Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01366 presentata da FILOCAMO GIOVANNI (FORZA ITALIA) in data 19980915
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri di grazia e giustizia e dell'interno, per sapere - premesso che: la notte del 4 settembre 1998 veniva liberata dai sequestratori la signora Alessandra Sgarella dopo nove mesi di prigionia, nella zona abitata denominata Moschetta nel comune di Locri in provincia di Reggio Calabria; la Sgarella dopo aver girovagato per le vie di Locri in cerca di una cabina telefonica, ha bussato ad una abitazione del luogo e dopo essersi presentata, ha chiesto di telefonare ed ha telefonato ad un numero di cellulare che, a quanto si e' appreso dalla stampa, era in possesso di un funzionario di Stato che, in compagnia del marito, si trovava in zona da alcuni giorni ed assieme aspettavano la telefonata che li doveva avvisare della avvenuta liberazione; la signora Sgarella, quindi, e' stata prelevata dalla polizia del vicino commissariato di Siderno ed il marito, dopo essersi recato assieme all'ignoto funzionario di Stato all'abitazione che ha ospitato la sequestrata dopo la liberazione, per accertarsi se la moglie fosse gia' stata prelevata dalla polizia, avendone avuta conferma, si e' recato anch'egli al commissariato di Siderno; la stampa da' quasi per certo che la magistratura ha avuto dei contatti attraverso un avvocato con alcuni mafiosi della Locride che si trovano in carcere e che sono stati a loro promessi sconti di pena e vantaggi giudiziari se si fossero adoperati per la liberazione della sequestrata e che il marito della Sgarella con la collaborazione di funzionari di Stato e dell'avvocato avrebbe pagato circa due miliardi di lire per favorire la liberazione ed inoltre avrebbe dato circa cinque miliardi, estero su estero, ai sequestratori -: se ritenga che sia legittimo e legale oltre che morale che lo Stato attraverso i suoi organi prenda contatto, anche in caso di pericolo di vita dell'ostaggio, con pregiudicati che tra l'altro non hanno partecipato al sequestro, promettendo loro benefici giudiziari e denaro; se ritenga sia consentito allo Stato oltre che agire al di fuori della legge, come sembrerebbe abbia fatto in questo caso, determinare una disparita' di trattamento tra sequestrati e sequestrati, in quanto in caso di sequestri "eccellenti" concorda e paga o fa pagare il riscatto (come sarebbe avvenuto oltre che negli ultimi sequestri di persona anche per il sequestro Ghedini ed altri pagati in Calabria) mentre per altri sequestrati, molti dei quali calabresi, non ci sono stati patteggiamenti ne' pagamenti da parte dello Stato, ne' si e' permesso di pagare essendo stati persino sequestrati i denari prelevati dalla banca dai familiari, mettendo cosi' a repentaglio la loro vita (come e' avvenuto per i sequestri Medici, Malgeri, Cartisano e tanti altri verificatisi nella Locride); per quale motivo i carabinieri di Locri che presidiano Locri e dintorni in cerca di pregiudicati che si sono resi latitanti in seguito alla famosa e tanto vantata indagine giudiziaria denominata "Primavera", non si siano accorti dei movimenti della sequestrata, che pare sia stata libera o quasi negli ultimi giorni nella Locride e per la notte del 4 settembre andava in cerca di una abitazione a Locri, ne' si sono accorti dei movimenti del marito della stessa; se le trattative siano state promosse e/o autorizzate da funzionari dello Stato e se, una volta accertate le responsabilita', intendano adottare i provvedimenti consequenziali anche nei loro confronti; se risulti la procura della Repubblica di Locri abbia aperto una indagine giudiziaria al fine di stabilire se i fatti connessi al sequestro Sgarella, verificatisi nel circondario di Locri si configurino come reati e a quali risultati si sia pervenuti. (2-01366)