Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01403 presentata da TARADASH MARCO (FORZA ITALIA) in data 19980930
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della sanita', per sapere - premesso che: dalla relazione sull'attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternita' e sulla interruzione volontaria delle gravidanze (doc. XXXVII, n. 6), presentata al Parlamento il 21 luglio 1998, si evincono alcuni dati inerenti all'andamento generale del fenomeno nel 1996 rapportati a quelli registrati dal 1983; i dati relativi al numero di interruzioni volontarie della gravidanza per area geografica manifestano un costante decremento degli aborti legali, tranne per gli anni 1995-1996, dove si registra un lieve aumento dello 0,6 per cento dovuto all'incidenza dei pazienti extracomunitari; il numero degli interventi di interruzioni volontarie della gravidanza in Italia, e' passato da 233.976 del 1983 a 191.469 del 1987; nel 1991, tale dato e' pari a 160.494, mentre nel 1995 a 139.549, per attestarsi a 140.398 nel 1996; i dati riguardanti il ricorso all'aborto clandestino, che incidono, come segnala la stessa relazione, sulla valutazione del fenomeno nella sua interezza, evidenziano, da una parte, una costante flessione degli interventi in tutte le aree geografiche, ma registrano, dall'altra, una permanenza dello stesso pari a 38.000 aborti clandestini per il 1996 di cui il 72 per cento effettuati nelle regioni meridionali e nelle isole; quanto ai tipi di metodica utilizzata per effettuare interruzioni volontarie della gravidanza, nella stessa relazione si nota una situazione di uso elevato ed irragionevole del raschiamento nelle regioni meridionali e nelle isole rispetto agli altri metodi meno invasivi dell'isterosuzione e del Karman, con valori nettamente piu' alti della media nazionale nell'uso del raschiamento, soprattutto in Calabria e in Sardegna dove la tecnica e' presente in piu' del 50 per cento dei casi; la relazione sottolinea il rapporto inversamente proporzionale tra il titolo di studio di cui e' in possesso la donna che ricorre alle interruzioni volontarie della gravidanza e l'utilizzazione della metodica del raschiamento; per quanto riguarda il tipo di anestesia impiegata, nel 1996, quella generale e' stata impiegata nell'82,1 per cento delle interruzioni volontarie della gravidanza effettuate, in contrasto con le indicazioni formulate anche a livello internazionale, mentre il ricorso all'anestesia locale riguarda il 15,3 per cento degli interventi, senza variazioni di rilievo rispetto al 1995; la relazione riferisce anche del basso ricorso al consultorio familiare per la certificazione, dovuto, soprattutto al Sud, alla "scarsa presenza del servizio sul territorio, all'incompletezza dell'e'quipe consultoriale, al limitato numero di ore delle figure professionali che dovrebbero occuparsi di questo problema o per la indisponibilita' a rilasciare la certificazione"; in merito al "ruolo centrale" che dovrebbe essere svolto dai consultori familiari, la relazione sottolinea che "e' essenziale che il consultorio familiare valorizzi maggiormente l'attivita' di prevenzione ed e' altrettanto importante superare la condizione di marginalizzazione e separazione del servizio consultoriale dal resto dei servizi socio-sanitari" e quindi appare "la necessita' di potenziare e riqualificare l'attivita' consultoriale al fine di sviluppare programmi di prevenzione a livello di popolazione"; la RU 486 non e' stata ancora registrata presso la Farmacopea ufficiale italiana, a differenza di altri farmaci a base di prostaglandine e questo nonostante tale farmaco, commercializzato sia in Francia che in Gran Bretagna, sia in grado di sottrarre la donna all'intervento chirurgico con i consequenziali effetti dell'ospedalizzazione, del ricorso all'anestesia e del maggiore impatto emozionale provocato -: quali interventi intenda adottare al fine di limitare il ricorso all'aborto clandestino, considerando sia la significativita' dei dati numerici registrati sia la rilevanza della percentuale di tali interventi al Sud e nelle Isole; quali iniziative intenda adottare al fine di favorire il ricorso alle metodiche meno invasive del raschiamento per effettuare l'interruzione volontaria della gravidanza e quali siano i motivi per i quali tale tecnica risulta maggiormente utilizzata nelle regioni meridionali e, in particolar modo, in Calabria e in Sardegna, considerando anche l'incidenza del livello di istruzione della donna rispetto alla metodica applicata; se non ritenga opportuno adottare tutti i provvedimenti necessari al fine di disporre come prioritario il ricorso all'anestesia locale, considerando la sua minore tossicita' e come esso condizioni fortemente i tempi di degenza; quali interventi mirati intenda adottare per potenziare il ricorso e favorire l'accesso e la disponibilita' sul territorio dei consultori familiari soprattutto nelle regioni del Sud; quali siano i motivi per i quali il farmaco RU 486 non sia stato ancora registrato presso la Farmacopea ufficiale italiana e quali iniziative intenda adottare al fine di favorire, al pari di altri Paesi europei, il ricorso a tecniche di interruzione di gravidanza non chirurgiche, considerando che esse risultano piu' rispettose della dignita' della donna e il suo diritto di autodeterminazione. (2-01403)