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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01324 presentata da PAISSAN MAURO (MISTO) in data 19980728

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'ambiente e dell'interno con delega alla protezione civile, per sapere - premesso che: Stromboli e' la piu' settentrionale delle isole Eolie e presenta una superficie di soli 12.6 chilometri quadrati. Ginostra e' un antico, piccolo villaggio ubicato sulla costa sud-occidentale dell'isola, quasi all'opposto dell'altro, piu' grande abitato, Stromboli; Ginostra (trenta residenti, piu' trecento-cinquecento presenze estive) riceve i passeggeri di traghetti e aliscafi da Stromboli, Lipari, Milazzo e Napoli mediante un servizio di "rollo": una lancia a motore esce dal Pertuso, piccolissimo porticciolo naturale e trasborda i passeggeri alla e dalla motonave; dal 1988 esiste un progetto della regione Sicilia, per un porto di quarta categoria in localita' Secche di Lazzaro, circa 1 chilometro in linea d'aria ad est del centro di Ginostra. A causa di tale distanza il progetto comporta, oltre alla costruzione di un pontile di 58 metri e di una piattaforma di attracco, entrambi in calcestruzzo ed ancorati su trentaquattro pilastri, la realizzazione di una strada lunga circa 1,5 chilometri e larga metri 2, con tornanti e piazzola di partenza; tale progetto e' stato subito avversato da alcuni residenti, da associazioni ambientaliste e da un gran numero di amici di Ginostra "storica", attratti dal fascino particolare di un bellissimo villaggio costiero in una natura incontaminata, senza strade carrozzabili e senza rumori, con trasporti ancora a dorso d'asino e con acqua piovana raccolta nelle cisterne: una qualita' della vita rimasta unica nel Mediterraneo, capace di attrarre fortemente un turismo culturale ed ecocompatibile, e che andrebbe rispettata e conservata religiosamente; l'inizio dei lavori del porticciolo a Lazzaro venne bloccato, nel 1991, con decreto del Ministro dell'ambiente a causa della mancanza di uno studio di valutazione dell'impatto ambientale redatto nei termini di legge. Di quel periodo sono anche le prese di posizione contrarie all'iniziativa da parte di numerosi esperti, di rappresentanti di organismi scientifici e di istituzioni; il progetto e' stato dapprima riproposto dalla regione Sicilia e dal comune di Lipari nell'ambito del piano regolatore dei porti ed e' in corso un ulteriore tentativo attraverso la redazione del piano paesistico di Stromboli; il Comune di Lipari ha recentemente riapprovato il progetto di approdo per motonavi, in localita' Lazzaro, e della strada di collegamento fra l'approdo stesso e l'abitato di Ginostra; presso il ministero dell'ambiente e' in corso una procedura di V.I.A. relativa al progetto di approdo per mototraghetti in localita' Lazzaro; tale procedura, di cui e' stata data informazione attraverso pubblico avviso dal sindaco di Lipari pubblicato sulla stampa il 23 giugno 1998, riguarda il solo pontile d'attracco e una passerella di collegamento con l'isola; l'attracco e' anche motivato dai proponenti il progetto come opera necessaria per ragioni di pubblica incolumita' e di protezione civile per consentire una rapida evacuazione della popolazione in caso di eruzione del vulcano; la zona prevista per l'attracco dista dall'abitato di Ginostra oltre un chilometro ed e' collegata ad esso con antico sentiero scosceso che sovrasta la falesia franato recentemente in alcuni tratti e gia' percorso dal fuoco durante l'incendio che ha investito l'isola con eccezione dell'abitato di Ginostra e dall'attuale porticciolo di Pertuso; e' stata recentemente autorizzata, ai fini di protezione civile, una superficie per l'atterraggio di elicotteri che sara' posta in costruzione nei prossimi mesi; Stromboli e' uno stratovulcano attivo di dimensioni simili a quelle dell'Etna: si erge per novecentoventiquattro metri fuori dal mare, ma la base del vulcano risulta almeno a 1.500 metri di profondita'. Il vulcano (Neostromboli) e' attivo da circa 2.000 anni, il chimismo e' sostanzialmente basico, il magma resta fluido nel cratere e si ha la tipica attivita' di lancio di brandelli di lava e di blocchi, con intensa emissione