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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01180 presentata da MALAVENDA ASSUNTA (MISTO) in data 19980609

Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della sanita' e di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: nell'interrogazione 4-13118 del 15 ottobre 1997, rimasta finora senza risposta, l'interrogante ricordava come sabato 11 ottobre 1997, alle ore 12,30 circa, fosse morto il signor Giuseppe Biason, collaudatore, dipendente della Fiat auto spa, stabilimento di Pomigliano d'Arco, a seguito di un grave incidente, mentre svolgeva un turno di lavoro in straordinario, su un rettilineo della pista di collaudo dello stabilimento; probabilmente a causa di una vasta pozzanghera d'acqua presente sulla pista, la vettura guidata in collaudo dal signor Biason, l'Alfa 156, subiva una sbandata determinando la conseguente perdita, da parte del signor Biason, del controllo dell'auto che scavalcava il guard rail di sinistra, scivolandovi sopra per qualche decina di metri e capovolgendosi successivamente per andare infine ad impattare - accartocciandosi - con la parte posteriore contro un pilastro di cemento armato, rimbalzando poi di nuovo sulla pista e sbalzando fuori il corpo del signor Biason attraverso il parabrezza anteriore. Il signor Biason veniva soccorso, in un primo momento, dai propri colleghi di lavoro e, dopo circa 15 minuti si recava sul posto l'autoambulanza dell'infermeria di fabbrica. Successivamente si recavano sul luogo dell'incidente la polizia del commissariato di Acerra, l'ispettorato del lavoro e la magistratura che mettevano la pista sotto sequestro. La pista di collaudo e' fatiscente e, indipendentemente da quanto disposto dalle vigenti normative antinfortunistiche e preventive (e dal puro buon senso), permane ad oggi inalterata nella sua inadeguata strutturazione cosi' come fu costruita circa 26 anni fa, presentando tra l'altro numerosi avvallamenti che, quando piove, si trasformano in enormi pozzanghere a causa della totale assenza di manutenzione. Quel sabato mattina vi sono stati per l'appunto ripetuti e copiosi rovesci; la sbandata della vettura che ha comportato la morte del signor Biason e' cominciata proprio all'altezza di una di queste pozzanghere come avranno ben potuto constatare gli stessi periti incaricati dall'autorita' giudiziaria durante il sopralluogo. E' probabile che l'impatto della vettura con la grossa pozzanghera d'acqua esistente sulla pista abbia causato comunque la sbandata - se non una sorta di vero e proprio "effetto acqua planning" che, magari, e' stato addirittura amplificato dalla particolare conformazione a "fondo piatto" dell'Alfa 156, determinata dalla protezione sottostante il motore in "abbinamento" col parasassi esistente nei vani ruota - che ne ha compromesso la stabilita' di marcia; i guard rail sono inadeguati e non esiste alcuna idonea protezione ai lati della pista. Tali misure avrebbero magari potuto "tenere in pista" la vettura impedendo lo scavalcamento del guard rail e lo scivolamento su di esso da parte della vettura, con il relativo capovolgimento ed il conseguente impatto sul pilastro di cemento armato. Cio' in considerazione del fatto che una pista di collaudo non e' una semplice strada, dal momento che vi transitano per l'appunto vetture da controllare e quindi a rischio. L'air bag infine non ha funzionato; alcuni mesi prima, mentre i signori Romanello e Vitale effettuavano i collaudi su pista nella curva parabolica, accadeva che la prima vettura scaraventava sul parabrezza anteriore della vettura che seguiva un sampietrino. La situazione di estremo, mortale pericolo, fortunatamente conclusasi senza alcuna tragedia, era stata causata dal fondo sconnesso della curva parabolica che non ha mai conosciuto alcuna seria manutenzione preventiva, limitandosi l'azienda a semplici e saltuari rattoppi; l'inesistenza di una rete protettiva ai lati della pista consente a branchi di cani randagi di stazionare e/o attraversare la pista durante le prove di collaudo: sono numerosissimi gli incidenti con rischio mortale capitati in questi anni. Lo stesso ispettorato del lavoro ha potuto constatare di persona, durante il sopralluogo di sabato 11 ottobre 1997, la presenza, a lato pista, proprio all'altezza dell'incidente, del cadavere di un cane randagio morto e lasciato "in zona" da circa una settimana, con la contestuale presenza di branchi di cani randagi che si intrattenevano proprio all'interno della pista stessa; la mancanza di qualsiasi sottopassaggio - o sovrappasso - costringe numerosi lavoratori ad attraversare la pista quotidianamente con gravissimo rischio per tutti, in quanto l'alternativa - ben piu' pericolosa - consiste nella perimetrazione a piedi della pista (da anni l'azienda ha soppresso un apposito servizio di minibus): un percorso di circa tre chilometri, senza marciapiede, che costringe i lavoratori a camminare tra bisarche e camions che transitano in velocita' e che entrano dall'ingresso n. 1 e costeggiano un lungo tratto della pista di collaudo; infine detto percorso e' invaso da erbacce, ed e' rifugio di branchi di cani randagi, topi e serpenti; lo Slai Cobas, attraverso il suo delegato alla sicurezza, ha ripetutamente richiesto alla direzione aziendale - formalmente, verbalmente e per iscritto - di visionare il previsto "documento di valutazione dei rischi aziendali" ai sensi