Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01316 presentata da SAONARA GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19980724
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro dei lavori pubblici per sapere, premesso che: la concessione alla societa' Autostrade Spa e' stata prorogata fino al 2038 con la motivazione che si tratterebbe di una attuazione del dettato normativo emergente dalle leggi n. 385 del 1968, n. 351 del 1985 e n. 359 del 1992, nel migliore interesse dell'aumento di valore della societa' ai fini di una piu' efficace privatizzazione; nello scorso mese di giugno, l'Anas avrebbe dovuto formulare una proposta tecnica in ordine all'eventuale rinnovo delle restanti ventiquattro concessioni autostradali, coinvolgenti i concessionari locali; alla luce delle riserve formulate dalla Corte dei conti in ordine alla proroga della concessione ad Autostrade Spa, ed alla luce dell'incertezza determinata dall'eventuale applicabilita' della normativa comunitaria, l'Anas non ha ritenuto di potere formulare tale proposta tecnica, trattandosi di questione da affrontare tramite indicazioni politiche che solo gli organi di Governo potrebbero fornire; la decisione, in quanto ritenuta strettamente politica, e' stata quindi demandata alla responsabilita' del Governo; intanto, il Cipe ha spostato il termine per la decisione in ordine agli eventuali rinnovi delle concessioni dalla fine di aprile alla fine di ottobre 1998, lasciando quindi un certo margine di tempo per la definizione delle questioni emergenti in ordine alla problematica delle proroghe; di conseguenza, il Governo sara' obbligato a decidere delle sorti delle concessioni in scadenza entro il mese di ottobre 1998; per tale decisione, e' prevista una apposita direttiva i cui probabili contenuti si possono apprendere da numerose fonti di stampa; gli orientamenti governativi quali emergono dalle dichiarazioni degli organi ministeriali coinvolti sembrano andare nel senso dell'esclusione di proroghe automatiche e generalizzate, e propendono piuttosto, in assenta osservanza ai principi ed alle norme dettate dall'Unione europea, verso il principio generale dell'indizione di gare per l'affidamento delle concessioni alla scadenza delle stesse, con possibilita' di partecipazione anche degli attuali concessionari; le concessioni verrebbero affidate con il meccanismo del "subentro", con il rimborso ai concessionari uscenti delle quote di costo non ammortizzate; proroghe di concessioni sarebbero previste solo in specifici casi ed in via eccezionale, per sanare situazioni di contenzioso determinate dai lavori imposti ai concessionari in occasione di Italia 90 e delle Colombiadi 92, nonche' dai blocchi agli incrementi tariffari per ragioni inflazionistiche; l'entita' del contenzioso determinerebbe direttamente il numero degli anni di durata dei rinnovi; quanto ai concessionari locali, riuniti nell'associazione Aiscat, gli stessi non chiedono proroghe indiscriminate e generalizzate, ma agganciate alle situazioni di contenzioso di cui si e' detto, ed ai relativi modi di risoluzione che, escluse le possibilita' di sovvenzioni finanziarie pubbliche (che determinerebbero peraltro ipotesi di aiuti statali in contrasto con le normative nazionali e comunitarie sulla concorrenza) e degli aumenti tariffari (agganciati al meccanismo del price cup), si concretano appunto nello strumento del rinnovo; i concessionari rilevano inoltre la necessita' di garanzie di certezza e prospettive concrete per 30.000 miliardi di investimenti, interamente a carico dei concessionari e senza oneri pubblici, sulla rete autostradale, previsti dai piani finanziari dei quali e' necessaria la piena e corretta attuazione, e richiesti dalle esigenze di mobilita' locale al cui soddisfacimento dovrebbe servire lo stesso strumento concessorio, ed in ordine alle quali sussistono concreti impegni dei concessionari con gli enti locali; i criteri transattivi in base ai quali andrebbero risolte le questioni di rinnovo sono individuati dai concessionari appunto nelle singole situazioni e fattispecie concessorie, e nelle esigenze di mobilita' ed infrastrutture degli enti locali, che gli attuali concessionari fronteggiano e gestiscono da tempo e con volonta' di organizzazione ed investimento; nei concreti impegni assunti dai concessionari con gli enti locali in relazione a tali condivise esigenze; infine, nella disponibilita' ai nuovi investimenti, possibili grazie ad oculate politiche di gestione, portate avanti dai concessionari nell'interesse generale; in sintesi, dal cruciale rapporto concessionari-enti locali emerge il carattere strategico del rapporto enti di governo-enti locali, poiche' il Governo nelle proprie determinazioni dovra' necessariamente considerare le esigenze locali ed i relativi impegni assunti dai concessionari per soddisfare le stesse; i concessionari temono tuttavia una sorta di "esproprio burocratico" delle risorse oculatamente gestite ed incrementate per fare fronte agli impegni di investimento assunti, tramite la costituzione di una struttura di controllo centralizzata in cui confluirebbero le societa' meno pregiate dell'Iri, alimentate dalle risorse degli enti caratterizzati da disponibilita' maggiori, il cui scopo di destinazione sarebbe in tale modo alterato, con pesanti ricadute sulla competitivita' anche comunitaria dei soggetti operanti nel settore viario; il che impedirebbe agli stessi anche una partecipazione efficace a quelle gare che il Governo sembra appoggiare in via generale; inoltre, i concessionari contestano l'esistenza di norme comunitarie che espressamente escludano o addirittura vietino la concessione di proroghe nel settore autostradale; al contrario, espresse