Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01130 presentata da MANTOVANI RAMON (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980518
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: i cinque test atomici effettuati dall'India ed il test di risposta annunciato dal Pakistan segnalano una gravissima escalation dalle conseguenze imprevedibili, mettendo a nudo al contempo la strategia fallimentare delle potenze atomiche e la loro assurda pretesa di detenere, loro solamente, le armi nucleari; indipendentemente da chi le detiene, le armi nucleari devono essere dichiarate illegittime e contrarie sia al diritto internazionale che a quello umanitario, avviando su questa base una nuova stagione di disarmo atomico che porti al bando definitivo di questi strumenti di morte; la stagione del disarmo atomico e' stata bruscamente interrotta anche dall'irresponsabile decisione di allargamento di un patto militare nucleare, la Nato, a parte dell'Est europeo, emarginando l'Osce e l'Onu come organismi di tutela collettiva; questa decisione ha infatti finito per spingere la Russia a riprendere un ruolo di potenza verso l'Asia contribuendo alla ricerca atomica dell'India; parimenti la Cina ha replicato, in questa folle corsa, sostenendo il potenziale atomico pakistano -: se il Governo non ritenga necessaria una forte iniziativa italiana ed europea per la ripresa su scala planetaria dei negoziati sul disarmo nucleare, a cominciare dalle potenze che maggiormente detengono questi armamento di distruzione di massa, e, conseguentemente, l'adozione di una politica che affidi la sicurezza ad organismi rappresentativi della totalita' della comunita' umana (Onu in primis) depotenziando e scoraggiando invece patti militari di parte; se il Governo non ritenga, ora che l'incubo nucleare sembra prepotentemente riaffacciarsi sulla faccia della terra, di bandire dal territorio della Repubblica italiana le armi atomiche presenti nelle basi militari, come contributo fattivo al disarmo e come gesto di inequivocabile volonta' del nostro Paese di dissociarsi da questi strumenti di morte. (2-01130)