del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e la Fiat si e' sempre rifiutata ostinatamente di adempiere a questo suo espresso obbligo di legge con l'esplicito intento di sottrarsi a qualsiasi possibilita' di controllo da parte del delegato alla sicurezza dell'organizzazione sindacale Slai Cobas. E' evidente lo scopo di occultare le pericolose zone di rischio, e le inerenti violazioni aziendali, considerando inoltre che la valutazione di esposizione a rischio dei lavoratori e' utile, tra l'altro, anche ai fini della dichiarazione annuale d'esercizio che le aziende devono trasmettere obbligatoriamente all'Inail e su cui si definisce l'entita' economica della polizza assicurativa; non risultano attuate idonee misure protettive individuali per i collaudatori della pista che non hanno in dotazione nemmeno un casco protettivo; lo stesso signor Biason, al momento dell'incidente, non era munito di alcun casco protettivo; per motivi di badget l'infermeria nei giorni di sabato e domenica, a fronte di centinaia, a volte migliaia, di lavoratori comandati in straordinario - lavora a ranghi ridotti ed inadeguati che comportano precarie possibilita' di idoneo pronto soccorso in caso di gravi incidenti o malori; se da un lato la direzione aziendale si sottrae consapevolmente agli espressi obblighi di legge per impedire allo Slai Cobas la visionatura delle mappe di rischio ed il relativo e previsto obbligo sindacale di controllo e di intervento, bloccando cosi' l'attivita' del delegato alla sicurezza (Ris), dall'altro lato svolge ripetute riunioni "accomodanti" con delegati di organizzazioni sindacali "gradite" che risultano da un lato ininfluenti ai fini di una sostanziale, efficace e corretta tutela dei lavoratori, dall'altro fungono da vera e propria copertura sindacale consapevole delle violazioni di legge dell'azienda, magari in cambio di qualche favore o clientela. E vi sono state ripetute "riunioni sindacali" di questo genere, anche relativamente alla stessa pista di collaudo; la vigente normativa in materia pone l'espresso divieto di ricorso strutturale alla prestazione lavorativa in straordinario, che e' invece consentita solo quando tale prestazione ha carattere esclusivamente saltuario ed eccezionale (per l'appunto "straordinario"). E' obbligo delle aziende sia di concordare lo straordinario con le organizzazioni sindacali, sia di darne dettagliata comunicazione al competente ispettorato provinciale del lavoro, indicando i motivi di ordine tecnico produttivo che hanno imposto il ricorso allo straordinario e quelli che hanno impedito l'assunzione di altri lavoratori. Comunque, anche nel caso di straordinario occasionale, e' vietato il superamento delle due ore per turno di lavoro, e le complessive otto ore settimanali. Recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione stabiliscono che tali disposizioni costituiscono norme di "ordine pubblico, sanzionate anche penalmente, e volte a tutelare la salute psicofisica del lavoratore, che sono applicabili anche nel caso di aziende in cui si eseguano lavori a ciclo continuo". La Fiat viola sistematicamente l'intera normativa richiamata; alla Fiat Auto di Pomigliano d'Arco, a fronte di un decennio di sistematica cassa integrazione di massa - ormai si lavora quasi a part time - concessa per "stato di crisi o ristrutturazione" (come risulta da apposita documentazione visionata dalla scrivente presso l'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione di Napoli), vi e' un ricorso massiccio, intensivo, e strutturale al lavoro straordinario all'interno dei turni, di notte, di sabato e domenica, con interi turni di produzione ordinaria realizzati in lavoro straordinario. Gli stessi collaudatori della pista sono costretti mediamente a due ore di straordinario a fine turno, sia alla fine del primo turno che del secondo turno, ed il sabato lavorativo (spesso anche la domenica), ed addirittura a smontare dal lavoro il venerdi' alle ore 22.00 - se non alle 24.00 - per riprendere il lavoro alle 06.00 di mattina del sabato successivo. Tali fatti sono riscontrabili dai cartellini marcatempo e dai rilievi presenze, e sono diffusi in tutti i reparti della fabbrica; e' necessario che il Governo dia una risposta agli interrogativi sollevati nella richiamata interrogazione -: quali siano i programmi e le strategie del Governo per contrastare l'aumento del numero di incidenti sul lavoro in Italia (centinaia di migliaia che provocano migliaia di morti l'ano), per assicurare alla giustizia i responsabili degli stessi, per dissuadere le aziende dall'abituale ricorso al lavoro straordinario. (2-01180)





 
Cronologia
lunedì 1° giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    È istituita la Banca centrale europea.

martedì 9 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il presidente della Camera, Violante, cancella il testo di riforma costituzionale dal calendario dei lavori dopo aver ricevuto comunicazione dal presidente della Commissione bicamerale Massimo D'Alema della impossibilità politica di proseguire la discussione.

lunedì 15 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Consiglio europeo riunito a Cardiff, nel Regno Unito, enuncia gli elementi essenziali della strategia dell'Unione europea per proseguire le riforme economiche volte a promuovere crescita, prosperità, occupazione e inserimento sociale, stabilendo orientamenti e calendario dei futuri negoziati di Agenda 2000.