto, dunque, la criminalita' tradizionalmente legata al mondo pastorale puo' trovare modo di entrare in rapporto con soggetti criminali di origine e attitudini diverse e, in particolare, con forme piu' sofisticate di criminalita' organizzata, talche' la lotta al sequestro di persona ha possibilita' reale di successo a condizione che prenda in considerazione e si svolga in ogni parte dell'isola, avendo riguardo alle particolari caratteristiche economiche e sociali di ciascuna di esse, nonche' del tipo di attivita' criminosa che vi si svolge o che abbia maggiore probabilita' di prendere piede; in quest'ottica, non si puo' fare a meno di considerare che vi sono zone dell'isola le quali a causa del tipo di sviluppo economico verificatosi negli ultimi anni, possono essere considerate particolarmente esposte al rischio di penetrazione da parte di nuove forme di delinquenza anche di criminalita' organizzata, dalla cui presenza la Sardegna e' stata finora esente; vanno moltiplicandosi gli elementi che inducono a ritenere che una di queste zone sia la Gallura (circondario del Tribunale di Tempio Pausania); infatti, in questa parte della Sardegna nord-occidentale si e' passati, in circa 10 anni, da 1.400 procedimenti penali in media all'anno a ben 8.000 nel 1997; correlativamente una molteplicita' di soggetti qualificati (magistrati, avvocati, responsabili dell'ordine pubblico, mezzi di comunicazione, associazioni di categoria, enti che operano nel sociale) avvertono che e' in atto una diffusione di fenomeni criminali, quali riciclaggio, usura, traffico di droga, traffico d'armi, racket estorsivo; di pari passo viene segnalato il formarsi di ingenti patrimoni, sia immobiliari, sia finanziari talvolta collegati a sospette operazioni immobiliari, talaltra connessi a fenomeni di usura e di estorsione, di cui si comincia ad avere notizia anche attraverso circostanziate denunce da parte di imprenditori che da anni, ormai, hanno interessato dei propri casi l'autorita' giudiziaria, senza riuscire a ottenere una qualche chiarificatrice pronuncia; risulta evidente che una simile situazione, la quale deve essere presa in seria considerazione soprattutto a causa dell'indiscutibile qualificazione dei soggetti che la segnalano, puo' essere considerata prodromica ad una pericolosa penetrazione di forme nuove e particolarmente incisive di criminalita', anche organizzata, che facilmente potrebbero saldarsi con quelle tradizionalmente esistenti nell'Isola, come si puo' ricavare da inchieste giudiziarie in corso che, per quanto e' dato sapere, rivelano l'esistenza di un non trascurabile traffico d'armi con la vicina Corsica, mediante il quale bande criminali riescono a rifornirsi di moderni armamenti; a fronte di tutto cio', non solo non vengono aumentati, come sarebbe strettamente necessario, gli organici delle forze dell'ordine e della magistratura, ma risultano vuoti paurosi in quelli previsti, ne' si vede un intervento inteso a creare in quell'area nuclei di investigatori specializzati rispetto alla tipologia dei reati di cui si parla, i quali sono spesso connessi a fallimenti sospetti, falsi in bilancio, evasione ed elusione fiscale, ed anche a infrazioni clamorose delle norme urbanistiche; deve, in particolare, essere presa in considerazione la situazione del Tribunale di Tempio che rischia, malgrado l'altissimo valore professionale e il grande spirito di abnegazione di quanti vi operano, di non essere in grado di far fronte ai propri compiti, perche' dispone di un organico sia di magistrati (in particolare della procura), sia di personale amministrativo del tutto inadeguato rispetto alle trasformazioni gia' verificatesi e quelle in atto; situazione tal-volta resa piu' difficile anche dalle singolari decisioni del Ministero di grazia e giustizia, il quale, con provvedimento dell'8 aprile 1998 ha accordato un anno di aspettativa per motivi di famiglia a un assistente giudiziario (dichiarando sorprendentemente che non sussistono ragioni di pubblico interesse che suggeriscano