norme di legge e disposizioni Cipe consentirebbero tali proroghe; d'altra parte, proprio di tali norme di legge il Governo si e' avvalso per giustificare la proroga alla societa' Autostrade SpA; da quanto esposto, sembra che sia Governo che concessionari locali siano in accordo nella volonta' di escludere rinnovi automatici, generalizzati ed indiscriminati; entrambe le parti menzionate sembrano convenire sull'opportunita' di agganciare eventuali proroghe al contenzioso in atto e determinato dai lavori imposti ai concessionari in occasione di Italia 90 e delle Colombiadi 92, e dai blocchi agli aumenti tariffari per ragioni inflazionistiche; d'altronde, sul pregiudizio economico e conseguente squilibrio gestionale derivato ai concessionari da queste imposizioni politiche non sussistono contestazioni, cosi' come e' condivisa e certa l'esistenza del relativo contenzioso e la necessita' di risolverlo; Governo e concessionari hanno individuato lo strumento per tale risoluzione nei possibili rinnovi caso per caso delle concessioni; quanto alla incompatibilita' delle proroghe con espresse norme comunitarie, addotta dal Governo a sostegno del principio generale della gara a scadenza delle concessioni, a fronte della posizione dei concessionari che negano l'esistenza di tali espresse disposizioni, si deve necessariamente convenire che in effetti non esistono espressi divieti formulati per la proroga delle concessioni autostradali; le norme cui il Governo fa riferimento sono quelle generalmente valide per gli appalti di lavori pubblici, la cui applicabilita' al settore specifico delle concessioni autostradali e' questione interpretativa; ed anche ammettendo tale applicabilita', resta ancora aperta la questione della definizione della concessione autostradale come concessione di costruzione e gestione di opere, con relativa necessita' di gara per il suo affidamento, ovvero come concessione di gestione di servizio, e quindi possibilita' di procedure piu' elastiche, comprese quelle negoziali; peraltro, lo stesso Governo ha ritenuto di prorogare la concessione ad Autostrade SpA sulla base di una interpretazione della stessa come concessione di gestione a norma della legge n. 157 del 1995; sarebbe dunque incoerente mutare avviso con riferimento alle, peraltro piu' modeste, concessioni locali; dunque la proroga non dovrebbe essere esclusa in linea di principio per asserite incompatibilita' normative che, se ritenute sussistenti, andrebbero ad inficiare quanto gia' fatto sino ad oggi; d'altronde, risulta che l'Anas abbia in passato espresso parere favorevole ad una proroga sino al 2014 di una determinata concessione, con l'autorizzazione a realizzare nuove opere autostradali per un valore superiore ai 1.500 miliardi; dunque, la questione dell'incompatibilita' normativa e comunitaria e' di natura interpretativa; mentre ai fini della conciliazione delle posizioni apparentemente in contrasto, possono individuarsi punti di contatto nell'esclusione di proroghe automatiche o generalizzate, nell'aggancio delle stesse al contenzioso in atto, e nell'attenzione alle peculiarita' delle singole fatti-specie concessorie; il che significa necessariamente tenere conto delle esigenze di infrastrutture e mobilita' delle realta' locali, degli impegni giuridici assunti dai concessionari per soddisfare tali esigenze, e della volonta' e disponibilita' dei singoli concessionari a compiere nuovi investimenti senza oneri per lo Stato, e restando soggetti competitivi anche sul piano comunitario -: se, alla luce della complessa situazione esposta, degli evidenti punti di contatto nelle posizioni di Governo e concessionari, della possibilita' di risolvere in diversi modi la questione interpretativa dell'incompatibilita' normativa, dell'effettiva assenza di divieti espressi, e delle precedenti determinazioni del Governo in ordine alla qualificazione giuridica delle concessioni autostradali come concessioni di gestione (il che conferma il carattere interpretativo della questione), ed anche in considerazione di quanto disposto dal decreto n. 112 del 1997, in attuazione della legge n. 59 del 1997, e dunque dei principi di autonomia e decentramento "federale" anche in materia viaria, nonche' con riguardo ai relativi adempimenti concernenti tra l'altro la riorganizzazione integrale, anche quantitativa, dell'Anas e delle competenze statali in genere, non ritengano evidente la connessione dei rapporti tra concessionari ed enti locali con quelli tra enti locali e Governo, con riguardo alla possibile conciliazione delle posizioni apparentemente contrastanti; se, in relazione a tali connessioni, agli impegni assunti dai concessionari con gli enti locali, ai rapporti di questi ultimi con il Governo, ed in considerazione della volonta' e possibilita' dei concessionari di effettuare investimenti massicci utili non solo nell'immediato per il progresso e la competitivita' in ambito viario, ma anche mediatamente per l'occupazione e l'economia a livello nazionale, non ritengano, con riguardo alla problematica dei rinnovi delle concessioni, di potere adottare una linea di condotta che, onde evitare il blocco totale degli investimenti utilmente programmati, ed evidenziando le possibilita' di conciliazione emergenti dai punti di contatto, sia maggiormente orientata verso la negoziazione e la considerazione delle singole fattispecie in relazione alle esigenze di mobilita', piuttosto che verso posizioni e dichiarazioni di principio inopportunamente rigoristiche e preconcette. Cio' senza negare l'ovvio e condivisibile obiettivo di pervenire ad una maggiore concorrenza nel settore autostradale, concorrenza che tuttavia presuppongono la competitivita' dei soggetti coinvolti. (2-01316)