fumarolica, oggi da tre piccoli crateri. Nel passato geologico (Paleostromboli) ha dato luogo sia ad imponenti manifestazioni effusive sia ad esplosioni, con eiezione di ceneri, lapilli e valanghe ardenti, le piu' pericolose, i cui depositi si rinvengono proprio nell'area delle Secche di Lazzaro (Hornig-Kjarsgaard et alii 1993). Secondo tali autori le piroclastiti deposte a Secche di Lazzaro potrebbero non provenire dallo Stromboli ma da un cratere attualmente sottomarino, antistante le Secche; un intenso parossismo esplosivo-effusivo avvenne nel 1930 ed e' stato cosi' descritto da Luongo et alii 1986: "Forti esplosioni. Formazione di una nube dell'altezza di 2.500 metri. Caduta di grossi blocchi su Ginostra. Formazione di 2 valanghe ardenti. Tre morti in seguito alle valanghe e 4 per l'acqua bollente. Flusso lavico continuo. Tsunami". Altre importanti eruzioni sono avvenute nel 1944, 1954, 1975, 1985, 1993; poiche' Ginostra sorge a poco piu' di 1 chilometro dal limite meridionale della Sciara del Fuoco e a poco piu' di 1,5 chilometri dalle bocche crateriche, il rischio vulcanico e' elemento fondamentale di valutazione nei confronti di ogni progetto che possa comportare ulteriori presenze a Ginostra; occorre evidenziare che, sotto il profilo della geologia ambientale, il rischio vulcanico e' dato dal rapporto tra pericolosita' e vulnerabilita' antropica che si basa essenzialmente sul numero di persone presenti nell'area in pericolo; l'instabilita' dei versanti, determinata dalla situazione geologica del tratto costiero tra Ginostra e le Secche di Lazzaro risulta evidente, sia per il normale denudamento prodotto dall'erosione marina sia proprio per le numerose frane ivi presenti; la roccia piu' comune e' una lava basaltica nerastra, ben osservabile un po' ovunque ma in particolare a Ginostra e nel canalone del Vallone di Rina. Al di sopra del battente la costa si erge con notevolissimo angolo di pendio; piu' sopra, ove l'angolo diminuisce e dove e' progettata la strada, la lava si e' spesso alterata in un epiconglomerato a ciottoli di modeste dimensioni, molto instabile. Alternati alla lava sono presenti numerosi depositi piroclastici, dati da fenomenologie tipo valanga ardente, con livelli cineritici e pomicei, e da argilliti cineriche giallastre conseguenti a colate di fango e cenere (mudflow). Tali depositi prevalgono verso le Secche di Lazzaro; l'angolo di pendio e' notevole soprattutto dopo Ginostra e nel tratto centrale della strada in progetto, mentre si attenua verso le Secche nel versante sopra la scarpata costiera basaltica, versante ove e' progettata la strada, poiche' lungo il mare l'angolo di pendio risulta notevolissimo; i tratti franosi presenti sono almeno quattro: dovuti a fenomeni di crollo della falesia in lava basaltica, a causa di elevata fratturazione e di instabilita' dei massi lavici, e dovuti a fenomeni di scivolamento di strati dai depositi argillosi-cineritici giallastri, leggermente inclinati verso mare, uno dei quali visibile in prossimita' dell'approdo; l'attuale sentiero storico che da secoli collega Ginostra a Secche di Lazzaro qualora venisse realizzata la strada di metri due di larghezza sarebbe distrutto; il paesaggio vulcanico spettacolare sul Frontone e sui Vancori che incombono dall'alto; la bellissima sezione geologica laddove il sentiero taglia il Vallone di Rina, con colate di lava basaltica nera alternate a materiali piroelastici e di alterazione; la visione verso il mare di un tratto costiero ad alta energia, per la presenza di grandi massi neri di basalto perfettamente arrotondati; la tipica crosta ferruginosa di alterazione del basalto, lungo il sentiero, talvolta con eccezionali fenomeni di alveolizzazione dovuti all'azione dello spray marino; la tipica morfologia di lava a corde proprio nel mezzo del sentiero; la presenza di un filone che corre dall'alto del Frontone verso la costa e che passa sul sentiero; i fenomeni franosi di diversa origine, come precedentemente descritto, a Secche di Lazzaro, ove dovrebbero avvenire sbancamenti per la costruzione di una piazzola antistante l'approdo; la spettacolare sezione geologica con depositi piroclastici e colate di fango e ceneri; da Secche di Lazzaro, lo