il diniego) senza provvedere in alcun modo alla sua sostituzione -: quale sia lo stato di attuazione delle annunciate misure di irrobustimento delle forze dell'ordine e dell'apparato giudiziario nel territorio della Sardegna, anche con riferimento alla applicazione del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, sull'istituzione del giudice unico di primo grado; quale valutazione faccia il Governo circa l'incremento e le trasformazioni che nel territorio della Gallura, in particolare nei maggiori centri della sua fascia costiera, subiscono le attivita' criminali, trasformazioni che, per non dir d'altro, sono espresse dal dato citato in premessa sull'incremento vertiginoso dei procedimenti penali annualmente aperti presso il Tribunale di Tempio; quale valutazione, in particolare, il Governo faccia sulla paventata prospettiva che a partire dal diffondersi di delitti quali usura, riciclaggio di danaro, traffico d'armi e di droga, racket estorsivo ed altri legati a disinvolte e sospette pratiche finanziarie e immobiliari, la criminalita' organizzata possa trovare facile terreno per insediare avamposti da cui irradiarsi in tutta l'Isola, segnando cosi' una pesante sconfitta dello Stato e un arretramento della battaglia per la legalita', giacche' il crimine organizzato estenderebbe la sua presenza a una parte del territorio del paese che non ha potuto finora avvolgere nei propri tentacoli; se ritenga il Governo che una tale non impossibile, anzi temibile prospettiva richieda un tempestivo, lungimirante, vigoroso intervento da effettuarsi con l'urgenza necessaria ad evitare che un simile processo compia avanzamenti dai quali sarebbe poi assai difficile e molto piu' dispendioso tornare indietro; se e quali misure, pertanto, il Governo intenda assumere perche' alle trasformazioni quantitative e qualitative della criminalita' in Gallura, tanto quelle in atto, quanto quelle potenziali, si risponda con una maggiore presenza sul territorio delle forze dell'ordine, assicurando che esse dispongano degli strumenti e delle specializzazioni adeguate al tipo di attivita' delittuosa che in quella parte della Sardegna sembra avere piu' probabilita' di espandersi; cio' anche in base alle ultime disposizioni emanate dal Ministro dell'interno circa la territorializzazione e la specializzazione dei diversi nuclei operativi della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza; quali misure, correlativamente, il Governo intenda assumere al fine di garantire che il Tribunale di Tempio, in primo luogo, possa contare sulla completezza effettiva degli organici previsti, cosi' dei magistrati come del personale amministrativo (anche consentendo immediatamente la sostituzione di coloro che sono stati collocati in aspettativa) e, in secondo luogo, venga dotato di una pianta organica ampliata che preveda, tra l'altro, l'aumento del numero dei sostituti procuratori; quali passi, infine, intenda compiere il Governo perche' trovino finalmente una adeguata risposta le denunce relative a gravi episodi di usura, per le quali qualche imprenditore della citta' di Olbia chiede da un tempo ormai troppo lungo che si giunga a una qualche decisione, anche in considerazione del fatto che simili vicende, quando non chiarite, non significano solo mancata tutela dei diritti soggettivi dei singoli, ma suscitano notevole allarme sociale e scoraggiano ulteriori intraprese economiche. (2-01121)

 
Cronologia
domenica 10 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Fiuggi, si svolge il congresso costitutivo dei Socialisti democratici italiani (SDI). Il partito entra a far parte della coalizione di centro-sinistra, L'Ulivo. Enrico Boselli è eletto presidente.

mercoledì 20 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro della giustizia Flick rassegna le dimissioni a seguito della fuga di Licio Gelli e del boss mafioso Pasquale Cuntrera. Il Presidente del Consiglio Prodi le congela in vista di una verifica nella maggioranza, che riconfermerà la fiducia al ministro.