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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01293 presentata da POZZA TASCA ELISA (MISTO) in data 19980720

La sottoscritta chiede di interpellare i Ministri dell'interno, degli affari esteri, per la solidarieta' sociale e per le pari opportunita', per sapere - premesso che: il 15 luglio 1998 a Venezia la squadra mobile ha smascherato una organizzazione finalizzata allo sfruttamento della prostituzione delle ragazze albanesi che agiva tra Veneto e Friuli; il pubblico ministero Rita Ugolini ha emesso tredici ordinanze di custodia cautelare in carcere per l'accusa di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, alla riduzione in schiavitu', all'introduzione di clandestini, applicando per la prima volta in Italia il 416 bis per la piu' efferata malavita albanese; lo scenario emerso dalle indagini della procura antimafia e della squadra mobile di Venezia e' di una brutalita' sconvolgente: le ragazze, spesso minorenni, venivano sequestrate in patria, da bande del luogo, quindi giunte in Italia venivano costrette a prostituirsi attraverso violenze carnali di gruppo, docce ghiacciate in pieno giorno, frustate con cavi d'acciaio. L'intimidazione, per evitare che qualcuna tentasse la fuga, continuava in patria con i familiari: una giovane ha dovuto assistere allo stupro della madre e della sorella di tredici anni. Il fratellino di un'altra e' stato gettato sotto un treno ed e' vivo per miracolo, ma ha perso una gamba; sempre da quanto si legge dal Gazzettino (giovedi' 16 luglio 1998) "le nuove ragazze arrivate, dopo aver subito una violenza di gruppo, venivano solitamente affiancate ad una ragazza piu' esperta, ed in certi casi erano costrette a salire nell'auto insieme a lei, per assistere dal vivo a cio' che le aspettava. Ciascuna doveva garantire dalle 500.000 mila alle 800.000 lire a notte. Ma l'aspetto forse piu' triste riguarda la sorte delle giovani che restavano incinte: di loro si occupava una delle due donne albanesi ricercate, che, con pratiche primitive le faceva abortire"; l'accusa di associazione mafiosa e' partita - oltre che dal clima intimidatorio ed omertoso e dall'accertato controllo del territorio - proprio dallo studio dei modelli comportamentali cui rispondevano gli indagati: e' venuto infatti alla luce il "codice Kanum", arcaica regola che pone al centro della vita sociale la famiglia, e nella famiglia relega la donna ad un ruolo assolutamente secondario, tanto da indicarla con la definizione di "piccola otre"; nelle indagini e' stato coinvolto anche un avvocato italiano, attualmente in carcere, che deve rispondere di concorso esterno nell'associazione: avrebbe infatti fatto figurare come collaboratrici familiari alcune ragazze albanesi che in realta' facevano le prostitute: se non intendano assumere iniziative urgenti al fine di: a) rendere ancora piu' penetrante l'azione di repressione e di controllo esercitata dalle Forze dell'ordine; b) favorire una maggiore qualificazione unitaria sul tema specifico del personale degli uffici immigrazione, dei posti di frontiera, in grado di permettere l'individuazione delle vittime potenziali; c) garantire alle ragazze gia' presenti sul territorio l'assistenza necessaria, anche attraverso l'istituzione di un numero verde cui segnalare la propria condizione di schiavitu'; c) sostenere le iniziative delle organizzazioni non governative volte a dare rifugio alle donne vittime della tratta. (2-01293)

 
Cronologia
martedì 14 luglio
  • Politica, cultura e società
    La Commissione d'indagine sulla povertà presso la Presidenza del Consiglio rivela come nel 1997 siano saliti a 166 mila (11,2% della popolazione) i nuclei familiari in stato d'indigenza. Particolarmente colpite sono le famiglie più giovani.

mercoledì 22 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 324 voti favorevoli e 269 contrari, la risoluzione (n. 6-00059) presentata a seguito delle comunicazioni del Governo sulla verifica della maggioranza dopo il voto contrario del Gruppo di Rifondazione comunista sul ddl di ratifica dell'accordo sull'allargamento della NATO alle Repubbliche di Polonia, Ceca e di Ungheria, sulla quale il Governo ha posto la questione di fiducia.