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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00514 presentata da OCCHETTO ACHILLE (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19980617

La III Commissione, premesso che: gli esperimenti nucleari condotti da India e Pallistan, oltre a rappresentare una gravissima minaccia per l'intera umanita', hanno avuto il fine di rimettere in discussione gli equilibri egemonici mondiali; la Commissione esteri, nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulla riforma dell'ONU, ha rilevato che l'attuale assetto dell'ordine mondiale, rappresentato dai cinque Stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza con diritto di veto, appare inadeguato rispetto alla mutata realta' geopolitica del post guerra-fredda ed e' tra le principali cause della crisi di legittimazione dell'ONU; il Trattato contro la proliferazione delle armi nucleari del 1968, se non attuato in tutte le sue parti, finisce per sancire la divisione del mondo in due categorie di Stati, da una parte quelli legittimati a detenere armi nucleari, dall'altra tutti gli altri, cui e' vietato lo sviluppo di armi nucleari; le cinque potenze nucleari, nonche' membri permanenti del Consiglio di sicurezza, benche' rappresentino di fatto un ristretto club di Stati dotati di poteri molto piu' accentuati rispetto a tutti gli altri, non hanno dato prova di responsabilita' altrettanto accentuata, avendo ripetutamente disatteso gli impegni derivanti dal Trattato di non proliferazione nucleare, ed in particolare l'impegno a condurre negoziati per il disarmo nucleare totale e quello a non fornire assistenza tecnica e materiale ai paesi non nucleari per lo sviluppo di armi atomiche; gli esperimenti nucleari condotti da India e Pakistan denunciano il fallimento degli strumenti esistenti contro la proliferazione nucleare, conseguente alla loro mancata attuazione; negli ultimi anni si e' fatta strada una crescente consapevolezza della necessita' della abolizione delle armi nucleari, che e' andata ben oltre gli ambienti pacifisti coinvolgendo personalita' di altissimo livello, tra cui alcune che hanno recentemente rivestito le piu' alte responsabilita' esecutive in campo nucleare militare; l'atteggiamento delle autorita' e dell'opinione pubblica indiane e pakistane in occasione dei test nucleari ha chiaramente fatto emergere insofferenza rispetto allo status quo degli assetti di potere mondiale; il contenzioso indo-pakistano sul Kashmir, che ha gia' provocato tre guerre, non ha finora ricevuto la dovuta attenzione internazionale, finendo cosi' per trasformarsi in una minaccia di dimensioni catastrofiche; occorre fermare al piu' presto la corsa al riarmo da qualunque parte essa provenga, evitando di usare misure economiche che colpiscono le fasce piu' deboli della popolazione e che hanno gia' dimostrato la loro inutilita'; la nuova fase di rincorsa nucleare, ed il conseguente rischio di un 'effetto domino, potra' essere fermata solo se i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dimostreranno di avere l'autorita' morale per guidare un processo di disarmo che riguardi loro stessi per primi; appare sempre piu' urgente individuare soluzioni percorribili per avviare una riforma in senso democratico delle istituzioni che governano i processi mondiali, in particolare prevedendo una maggiore rappresentanza dei paesi meno sviluppati' nel Consiglio di sicurezza dell'ONU, anche con meccanismi di rotazione regionale; impegna il Governo: ad assumere, in ogni appropriata sede internazionale, una netta posizione a sostegno del processo di disarmo nucleare; a lanciare un'iniziativa per una nuova fase negoziale sul disarmo nucleare, affrontando il problema della proliferazione congiuntamente a quello della graduale riduzione degli armamenti nucleari, con l'obiettivo di giungere alla messa al bando globale. (7-00514) (Nuova formulazione)

 
Cronologia
lunedì 15 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Consiglio europeo riunito a Cardiff, nel Regno Unito, enuncia gli elementi essenziali della strategia dell'Unione europea per proseguire le riforme economiche volte a promuovere crescita, prosperità, occupazione e inserimento sociale, stabilendo orientamenti e calendario dei futuri negoziati di Agenda 2000.

martedì 23 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il gruppo di Rifondazione comunista preannuncia il proprio voto contrario al disegno di legge di ratifica dell'accordo sull'allargamento della NATO, già approvato dal Senato, e all'esame della Camera. Il Presidente del Consiglio Prodi, intervenendo nella discussione, sottolinea il carattere prioritario per il Governo dell'approvazione del provvedimento, e dichiara che dopo il voto, riferirà al Capo dello Stato. Il disegno di legge viene approvato con il voto favorevole dell'UDR, l'astensione di AN e di Forza Italia e il voto contrario di Rifondazione e della Lega Nord. Subito dopo il Presidente del Consiglio incontra il Presidente della Repubblica Scalfaro, il quale lo invita a promuovere una approfondita verifica all'interno della maggioranza.