Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01340 presentata da GARRA GIACOMO (FORZA ITALIA) in data 19980914
Il sottoscritto interpella il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: l'ambiente della questura di Lucca e' da tempo teatro di una catena di suicidi: due poliziotti gia' in servizio a Forte dei Marmi si erano suicidati a seguito dell'avvio di inchiesta per corruzione, ad essi si aggiungono nel giugno 1998 il suicidio con la pistola d'ordinanza di un agente ed il 24 agosto 1998 quello del commissario Antonio Sardo; il commissario Antonio Sardo e' l'emblema dei tanti uomini morti due volte per effetto dei gravissimi danni arrecati a cittadini onesti dai giochi nefasti condotti talvolta consapevolmente da "operatori di giustizia" (quale menzogna in qualche caso si cela in tale definizione!), in tandem con quelle mine vaganti che divengono sovente i pentiti; sono assai buie le vicende che alcuni anni fa sconvolsero l'attivita' professionale e la stessa vita del predetto tutore dell'ordine, gia' capo della squadra mobile di Massa a seguito del trasferimento-dictat dalla questura di Massa a quella di Lucca in conseguenza dell'inchiesta a suo carico, condotta dalla magistratura di Massa, inchiesta aperta per le "cantate" dei pentiti cantastorie Flavio Lazzarini ed Emilio Arrighi (cantastorie con suggeritore), il quale peraltro in pubblica udienza del gennaio 1997 ha ritrattato le infami accuse in precedenza mosse; nel corso delle udienze del predetto processo era saltato fuori un biglietto, il cui mittente sembra finora ignoto, nel quale si raccomandava al pentito Lazzarini di raccontare "tante cose" contro il dottor Sardo, gia' capo della squadra mobile di Massa; una prima "uccisione" del dottor Sardo venne operata con il suo trasferimento nella sostanza punitivo dalla questura di Massa a quella di Lucca, presso la quale egli avrebbe dovuto restare "a tavolino"; la vicenda si e' conclusa nel modo piu' tragico con il suicidio del dottor Sardo avvenuto il 24 agosto 1998 (dal 1995 il dottor Sardo sarebbe rimasto in stato di depressione ed e' l'emblema di un uomo morto due volte checche' si dica circa la causa scatenante, ultima solo occasionalmente dopo le vicende pregresse); assai illuminanti risultano (in tema di "malagiustizia") le dichiarazioni del defunto commissario affidate ad un memoriale in corso di pubblicazione, stralci del quale sono stati pubblicati dal Corriere della sera del 26 agosto 1998 alla pagina 13; dal verbale dell'udienza del 7 gennaio 1997 del tribunale di Massa si evincerebbero le seguenti dichiarazioni rese dal pentito Arrighi Emilio "Mi riconosco colpevole di calunnia. Tutte le accuse contro i poliziotti me le sono inventate di sana pianta per uscire di galera", verbale dal quale viene tirato in ballo il magistrato che aveva interrogato due volte l'Arrighi senza la presenza del difensore di fiducia; all'Arrighi sarebbe stato preannunciato dal magistrato un ulteriore ordine di custodia in carcere ove non avesse collaborato, il che e' l'equivalente del noto "tintinnio di manette", stigmatizzato dal Capo dello Stato nel messaggio di fine 1997; assai angosciante appare il ruolo svolto nella vicenda da un non meglio identificato "maresciallo"; allo stato l'interpellante non e' in grado di conoscere se i comportamenti contro legge di magistrato e maresciallo siano stati perseguiti in sede penale o in sede disciplinare -: se i fatti suesposti siano noti al Governo; se siano stati sottoposti a procedimento, rispettivamente, il magistrato ed il maresciallo, ispiratori entrambi ovvero uno solo di essi dei "cantastorie" Arrighi e Lazzarini; se dal Ministro dell'interno siano stati o saranno disposti accertamenti ispettivi per valutare le singolari vicende dei reiterati suicidi verificatisi negli ultimi tempi nell'ambiente della questura di Lucca; se il Ministro di grazia e giustizia abbia disposto o intenda disporre ispezione presso l'autorita' giudiziaria di Massa in ordine alle vicende in argomento. (2-01340)