Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01328 presentata da ROMANO CARRATELLI DOMENICO PAOLO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19980729
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri del tesoro, bilancio e programmazione economica e dell'industria commercio ed artigianato, per sapere - premesso che: l'Enel Spa sta predisponendo un progetto di riorganizzazione dell'azienda in Calabria, regione notoriamente tra le piu' deboli economicamente e fra le meno fornite di servizi dell'intero Paese; tale scelta penalizzera' nel suo complesso la Calabria per quanto attiene al lavoro (sono previsti tagli per circa 1.000 unita' lavorative a cui vanno aggiunti tagli, gia' operati, per 300 posti nella produzione idrica e termica) nonche' per quanto riguarda i servizi di cui usufruisce la regione e che puo' offrire anche nell'ottica dello sviluppo produttivo; il progetto si concretizza in una drastica riduzione delle strutture (zone piu' agenzie), che passerebbero da 32 a 11 o 12, prevedendo inoltre la creazione di nuove strutture denominate "esercizio rete" dimensionate su una massa di utenza compreso fra le 350 mila e le 450 mila unita'; in Calabria, a fronte di una utenza di circa 1 milione 150 mila unita', verrebbero realizzati quindi tre esercizi che avrebbero sede a Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza; tale scelta, fra l'altro, avra' come risultato certo un abbassamento della qualita' del servizio elettrico che gia' oggi e' al di sotto degli standard delle altre aree del Paese e lontanissimo dal livello europeo; sul piano concreto le piu' negative ripercussioni si avrebbero nella provincia di Vibo Valentia che vedrebbe ridimensionata la presenza dell'Enel nel suo complesso, anche per la scomparsa delle zone di Tropea e Serra San Bruno, perdendo in via diretta oltre cento posti di lavoro e subendo una mobilita' cospicua di maestranze di grande professionalita' verso altre province; Vibo Valentia, che e' bene ricordarlo e' fra le province piu' povere d'Italia, nella fattispecie sarebbe la realta' territoriale piu' penalizzata sia come detto per la perdita di posti di lavoro, sia perche' l'eliminazione del "centro decisionale Enel", oggi esistente, comporterebbe l'eliminazione della gestione in loco delle risorse Enel per il territorio con un conseguente impoverimento di attivita' imprenditoriali legate a tali realta'; e' opportuno ricordare che l'Enel Spa a Vibo Valentia, utilizzando una richiesta, e concessa, deroga al piano regolatore, ha realizzato un palazzo di uffici spendendo circa 15 miliardi; l'intera vicenda, colpendo questo territorio che ha gia' perso negli ultimi due anni oltre 1000 posti di lavoro, provoca vivissimo allarme e giusta preoccupazione in tutta la comunita' vibonese -: se non ritenga di intervenire per bloccare tale dannoso piano di ristrutturazione che avrebbe effetti devastanti nella realta' calabrese; se non ritenga di dovere richiedere che l'Enel riconosca alla Calabria il carattere di "ruralita'"; se non ritenga comunque necessario che l'Enel prenda atto che, per i motivi su spiegati e per le caratteristiche proprie, anche orografiche, della regione Calabria i "nuovi esercizi", oggi rapportati a 350/400 mila utenti, devono rapportarsi ad una utenza pari a 250/300 mila, prevedendo la costituzione di un quarto esercizio in Calabria, per l'appunto quello di Vibo Valentia. (2-01328)