spettacolare panorama sui depositi piroclastici disposti a franapoggio verso est, ossia verso Cugno Aghlastro; tali peculiari caratteri indicano che il sentiero storico in esame, non solo deve essere assolutamente conservato, ma valorizzato come primo sentiero geologico di Stromboli e delle isole Eolie; la costruzione dell'approdo in progetto comporterebbe la grave manomissione di un gruppo di importanti geotopi presenti nel mare subito antistante la localita' Secche di Lazzaro, proprio accanto al sito dove andrebbe realizzato il pontile. A piccola profondita' (tre-cinque metri) esistono almeno quattro rari archi naturali sottomarini, scavati nella roccia vulcanica da erosione marina e vento quando il mare si trovava ad un livello piu' basso dell'attuale, a causa sia delle ultime glaciazioni sia dei fenomeni di isostasia cui e' andata soggetta l'isola. Tali archi marini risultano facilmente osservabili da qualsiasi bagnante con maschera e pinne e potrebbero costituire un ottimo finale subacqueo per il sentiero geologico prima proposto, con l'aiuto di apposito cartello esplicativo opportunamente ubicato prima dell'immersione -: se il progetto sottoposto a Via sia comprensivo della strada di collegamento fra la localita' Lazzaro e l'abitato di Ginostra, essendo tale opera strettamente connessa e indispensabile per l'utilizzo e l'agibilita' dell'approdo per mototraghetti, atteso che il progetto della strada gia' approvato dal comune di Lipari prevede un importo di lavori pari a 2.263.844.558 di lire e ha una sezione carrabile di due metri, con pavimentazione poggiante su sottofondo di cemento armato con canalizzazioni e muretti laterali ed e' adatto alla circolazione di moto-api; se non ritengano quindi necessario di dover disporre l'acquisizione del medesimo progetto di strada al fine di una sua valutazione contestuale con quella dell'approdo atteso che si tratta di opere funzionalmente connesse e reciprocamente necessarie; se non ritengano quindi di dover valutare l'impatto che in localita' Lazzaro provocano i tornanti della strada su un territorio fragile e di straordinaria qualita' ambientale e sull'antichissimo tracciato del vecchio sentiero che sarebbe irrimediabilmente manomesso ed alterato; se non ritengano quindi di dover valutare gli stessi presupposti su cui si basa il progetto di approdo, atteso che le esigenze di protezione civile sembrano essere state totalmente soddisfatte attraverso la piattaforma per elicotteri e da altre misure previste dal dipartimento competente, dimostrando cosi l'inconsistenza della motivazione a sostegno del progetto; se non ritengano di dover valutare in connessione i rischi a cui sarebbe eventualmente sottoposta la popolazione se, in caso di evacuazione, essa dovesse celermente portarsi da Ginostra a Lazzaro, percorrendo una zona esposta alla caduta di massi eruttivi e di nubi di vapori roventi, atteso che trattasi di zona gia' investita da grandi incendi; se non ritengano di dover acquisire in sede di V.I.A. il parere del competente dipartimento per la protezione civile al fine di valutare i rischi connessi al nuovo approdo e alla connessa strada; se risulti che l'attracco al pontile di Lazzaro possa avvenire unicamente con il mare al traverso e quindi solo in condizioni di moto ventoso assai lieve, rendendo percio' inutilizzabile l'approdo per un consistente numero di giorni; se non ritengano di dover valutare contestualmente le alterazioni che verrebbero determinate nell'ambiente ginostrese dalla introduzione dei veicoli a motore anche elettrici, resa possibile e consentita dalla realizzazione della strada di collegamento fra approdo di Lazzaro e l'abitato di Ginostra; se le opere previste, strada e approdo, non siano in contrasto clamoroso con i severi vincoli previsti dalla istituita area protetta regionale e con quelli stabiliti dalla legge n. 431 del 1985; se non ritengano prioritaria la massima tutela e protezione di un luogo straordinario e splendido; se non ritengano in particolare di dover tutelare un paesaggio naturale e vulcanico unico al mondo, rimasto inalterato per secoli, nel quale anche le stesse antiche opere dell'uomo hanno un altissimo valore formale, paesaggistico e storico culturale, che verrebbe