Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00289 presentata da PISANU GIUSEPPE (FORZA ITALIA) in data 19980702

La Camera, premesso che: lunedi' 29 giugno 1998 i piu' importanti quotidiani italiani hanno riportato ampi stralci di un'intervista rilasciata dal PM milanese, dottor Pier Camillo Davigo, al giornalista Stefano Vaccara per il giornale "America Oggi"; nella citata intervista il Sostituto Procuratore, a proposito dell'avviso di garanzia inviato il 22 novembre 1994 a Silvio Berlusconi, mentre, da Presidente del Consiglio, presiedeva a Napoli la Conferenza Onu contro la criminalita', ha dichiarato: "Berlusconi era stato gia' condannato per falso in bilancio dal Tribunale di Milano ed era sottoposto a procedimenti penali molto gravi, in alcuni dei quali le prove erano molto consistenti" e poi chiede retoricamente: "Una persona in quelle condizioni deve esporsi a presiedere una conferenza internazionale? Deve esporre il prestigio del Paese in questo modo?; nella serata dello stesso lunedi 29 giugno, il leader di forza Italia, durante una conferenza stampa, ha definito le dichiarazioni del PM milanese come "un fatto molto grave, da meditare", ed ha poi precisato: "l'odio politico, ideologico e direi teologico dimostrato contro di me da parte del pool di Milano e' cosi' evidente e tale da contagiare, inquinare tutto il sistema giudiziario che, sentiti i miei avvocati, ho deciso di chiedere il trasferimento di tutti i procedimenti che mi riguardano in altra sede"; il leader del Polo ha annunciato, inoltre, di voler querelare il dottor Davigo, nonche' di essere intenzionato a chiedere alla procura di Brescia, competente per i procedimenti riguardanti magistrati del distretto milanese, misure interdittive contro i PM del pool; il dottor Pier Camillo Davigo, ha smentito quanto dichiarato al giornale "America Oggi", non volendo fare la figura di chi non sa leggere un certificato penale, affermando: "Non ho mai detto che nel novembre del 1994, Berlusconi era stato gia' condannato, io questa frase non l'ho mai pronunciata dal momento che nel novembre 1994, come tutti sanno, Berlusconi doveva ancora essere processato... a mio giudizio Berlusconi, che sapeva d'essere oggetto d'indagini, avrebbe potuto astenersi dal presiedere quell'assise non sotto il profilo della legittimita', ma sotto quello dell'opportunita... Noi magistrati non sapevamo che lui era a Napoli per quel convegno"; il giornalista Stefano Vaccara, replicando al PM milanese, ha ribadito l'autenticita' delle affermazioni riportate nell'intervista e da lui registrate, precisando: "la sola differenza e' che nella registrazione Davigo mette tutto al presente e dice che Berlusconi e' gia' stato condannato invece che era, ma il senso e' identico, dall'inizio alla fine. Davigo invece smentisce tutta la frase..."; considerato che: le dichiarazioni del dottor Pier Camillo Davigo, considerate sia la parte riportata da "America Oggi", sia le successive precisazioni e smentite, nei confronti del Presidente Silvio Berlusconi, sono di una gravita' eccezionale, poiche' il PM milanese si consente addirittura di esprimere giudizi sulla stessa legittimazione politica dell'allora Presidente del Consiglio; i giudizi espressi dal dottor Davigo sul ruolo politico di Silvio Berlusconi mostrano una concezione della Procura di Milano come contropotere politico, foriera di conflitti distruttivi delle istituzioni; il dottor Davigo ha ripreso il sinistro invito del dottor Francesco Saverio Borrelli a farsi da parte per coloro che ad insindacabile giudizio dello stesso procuratore capo, avessero "sche'letri nell'armadio e vergogne del passato"; il Presidente Silvio Berlusconi e' stato raggiunto a mezzo stampa ("Corriere della Sera") dalla notizia dell'avviso di garanzia per il "caso Guardia di Finanza" e nonostante questo lo stesso Davigo sostiene che il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto essere a conoscenza dell'indagine sul proprio conto; il dottor Davigo e' evidentemente convinto che il "rito ambrosiano" abbia ormai sostituito il Codice di procedura penale e che pertanto l'altro famoso avvertimento del Procuratore