Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01296 presentata da BOATO MARCO (MISTO) in data 19980721
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere - premesso che: l'ordinanza ministeriale n. 455 del 1997 (educazione in eta' adulta) prevede l'istituzione di "centri territoriali permanenti per l'istruzione e la formazione in eta' adulta" che, come sottolinea anche l'introduzione del Ministro, rispondono all'esigenza di valorizzare le esperienze esistenti in questo ambito (articoli 1, 4: "i provveditori agli studi istituiscono i centri a partire da situazioni dove esistano consolidare esperienze"); il modulo di corso di scuola media per adulti del distretto 24 - Camposampiero (Padova) attivato presso la scuola media "Parini" di Camposampiero dall'anno 1980-1981 ha esteso la propria attivita' a partire dall'anno scolastico 1993-1994 nel carcere di Padova; l'e'quipe degli insegnanti di scuola media (quattro) operanti in tale ambito ha sviluppato durante gli ultimi dieci anni una avanzata esperienza di educazione permanente rivolta agli adulti, sia nel territorio del distretto che nel carcere (dove i corsi di scuola media sono passati da 1 a 3), prefigurando quanto la nuova normativa ha ora attuato. Oltre alle attivita' finalizzate alla licenza media infatti, nelle due sedi e in stretto coordinamento si svolgono da anni attivita' di formazione e di educazione permanente che vanno esattamente nella direzione dell'ordinanza ministeriale 455/1997, inoltre sono state attuate, anche durante l'appena concluso anno scolastico, attivita' che portano il carcere nella scuola e la scuola in carcere (mostra dei lavori fatti dai detenuti con permessi premio per i detenuti, incontri sui diritti civili, incontri di educazione civica sulla detenzione per le classi terze); molte attivita' di educazione permanente svolte attualmente in carcere sono state programmate, introdotte e organizzate dall'e'quipe degli insegnanti degli adulti della scuola "Parini" di Camposampiero (conferenze, rassegna stampa, coro); per realizzare queste attivita' di educazione permanente sono stati tessuti rapporti, anche dal punto di vista formale, con la direzione del carcere e con le amministrazioni comunale e provinciale, che hanno finanziato le attivita'; da tre anni l'e'quipe degli insegnanti dei corsi serali di Camposampiero lavora "in verticale" con gli insegnanti alfabetizzatori operanti all'interno del carcere; il provveditore agli studi di Padova, con decreto attuativo del 26 settembre 1997, ha deciso l'istituzione nella provincia di Padova dei seguenti quattro centri territoriali: Abano Terme, Cittadella, Camposampiero, Carcere (dipendente dall'XI circolo didattico di Padova). Questa scelta (che divideva Camposampiero dal carcere) ha rischiato di distruggere un lavoro tessuto da anni proprio sul terreno dell'educazione permanente. Infatti: a) ha allontanato dal carcere una dirigenza impegnata da anni nel settore con positivi risultati; b) ha posto gli insegnanti di fronte alla necessita' di scegliere tra un centro e l'altro, spezzando l'e'quipe e mettendo a rischio, dopo anni di consolidata e positiva esperienza, l'attivita' didattica sia in carcere che a Camposampiero; per evitare che quanto sopra lamentato avvenisse, gli insegnanti hanno proposto al provveditore agli studi (e ottenuto) di poter operare nell'anno scolastico 1997-1998 in entrambi i due centri istituiti (Carcere e Camposampiero), facendosi carico per spirito di servizio di ore suppletive e del rapporto con due dirigenze; i quattro insegnanti di scuola media titolari sul distretto 25-Camposampiero, che da oltre un decennio operano come e'quipe di educazione permanente, se verra', nella istituzione dei centri per il prossimo anno scolastico, ripetuta la scelta di separare Camposampiero dal carcere saranno costretti a scegliere di restare nel distretto 25 e cio' penalizzera' un'attivita' didattica viva e in sviluppo in un tessuto di utenza debole ed emarginata come quella del carcere; non esiste, ai sensi dell'ordinanza n. 455/1997, una questione di territorialita'; infatti l'articolo 1, comma 2 recita: "(I centri) hanno di norma configurazione distrettuale; potranno tuttavia essere istituiti centri interdistrettuali in relazione ai flussi di utenza". Si ricorda inoltre che la territorialita' del carcere e' di tipo particolare (tra l'altro sorge su zona demaniale), e che lo spirito complessivo dell'ordinanza non indulge in interpretazioni burocratiche e restrittive del concetto di "territorio", mentre insiste sulla valorizzazione delle esperienze esistenti; la dirigenza della scuola media di Camposampiero ha presentato un articolato e documentato progetto per l'istituzione, per l'anno scolastico 1998-1999, di un centro di educazione degli adulti a Camposampiero e in carcere -: quali centri per l'istruzione degli adulti saranno istituiti per l'anno scolastico 1998-1999 nella provincia di Padova; quali saranno i criteri adottati dal provveditorato agli studi di Padova per decidere l'istituzione dei centri territoriali (sentito il comitato provinciale previsto dall'articolo 10 dell'ordinanza ministeriale n. 455/1997, del quale, unico caso nel Veneto, non fanno parte i docenti che operano nel settore dell'educazione permanente); se il Ministro intenda, in una realta' delicata come il carcere, lasciar interrompere la continuita' di una attivita' didattica che ha dato negli ultimi anni risultati positivi (incremento delle classi e degli iscritti, fiorire di attivita' culturali e di educazione permanente, legate anche alle pene alternative alla detenzione, permessi premio, eccetera); se si intenda tener conto, nell'istituire i centri per il prossimo anno scolastico, della documentata esperienza pluriennale di educazione permanente e della professionalita' dell'e'quipe di insegnanti che opera da anni a Camposampiero e nel carcere di Padova e che ha contribuito a fare del Veneto una delle zone di avanguardia nel settore; se corrisponda allo spirito dell'ordinanza n. 455/1997, profondamente innovativa nel campo della scuola degli adulti ("istruzione durante tutta la vita, comune esigenza di valorizzare le esperienze fin qui condotte" diceva il Ministro nella premessa alla circolare), la scelta di disarticolare e spezzare una realta' scolastica e culturale cresciuta "storicamente" in modo unitario. (2-01296)