Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00051 presentata da DEDONI ANTONINA (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19980616
Considerato che nonostante la Convenzione 138 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), che fissa l'eta' minima di ammissione al lavoro al compimento della scuola dell'obbligo, il lavoro dei bambini al disotto dei 15 anni e' una realta' diffusa ed in preoccupante crescita: 120 milioni di bambini fra i 5 e i 14 anni lavorano a tempo pieno e per altrettanti il lavoro e' una attivita' a tempo parziale, dopo la scuola; sono concentrati in Asia, Africa e America Latina; anche nei Paesi industrializzati il lavoro infantile e' in aumento: si stima che in Europa siano due milioni i minori occupati irregolarmente; in Italia nel 1997 su 25.120 aziende controllate dal Ministero del lavoro, si sono scoperti 1.578 casi di minori occupati irregolarmente e un'indagine dell'Istat del 1988/89, stimava in 322 mila il numero dei bambini italiani che lavorano; l'articolo 32 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo (ratificata dal nostro Paese nel 1991 e da ben 187 Stati in tutto il mondo) obbliga i Governi a tutelare i bambini dallo sfruttamento economico e da qualsiasi lavoro che comporti rischi o che possa mettere a repentaglio la loro educazione, la loro salute o il loro sviluppo fisico; richiamata anche la Carta europea dei diritti del fanciullo del 1992, che, al paragrafo 8.39, sancisce che ogni fanciullo deve essere protetto da qualunque tipo di sfruttamento economico, nessun fanciullo deve iniziare a lavorare in modo permanente prima dei sedici anni di eta' e in nessun caso prima di avere terminato il periodo di formazione scolastica obbligatoria; ricordato che il 26 giugno 1997 il Consiglio d'Europa ha votato una raccomandazione che impegna tutti i paesi membri ad una strategia integrata per debellare questa drammatica piaga; nell'ambito dello sfruttamento del lavoro infantile sono state evidenziate alcune tipologie particolarmente gravi, cosi' pregiudizievoli per il fisico e la mente da dover essere considerate in via prioritaria e ad esso si accompagnano forme di abuso ancora piu' gravi e intollerabili quali condizioni di vera e propria schiavitu', collegate alla mancata o non adeguata retribuzione, condizioni subumane dei luoghi di lavoro, fino all'abuso e allo sfruttamento sessuale dei minori che lavorano; nella Conferenza, in corso a Ginevra fino al 18 giugno, l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) proporra' agli Stati Membri il varo di una nuova convenzione proprio sulle forme intollerabili di lavoro minorile nel mondo, dotando tale convenzione degli strumenti atti a renderla efficace; peraltro, il solo l'1 per cento delle spese destinate agli armamenti, a livello mondiale, garantirebbe l'istruzione a tutti i bambini del mondo e meno del 10 per cento delle stesse offrirebbe a tutti gli abitanti del pianeta condizioni di vita accettabili; sottolineato che, per quanto riguarda la situazione italiana; la Commissione Lavoro della Camera dei deputati ha concluso un'indagine conoscitiva sul lavoro nero e sul lavoro minorile nella quale si evidenziano la difficolta' a quantificare con precisione il fenomeno del lavoro dei bambini in Italia e a determinarne le diverse tipologie, nonche' la distribuzione geografica; e, contemporaneamente, la necessita' di rimuovere te cause indirette (stato di poverta' materiale e culturale delle famiglie, dispersione scolastica) dell'offerta di lavoro minorile e di incidere piu' fortemente sul fenomeno della domanda da parte delle imprese, di questa grave forma di lavoro illegale; le condizioni economiche del Mezzogiorno fanno si che questo problema, secondo l'indagine predisposta nel 1996 dal Ministero del lavoro, sia presente particolarmente in tali regioni e vada di pari passo con l'abbandono scolastico; il Governo italiano ha sottoscritto, nelle scorse settimane, un accordo con le parti sociali per incentivare nell'ambito del commercio estero, iniziative analoghe a quelle spontaneamente sorte tra imprenditori e sindacati in alcune aziende italiane per il controllo delle aziende estere fornitrici di semilavorati e i Ministeri del lavoro e della solidarieta' sociale hanno ritenuto opportuno lavorare per individuare, con l'ISTAT e con l'OIL, strumenti piu' adeguati di rilevazione statistica del fenomeno in Italia; impegna il Governo: a sostenere alla Conferenza di Ginevra l'approvazione della nuova convenzione internazionale che elimini le forme piu' gravi, intollerabili e pregiudizievoli di lavoro minorile nel mondo e ad incrementare in sede OIL il sostegno al programma IPEC, appositamente promosso per combattere il ricorso al lavoro dei bambini; nell'ambito della cooperazione allo sviluppo ad aumentare lo stanziamento delle risorse fino al raggiungimento della quota dello 0,7 per cento del prodotto interno lordo, obiettivo raccomandato in sede Ocse-Dac, nonche' a destinare una quota consistente dei fondi allo sviluppo sociale, sostenendo progetti specificatamente mirati (istruzione, salute, piccolo credito, eccetera) ed, infine, a favorire interventi alternativi come il commercio equo e solidale che collega direttamente i produttori autorganizzati ai consumatori; a farsi promotore dell'introduzione, anche all'interno della OMC (Organizzazione mondiale del commercio) di una "clausola sociale" negli accordi commerciali internazionali che sia riconosciuta attraverso un marchio di qualita' etica e che attesti che i prodotti non derivano ne' da lavoro minorile, ne' da sfruttamento di lavoro adulto, nonche' ad incentivare il sistema preferenziale dell'Unione europea che prevede sgravi tariffari per le merci provenienti dai Paesi che si impegnano contro il lavoro infantile; a impegnarsi per la cancellazione del debito estero dei Paesi piu' poveri, qualora i Paesi debitori convertano il debito condonato in programmi sociali; a dotarsi in tempi rapidi degli adeguati strumenti per la rilevazione quantitativa e qualitativa del fenomeno e ad intensificare l'attivita' di controllo sul territorio da parte degli ispettorati del lavoro, fornendo annualmente alle competenti Commissioni parlamentari un rapporto sulla situazione del lavoro minorile in Italia; a promuovere tra le finalita' della legge n. 285 del 1997, sia a livello di governo centrale sia da parte degli enti locali, progetti specificatamente mirati alla eliminazione del lavoro minorile nel nostro Paese e alla rimozione delle cause che determinano l'offerta di lavoro, destinando a tale progetti ulteriori, adeguate risorse; a incentivare a livello nazionale le iniziative di accordo tra le parti sociali finalizzate al controllo e all'eliminazione in Italia e nel mondo del lavoro dei bambini nei processi produttivi. (6-00051)