capo Borrelli - "Siamo vicini a livelli politici e finanziari molto elevati" - dovesse a tutti gli effetti costituire valida e formale notifica giudiziaria contro Silvio Berlusconi; la giustificazione che i magistrati del pool di Milano non fossero a conoscenza dell'esistenza dell'assise di Napoli, appare quanto mai singolare ove si rammenti la pubblicita' di quell'evento, nonche' i colloqui telefonici che sarebbero intercorsi fra il dottor Borrelli e il Presidente della Repubblica in relazione all'avviso di garanzia contro il capo del governo e l'insistenza del dottor Antonio Di Pietro per una sua partecipazione a detta conferenza Onu; e' manifesto che l'atteggiamento del pool di Milano nei confronti del Presidente Silvio Berlusconi va oltre il dovere d'ufficio, fino al punto inaudito da far assumere ad un indagato le vesti di rappresentante illegittimo e politicamente inopportuno del popolo italiano; il Presidente Berlusconi ha presentato formale denuncia, presso la competente Procura di Brescia, contro il Procuratore Borrelli ed alcuni suoi sostituti al fine di stabilire la verita' giudiziaria su una serie di singoli abusi, aventi autonoma rilevanza penale, ma tutti tasselli di un unico disegno di destabilizzazione politica; alla Procura di Brescia deve essere assicurato di poter indagare senza alcun condizionamento e pressione; gli uffici giudiziari competenti sono chiamati a giudicare in merito al compimento di illeciti penali da parte del Pool di Milano, ma il Parlamento non puo' esimersi dal condannare un uso strumentale della giustizia per fini dichiaratamente politici; la volonta' politica che ha animato l'azione del Pool, che oggi viene platealmente confessata dal PM dottor Davigo, e' anche documentata giudiziariamente da una sentenza del Tribunale di Brescia in merito al comportamento dell'allora PM Antonio Di Pietro; ciascun cittadino della Repubblica italiana ha diritto al giusto processo e ad essere giudicato da magistrati terzi e imparziali, privi quindi di pregiudizi ideologici o di timori psicologici nei confronti di una Procura politicamente influente; i giudici del Tribunale di Milano in piu' occasioni non si sono dimostrati effettivamente terzi e liberi da quella che la stessa Corte di Appello di Milano ha efficacemente definito "sudditanza psicologica a PM troppo potenti" quando si e' occupata dalla ricusazione del Presidente Crivelli in ordine all'episodio del "Bastone e della carota" in uno dei processi a Silvio Berlusconi; in ogni caso le esternazioni del dottor Davigo contengono apprezzamenti su procedimenti in corso in cui lo stesso Davigo esercita le funzioni requirenti e pertanto, tale comportamento integra gli estremi per un procedimento disciplinare, secondo la circolare del Ministro Flick in tema di esternazioni dei magistrati; impegna il Governo a compiere rapidamente tutti gli atti urgenti, necessari ed idonei che rientrano nelle sue competenze, finalizzati a ristabilire negli uffici giudiziari milanesi il principio di legalita' nonche' a sanzionare ed evitare il protrarsi ed il ripetersi dei gravi fatti citati in premessa, che ledono i diritti e le garanzie fondamentali del cittadino e che sono il segno tangibile di un uso politico del processo penale. (1-00289)

 
Cronologia
lunedì 29 giugno
  • Politica, cultura e società
    La segreteria di Rifondazione comunista discute un ordine del giorno che ipotizza per la prima volta una collocazione diversa del partito rispetto al governo, ma è scontro con Armando Cossutta che spinge per la ricerca di un accordo.

giovedì 2 luglio
  • Politica, cultura e società
    L'Udr tiene la convenzione costituente. Cossiga, presidente onorario, indica Mastella come segretario del partito, Buttiglione come presidente dell'esecutivo e Scognamiglio come presidente dell'assemblea nazionale. Lancia inoltre un appello ai centristi dei due poli e a Prodi per una lista unitaria alle elezioni europee.

lunedì 13 luglio
  • Politica, cultura e società
    Processo All Iberian 1: Berlusconi viene condannato in primo grado a 2 anni e 4 mesi di reclusione e Craxi a 4 anni per il reato di finanziamento illecito ai partiti.