Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01352 presentata da FRAGALA' VINCENZO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980914
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri di grazia e giustizia e dell'interno, per sapere - premesso che: lo svolgersi delle ultime udienze dibattimentali del processo per la vile uccisione della studentessa Marta Russo, ha fatto riemergere alcune asserite anomalie nella conduzione delle indagini preliminari, nei metodi di incolpazione dei due assistenti universitari Ferraro e Scattone, nelle inusitate pressioni usate nei confronti di diversi testimoni e nel trattamento da essi lamentato e pubblicamente denunciato durante le fasi della esecuzione del provvedimento cautelare, che fanno tornare di attualita' il resoconto di una di una visita ispettiva compiuta dall'interrogante nel carcere di Regina Coeli affidato immediatamente ad una interrogazione parlamentare a cui il Governo ed i ministri competenti diedero una risposta laconica, inadeguata ed insufficiente; le precise ed argomentate dichiarazioni dibattimentali di Ferraro e Scattone sui metodi utilizzati per pervenire alla loro incolpazione ed al loro arresto, nonche' i trattamenti o i maltrattamenti oggi riaffermati nella sede processuale, ripropongono i temi di quell'atto ispettivo ai cui contenuti giuridici ed umanitari il Governo ritenne di non dare una risposta soddisfacente; a quanto lamentato nella descritta interrogazione, oggi si aggiungono le pubbliche denunce dei medesimi difensori dei due imputati, nonche' motivi ulteriori di allarme e di preoccupazione per gli inesistenti livelli di garanzia consentiti al cittadino indagato nel processo penale, specialmente nella fase delle indagini preliminari, nel momento in cui e' accaduto che il pubblico ministero di Roma ha utilizzato, per accertamenti di polizia giudiziaria, agenti, apparecchiature e sistemi dei servizi segreti (Sisde), quando tale servizio segreto e di sicurezza non annovera, per legge, ne' ufficiali ne' funzioni di polizia giudiziaria; tale utilizzazione impropria, inopportuna e non prevista dalla legge, e' stata consentita per una banale e consueta attivita' di intercettazione ambientale tra una testimone dell'accusa, la Alletto, ed il di lei cognato Di Mauro Luigi con la poco plausibile giustificazione che solo il Sisde possedeva le apparecchiature adatte, quando in Italia i legittimi organi di polizia giudiziaria realizzano ogni giorno migliaia di intercettazioni ambientali; al perito sentito al dibattimento, sono risultati molti interventi ingiustificati ed oscuri sui nastri della descritta intercettazione ambientale nonche', cosa assai grave ed allarmante, per la genuinita' della fonte di prova, dei tagli e delle continue sospensioni della registrazione; al medesimo perito, i nastri in questione sono apparsi come una copia e non come un originale; il capo della Digos di Roma, dottor Vulpiani, ha dichiarato, invece, che i nastri sono quelli originali, giustificando le interruzioni e le sospensioni della registrazione ambientale quali conseguenze del ripetuto ingresso del pubblico ministero nella stanza in cui si svolgeva la conversazione tra la Alletto ed il Di Mauro, oggetto della intercettazione ambientale; tali inusitate e preoccupanti circostanze, fanno emergere il dato singolare di una intercettazione ambientale eseguita non soltanto senza alcuna sorpresa, ma con l'aggiunta della supervisione e della presenza del pubblico ministero sul luogo della intercettazione: tutto, singolarmente, fuori verbale -: se quanto esposto in premessa corrisponda al vero; in caso affermativo, quali provvedimenti e quali iniziative intendano assumere per accertare le responsabilita' di chi ha consentito l'utilizzazione di agenti, di apparecchiature e di metodi propri dei servizi di sicurezza per una indagine penale di competenza, per legge, della polizia giudiziaria e secondo le garanzie e le regole dettate dal codice di procedura penale; quali iniziative, quali attivita' ispettive e quali ispezioni amministrative consentite ed imposte ai doveri dei responsabili politici dell'esecutivo, intenda assumere il Governo per verificare: il trattamento cui siano stati sottoposti i due giovani imputati al momento del loro arresto; il motivo per il quale non siano stati immediatamente tradotti nella casa circondariale, cosi' come impone la legge; perche' siano stati trattenuti negli uffici di polizia per alcune ore subito dopo l'esecuzione del provvedimento cautelare; come sia potuto accadere che l'atto di indagine preliminare della intercettazione ambientale sia stato eseguito con la ripetuta presenza del pubblico ministero nella stanza dove tale conversazione aveva luogo; se il Governo intenda svolgere una indagine amministrativa presso il Sisde per conoscere i motivi delle eventuali interruzioni, dei tagli e delle manipolazioni subiti, secondo il parere del perito, dai nastri riportanti la cosiddetta intercettazione ambientale tra la Alletto ed il Di Mauro e se i nastri depositati alla Corte di assise di Roma siano le copie o gli originali ed in quest'ultimo caso, chi sia in possesso degli originali ed a quale titolo; se, al di la' del caso in premessa, quali doverosi ed efficaci provvedimenti intenda assumere il Governo per impedire l'utilizzazione impropria degli agenti e dei mezzi dei servizi segreti per attivita' di polizia giudiziaria o di indagine preliminare, nonche' per impedire la violazione di fatto di ogni garanzia e di ogni diritto, seppure posto dalla legge, a tutela del cittadino sottoposto ad indagine o a processo. (2-01352)