Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01331 presentata da ARMANI PIETRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980730
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e delle comunicazioni, per sapere - premesso che: nel rendiconto generale dello Stato, conto del patrimonio, per il 1997 l'incremento delle attivita' patrimoniali e' risultato di gran lunga superiore al corrispondente incremento delle passivita' patrimoniali; il citato forte incremento delle attivita' rispetto alle passivita' patrimoniali, pur riducendo solo in via marginale la costante eccedenza delle seconde sulle prime, e' dovuto essenzialmente al contributo delle poste finanziarie, nell'ambito delle quali le attivita' finanziarie crescono molto piu' delle passivita' finanziarie; nell'ambito delle attivita' finanziarie la posta incrementale piu' significativa e' rappresentata essenzialmente dalla forte crescita nel 1997 dei crediti di tesoreria, dei quali l'aumento maggiore (+163 mila miliardi circa) si riferisce alle sovvenzioni del Tesoro alle Poste per pagamenti erariali fuori dei capoluoghi di provincia, e soprattutto, per necessita' di pagamento del servizio vaglia e risparmi, giunti cosi' alla considerevole consistenza totale di 655.359 miliardi; queste sovvenzioni di tesoreria all'Ente Poste, ormai trasformato in societa' di diritto privato a partire dal 18 dicembre 1997, in applicazione di una delibera CIPE adottata ai sensi della legge 8 agosto 1992, n. 359 e della legge 29 gennaio 1994, n. 71, che convertono due decreti legge rispettivamente dell'11 luglio 1992, n. 333 (articolo 18) e dell'1 dicembre 1993, n. 487 (articolo 1, comma 2), non risultano remunerate a favore del creditore (Tesoro) e a carico del debitore (Poste); ne' apparentemente figurano a titolo gratuito; recentemente l'Ente Poste S.p.A., che chiude i suoi bilanci da sempre in perdita (oltre 800 miliardi il disavanzo di gestione del 1996), ha acquistato il controllo del maggiore operatore privato italiano nel campo dei recapiti veloci -: se il Tesoro, che ha iscritto le predette sovvenzioni all'Ente Poste S.p.A. fra i crediti di tesoreria derivi da queste anticipazioni finanziarie ad una societa' privata, da esso interamente controllata, un rendimento che le fa considerare come equivalenti ad un impiego fruttifero di capitale, sia pure a breve termine, ovvero se tali sovvenzioni siano erogate dal Tesoro alle Poste a titolo del tutto gratuito, quindi lo Stato non ricavando da esse alcun rendimento; se, nel caso le predette sovvenzioni siano remunerate con interessi pagati dalle Poste al Tesoro, tale remunerazione figuri come introito in qualche posta del conto del bilancio statale 1997, in quale misura e, specificamente, dove; se, nel caso le citate sovvenzioni del Tesoro alle Poste siano remunerate, tale remunerazione figuri come posta passiva nel conto profitti e perdite delle Poste S.p.A. e come quota parte dell'indebitamento a breve nel conto patrimoniale della predetta S.p.A.; se, invece, qualora le suddette sovvenzioni del Tesoro alle Poste fossero erogate a titolo gratuito, tali anticipazioni figurino nel bilancio delle Poste S.p.A. come finanziamento in conto futuro aumento del capitale sociale, magari a fronte della possibilita' che - dato il forte, e ben noto disavanzo di gestione della S.p.A. - possa servire ad evitare l'emergenza di condizioni che renderebbero applicabili gli artt. 2446 e 2447 del Codice Civile (ripiano perdite superiori al terzo del capitale); con quali risorse finanziarie (e da chi fornite) sia stata effettuata da parte dell'Ente Poste S.p.A. l'operazione di acquisto del controllo del maggior operatore privato italiano nel campo della posta celere; come tale operazione finanziaria sia stata contabilizzata nel bilancio delle Poste S.p.A. e se essa abbia comportato qualche riflesso sui conti dello Stato; se non si ritenga che, in presenza di ben 163 mila miliardi come ulteriori sovvenzioni del Tesoro alle Poste S.p.A. nel 1997, iscritte fra i crediti di tesoreria nel conto patrimoniale dello Stato, esse possano configurarsi quali aiuti di Stato distorsivi della concorrenza, qualora - essendo esse erogate alle Poste a titolo gratuito, cioe' senza pagamento di interessi da parte del debitore - fossero servite in tutto o in parte (quanto meno per ridurre l'esposizione finanziaria della S.p.A.) quali risorse per coprire i costi dell'operazione di acquisto della societa' privata concorrente nel campo della posta celere. (2-01331)