Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3RI/02431 presentata da TURRONI SAURO (MISTO) in data 19980528
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: la frequenza e l'intensita' degli eventi calamitosi che investono l'Italia sono crescenti; praticamente ogni pioggia, ormai, determina alluvioni, straripamenti, frane, provocando vittime e danni; i suoli sono dilavati, estese superfici sono soggette a subsidenza, le coste sono erose; il dissesto idrogeologico ha assunto dimensioni tali da costituire la vera emergenza ambientale prioritaria; il sessantacinque per cento circa del territorio nazionale e' sottoposto a rischio idrogeologico, e cio' interessa 4.600 comuni; alluvioni e frane hanno provocato nel dopoguerra 3.634 morti; gli interventi per assicurare i soccorsi, per riparare i danni, per le azioni di ripristino e per rifondere le perdite hanno provocato una spesa di ottantamila miliardi negli ultimi dieci anni, mentre nei quaranta anni precedenti l'onere sopportato dallo Stato e' stimato in circa 3.000 miliardi all'anno; tutto cio' e' stato determinato da un dissennato uso del suolo in assenza di una corretta politica per la salvaguardia e la tutela del territorio; ai rischi provocati dal dissesto idrogeologico si aggiungono quelli derivanti dalla sismicita' del territorio e dalla presenza di vulcani, quelli provocati dall'abbassamento del suolo, dall'erosione delle coste e dall'inquinamento delle falde idriche; un enorme debito pubblico, rappresentato dalle risorse necessarie per riparare i danni provocati dalle catastrofi naturali e non calcolabile nella sua entita', grava sulle spalle del nostro Paese fino al punto di minacciare anche la stessa economia; di questo enorme "debito pubblico ambientale" paghiamo ogni anno oltre settemila miliardi di interessi per la riparazione dei danni, senza incidere minimamente sul "capitale" e cioe' senza ridurre in alcun modo i fattori di rischio; e' assolutamente necessario predisporre una seria ed efficace politica di risanamento del territorio, da attuare in tempi rapidi, che consenta di impostare un "piano di rientro" di cio' che abbiamo definito debito pubblico ambientale; occorre quindi avviare un grande programma nazionale di sistemazione e messa in sicurezza del territorio, superando la fase dell'emergenza, interrompendo la spirale provocata "dall'industria delle catastrofi", che mantiene inalterato il livello di rischio, avviando un vasto piano di interventi a carattere preventivo, di manutenzione, di recupero e consolidamento, di regimazione e di ripristino di condizioni di naturalita' -: quali provvedimenti intenda adottare il Governo al fine di imprimere una svolta nella propria politica, ponendo al centro della sua azione il risanamento del territorio e dell'ambiente e la riduzione dei rischi che incombono sui cittadini, sulle loro case e sulle loro attivita' economiche, prefiggendosi un ulteriore obiettivo di risanamento per una "Maastricht dell'ambiente", per salvare l'Italia da un enorme debito pubblico nascosto che ci allontana dall'Europa e che e' quello accumulato in anni del malgoverno del territorio. (3-02431)