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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01290 presentata da GAMBALE GIUSEPPE (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19980717

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, dell'interno e dei lavori pubblici, per sapere - premesso che: la cooperativa edilizia a responsabilita' limitata Queen, con sede in Melito (Napoli) alla via A. Morrone n. 59 e' stata dichiarata fallita nel dicembre 1995; le oltre cento famiglie dei soci hanno in buona parte, e in alcuni casi interamente - per non accollarsi il mutuo, - versato le quote per l'acquisto degli alloggi (circostanza documentabile attraverso le quietanze e le fotocopie degli assegni) e sono state normalmente immesse nel possesso con la consegna delle chiavi; nessuna formalizzazione dell'acquisto e' tuttavia avvenuta perche' non e' stato firmato alcun rogito notarile ed ora l'istituto bancario che ha concesso il mutuo fondiario, il Banco di Napoli, pretende la restituzione del denaro, mentre, secondo l'interrogante illegittimamente, il curatore fallimentare fingendo d'ignorare che c'e' stato un effettivo pagamento, accusa i soci di occupare abusivamente gli immobili acquistati, citandoli in giudizio innanzi al Tribunale di Napoli e pretendendo anche il risarcimento dei danni causati dall'"illecita occupazione"; si giunge cosi' all'assurdo di considerare alla stregua di occupanti abusivi persone che hanno pagato fino in fondo quanto dovuto (in molti casi somme che superano i cento milioni), e per giunta disponibili a corrispondere anche piu' di quanto pattuito pur di vedersi riconosciuto un proprio diritto; i soci hanno presentato, infatti, una proposta transattiva che prevede un ulteriore accollo di spesa a loro carico per complessivi 4 miliardi circa di lire ma gli organi fallimentari hanno rifiutato tale proposta, senza indicare la cifra adatta a soddisfarne le pretese; sugli amministratori della cooperativa risultano essere in corso indagini per reati finanziari e accertamenti della DIA (come riportato dal quotidiano Roma del 5 giugno 1988), mentre alcuni individui, forse soltanto dei prestanome, sono stati rinviati a giudizio per truffa ed estorsione: l'udienza dibattimentale e' prevista per il 18 luglio 1998; appare particolarmente odiosa la circostanza secondo cui, corrisposto il grosso della cifra pattuita, i soci sarebbero stati costretti a pagare una somma non dovuta di 10 milioni per spese di voltura e 25 milioni, pena l'omessa stipulazione degli atti e delle trascrizioni, prospettando l'intervento della camorra della quale l'amministrazione della cooperativa doveva soddisfare le richieste; la Queen a responsabilita' limitata potrebbe avere usufruito, come alte cooperative edilizie della zona, dei finanziamenti previsti dal Fondo per il ristabilimento del Consiglio d'Europa; il complesso immobiliare e' stato realizzato su un suolo di proprieta' del comune di Melito rientrante nel piano di edilizia economica e popolare grazie ad un semplice diritto di superficie ad aedificandum che avrebbe dovuto spingere chi di dovere ai controlli previsti dalla legge, atteso che, secondo quanto esposto dai soci alla prefettura di Napoli, sin dall'inizio "il fabbricato non era stato realizzato in conformita' alla concessione edilizia"; con riferimento ad un caso analogo, relativo ad un'altra cooperativa di Melito, la Prima Casa, l'interrogante, gia' lo scorso febbraio, aveva rivolto un'interrogazione in ordine alla quale attende ancora una risposta; va segnalato, tuttavia, (e correttamente, nei mesi scorsi, se ne e' fatta carico anche la Rai) che nell'intera Campania e nella provincia di Napoli in particolare, quello delle cooperative edilizie fallite e indagate per truffa e' ormai un fenomeno che coinvolge migliaia di famiglie, dissanguandone i patrimoni e riducendole alla disperazione; nel solo comune di Melito in pochi anni sono state dichiarate fallite la Queen la Prima Casa e, ultimamente, anche la Copec srl: in tutti i casi sono state usate modalita' simili e i condomini rischiano di perdere l'abitazione e i risparmi; il fenomeno e' troppo vasto e troppo risalente (di una poco trasparente organizzazione di cooperative nell'area a nord di Napoli si parlava gia' nel 1989/1990 e ancor oggi una ditta interessata dalle indagini per la Queen realizza e vende i propri immobili) per non inscriverlo nell'ampia fenomenologia del locale, devastante, abusivismo edilizio legato a notevoli interessi camorristici. Al riguardo, giova ricordare che quasi nessuno dei grandi complessi realizzati nella zona e' dotato della prescritta licenza di abitabilita' -: quale sia la linea politica che il Governo intende tenere, in una fase di grande attenzione al diritto alla casa, tenuto conto anche del recente calo degli interessi sui mutui, di fronte ad un fenomeno delle dimensioni descritte che coinvolge centinaia di oneste famiglie campane; quali misure sia possibile adottare a tutela dei soci truffati della Queen a responsabilita' limitata e, piu' in generale, di tutti quelli delle cooperative citate, anche a tutela dell'ordine pubblico; se il Ministro dell'interno, dati i risvolti che la vicenda puo' avere in termini d'ordine pubblico, intenda sollecitare il prefetto a convocare un tavolo di trattative tra le parti interessate; se ritengano d'intervenire presso il Banco di Napoli affinche', a fini transattivi, accetti la convocazione di un tavolo di trattativa, riconoscendo i soci quali legittimi interlocutori, e indichi una somma in grado di soddisfarlo; quali controlli abbia effettuato la prefettura di Napoli in ordine alla realizzazione di un'opera edilizia tanto rilevante e se risultino le ragioni per cui il Banco di Napoli ha accettato fidejussioni che risultano irrisorie rispetto al valore dell'opera, erogando i mutui, a quanto e' dato sapere, non osservando le prescrizioni previste dalla legge in particolare; se risulti alla prefettura che, fin dalla sua nascita la costruzione sia stata difforme dai progetti e l'area stessa inferiore di ben 3000 metri quadrati rispetto a quella prevista e se che all'interno della zona su cui sarebbe poi sorto il complesso immobiliare popolare dovevano essere espropriate due ville, tuttora esistenti sull'area ed abitate; se risultino, accertati dalle competenti autorita' giudiziaria, nella gestione o nell'organizzazione delle cooperative citate, interessi della criminalita' organizzata e, in caso di risposta affermativa, se siano ravvisabili connivenze o atteggiamenti compiacenti da parte di organi istituzionali o degli istituti di credito interessati. (2-01290)

 
Cronologia
martedì 14 luglio
  • Politica, cultura e società
    La Commissione d'indagine sulla povertà presso la Presidenza del Consiglio rivela come nel 1997 siano saliti a 166 mila (11,2% della popolazione) i nuclei familiari in stato d'indigenza. Particolarmente colpite sono le famiglie più giovani.

mercoledì 22 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 324 voti favorevoli e 269 contrari, la risoluzione (n. 6-00059) presentata a seguito delle comunicazioni del Governo sulla verifica della maggioranza dopo il voto contrario del Gruppo di Rifondazione comunista sul ddl di ratifica dell'accordo sull'allargamento della NATO alle Repubbliche di Polonia, Ceca e di Ungheria, sulla quale il Governo ha posto la questione di fiducia.