irrimediabilmente manomesso attraverso la realizzazione di opere che altererebbero non solo la morfologia e le caratteristiche dei luoghi, ma anche le modalita' stesse della loro fruizione; se non ritengano di dover impedire in particolare la realizzazione di opere che, per il solo aspetto geologico ed ambientale produrrebbero o sarebbero sottoposte all'aumento del rischio vulcanico, alla notevole instabilita' dei versanti, comporterebbero la distruzione del prezioso sentiero storico-geologico attualmente esistente tra Ginostra e Secche di San Lazzaro e la manomissione di quattro archi naturali subacquei a piccola profondita' a Secche di San Lazzaro; se non ritengano che malgrado la nuova struttura di attracco possa da un lato venire oggi proposta come via di fuga, non sia invece prevedibile, sulla base di tante precedenti esperienze sulle coste italiane, che essa possa in futuro stimolare un aumento delle presenze, con conseguente aumento sia dalla vulnerabilita' antropica che del rischio vulcanico, e se non sia questa una situazione assolutamente da evitare a Stromboli come al di sotto di tutti gli altri vulcani attivi in Italia; se l'approdo in localita' Lazzaro risponda ad esigenze di protezione civile; se la strada di collegamento tra Lazzaro e Ginostra risponda alle medesime esigenze di protezione civile; se tali opere siano quindi state previste e progettate sulla base di richieste, indicazioni, proposte o necessita' della medesima protezione civile; se ritenga che sia agevole, rapido e privo di pericoli il tragitto lungo piu' di un chilometro da Ginostra a Lazzaro, anche nella nuova tipologia progettuale prevista, e se tale itinerario in caso di fuga esponga o meno i fuggitivi alla caduta di massi esplosi dal vulcano o a masse di vapori incandescenti; quali siano i piani di intervento e di evacuazione predisposti in caso di calamita' per Ginostra; se gli incendi, che hanno gia' percorso il territorio fra Ginostra e Lazzaro siano o meno uno dei fattori di rischio in caso di rapido abbandono dell'abitato e se esistano pericoli specifici nel caso di fuga verso Lazzaro; se sia compatibile con le esigenze di protezione civile c con i rischi derivanti dalla collocazione dell'abitato alle pendici di un vulcano attivo l'aumento della popolazione o se siano necessarie invece misure di contenimento e di limitazione all'accesso; se non ritengano, qualora proprio venga ritenuto necessario per il futuro di Ginostra la costruzione di un attracco per traghetti e aliscafi, iniziativa che comunque fara' perdere a Ginostra una parte del suo fascino e della sua attrattiva di villaggio antico e ormai unico nel Mediterraneo, che la sua ubicazione non possa essere prevista presso il Pertuso, ossia al centro di Ginostra. Le condizioni meteomarine, come affermato da un documento della "Siremar", e come appare chiaro osservando una semplice carta dell'isola, risultano simili e gli impatti geologico-ambientali risultano, come prima descritto, molto minori ed in particolare l'evacuazione in caso di esaltazione del pericolo vulcanico avverrebbe in tempi brevi e con minore rischio per le persone; se non ritengano invece di dover vincolare all'immodificabilita' assoluta ed alla piu' rigorosa tutela le zone minacciate dalle gravi manomissioni predette, in particolare il territorio che giunge fino alle secche di Lazzaro; se non ritengano di dover riconoscere tutta l'isola di Stromboli come parco nazionale, al fine di consentire la tutela e la fruizione del piu' straordinario "laboratorio vulcanico" del nostro Paese; se non ritengano di dover assumere iniziative volte all'inserimento di Stromboli tra i beni mondiali elencati nella World Heritage List, dell'Onu. (2-01324)





 
Cronologia
giovedì 23 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Parlamento in seduta comune elegge Giovanni Di Cagno, Giovanni Verde, Egidio Resta, Salvatore Mazzamuto, Graziella Tossi Brutti, Sergio Pastore Alinante, Raffaele Valensise, Mario Serio e Michele Vietti componenti del Consiglio superiore della magistratura.

giovedì 30 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Parlamento in seduta comune elegge Giuseppe Riccio componente del Consiglio superiore della magistratura.