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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00317 presentata da BURANI PROCACCINI MARIA (FORZA ITALIA) in data 19981007

La Camera, premesso che: i tentativi di far valere, nella discussione sulla riforma della seconda parte della Costituzione, il punto di vista della cittadinanza attiva e della realta' del terzo settore tramite l'audizione effettuata dalla Commissione Bicamerale il 4 aprile 1997 e attraverso la successiva predisposizione di quattro emendamenti sottoscritti da numerosi parlamentari hanno sortito risultati incerti e insoddisfacenti; il tema dei diritti dei cittadini rischia permanentemente di essere mortificato da logiche politiche strumentali che tendono a far fallire i reali processi riformatori; per promuovere la sussidiarieta' sociale, disattesa in oltre 50 anni di Costituzione repubblicana, appare del tutto inadeguato parlare di un generico "rispetto delle attivita' svolte dall'autonoma iniziativa dei cittadini anche attraverso le formazioni sociali", come affermato nel testo approvato alla Camera dei deputati il 19 marzo 1998, nel quale si prelude esclusivamente a un mero decentramento amministrativo; il principio di sussidiarita' e' uno degli elementi qualificanti dell'intera riforma costituzionale e rappresenta il presupposto per l'autonomia delle formazioni sociali intermedie; la riforma dello "Stato Sociale" puo' essere fatta solo attraverso la valorizzazione della societa' civile e del privato sociale a forte componente ideale; anche in altri Paesi le realta' non-profit stanno costituendo una risposta vincente rispetto alla necessita' di riformare senza traumi lo "Stato sociale" e di garantire, anche sul fronte dell'ambiente, della cultura, dell'arte e dell'educazione, elevati standard di qualita' della vita e di convivenza civile per tutti i cittadini; affermare la necessita' di un'effettiva piena applicazione del principio di sussidiarieta' non significa adottare il "mercato-selvaggio", ma una concezione di Stato che valorizzi la liberta' della persona e promuova i soggetti sociali agevolandone le capacita' di auto-organizzazione; la titolarita' delle funzioni pubbliche spetta agli organismi piu' vicini agli interessi dei cittadini; i cittadini devono essere riconosciuti, al pari di comuni, province, regioni e Stato, come soggetti costituenti la Repubblica italiana; il principio di sussidiarieta' deve essere esplicitato e riconosciuto in tutta la sua ampiezza, e quindi non solo nella sua dimensione "verticale" (ripartizione e decentramento delle competenze degli organi statali), ma anche "orizzontale" (attinente al rapporto tra cittadini e loro formazioni sociali e Stato); la qualifica di servizio di pubblica utilita' deve essere riconosciuta anche ai servizi prodotti dalle formazioni sociali; in conformita' al significato proprio di sussidiarieta' (subsidium afferre), debbono venire disposti interventi legislativi tali da favorire forme di finanziamento diretto dei servizi gestiti, senza scopo di lucro e secondo criteri di imparzialita' e trasparenza, da formazioni sociali; deve essere esplicitamente disposto che nell'esercizio delle loro funzioni comuni, province, regioni e Stato riconoscano e valorizzino gli interventi autonomi dei cittadini e delle loro formazioni sociali; debbono essere garantite pari opportunita' per i cittadini di ogni parte del Paese; impegna il Governo ad affrontare il problema della sussidiarieta' mediante un apposito provvedimento di legge che individui le problematiche e le norme in maniera chiara ed inequivocabile. (1-00317)

 
Cronologia
martedì 6 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Consiglio di sicurezza dell'Onu emette una risoluzione di condanna delle operazioni serbe in Kosovo. La Nato è pronta ad intervenire militarmente, ma alcuni paesi dell'Alleanza, tra cui l'Italia, premono ancora per una risoluzione negoziata.

mercoledì 7 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Prodi si reca alla Camera per una verifica della propria maggioranza. Durante il dibattito il capogruppo di Prc, Oliviero Diliberto, annuncia il voto favorevole della maggioranza del gruppo, sancendo definitivamente la spaccatura del partito. L'Udr nega la fiducia al Governo.La risoluzione, presentata da Mussi (SD-U) ed altri, sulla cui approvazione il Presidente del Consiglio ha posto la questione di fiducia è respinta con 312 voti favorevoli e 313 contrari. Il Presidente del Consiglio si reca dal Capo dello Stato per rassegnare le dimissioni dell'Esecutivo.

domenica 11 ottobre
  • Politica, cultura e società
    Nasce il Partito dei comunisti italiani (Pdci) scindendosi dal Partito della rifondazione comunista.