Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01384 presentata da FRAGALA' VINCENZO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980918
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: le inammissibili pressioni esercitate dai magistrati inquirenti della procura della Repubblica di Roma sulla testimone Gabriella Alletto nel corso delle indagini preliminari per l'omicidio di Marta Russo costituiscono un vulnus alla civilta' giuridica del nostro Paese, ancor prima che alle regole procedurali e deontologiche, alla cui rigorosa osservanza sono tenuti tutti i magistrati; rispetto a questa che appare all'inpellante una gravissima violazione, non sembra potersi ritenere estraneo il procuratore capo della Repubblica di Roma, dottor Salvatore Vecchione, sia per la responsabilita' del suo incarico sia perche' egli, a quel che risulta all'interpellante, ha seguito direttamente lo svolgimento delle indagini preliminari; tali comportamenti rivelano scarso rispetto per i principi fondamentali del diritto e non adeguata professionalita'; il fatto verificatosi e', comunque, secondo l'interpellante, segno che il procuratore capo della Repubblica presso il tribunale di Roma non appare in condizione di far rispettare, nell'ufficio cui e' preposto, i basilari principi di civilta' giuridica, il codice di procedura penale, le regole deontologiche e la stessa legge penale; in precedenza, il procuratore Vecchione ha revocato ai PM Andrea De Gasperis e Giuseppe Pititto la delega alla trattazione del procedimento per la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, con provvedimento che e' apparso all'interpellante fortemente sospetto e dalla motivazione pretestuosa, proprio quando stavano per giungere dalla Somalia, per essere sentiti dai magistrati, due testimoni oculari del duplice omicidio; ancora, il procuratore Vecchione e' giunto a mandare un carabiniere nell'ufficio di un sostituto per farsi prelevare manu militari un procedimento che egli non aveva ritualmente richiesto; i PM Maria Cordova e Gloria Attanasio, magistrati tra i piu' anziani della procura, hanno dichiarato alla stampa che la procura della Repubblica di Roma non si e' mai trovata in una situazione di cosi' grave disagio quale quella che sta vivendo sotto la direzione Vecchione; come segnalato dalla rivista Il Mondo, all'arrivo del procuratore Vecchione si e' verificato un vero e proprio esodo di magistrati dalla procura di Roma; il procuratore Vecchione sarebbe stato oggetto di critiche perche' gestirebbe la procura senza consultarsi neppure con gli aggiunti, in maniera burocratica ed autoritaria ed a mezzo di quotidiane circolari, alcune delle quali assolutamente inammissibili, perche' miranti, addirittura, ad imporre ai sostituti la sua personale e discutibile interpretazione delle norme giuridiche; a causa di quanto sopra rappresentato e di quanto, in ultimo, emerso con le gravissime anomalie nella conduzione delle indagini preliminari e di diversi procedimenti, la piu' importante procura della Repubblica del Paese appare allo sbando; il Csm si e' mostrato e continua ad apparire semplicemente assente di fronte agli episodi suddetti, di cui e' da lungo tempo a conoscenza-: se il Ministro di grazia e giustizia abbia accertato o intenda accettare quanto esposto in precedenza; al di la' del caso concreto, quali controlli e quali verifiche intenda assumere il Guardasigilli, nell'ambito delle proprie doverose competenze, per conoscere i criteri di gestione degli uffici gerarchici delle procure della Repubblica e l'assunzione di responsabilita' che, nell'ambito del rapporto gerarchico dell'ufficio del PM assume il procuratore capo; quali iniziative e provvedimenti intendano assumere perche' sia data alla procura della Repubblica di Roma una guida sicura, moralmente e professionalmente autorevole e osservante dei principi e delle norme al cui rispetto e' tenuta, restituendo all'intero organo inquirente della capitale d'Italia la credibilita', la considerazione e l'apprezzamento che la delicatissima funzione inquirente deve avere. (2-01384)