Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01435 presentata da MALAVENDA ASSUNTA (MISTO) in data 19981102
La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, prr sapere - premesso che: risale al febbraio 1994 l'accordo tra Fiat e Fim-Fiom-Uilm per ridurre i lavoratori dello stabilimento di Arese da 9500 a 4000, e prevede allo stesso tempo la formazione nell'area di consorzi che avrebbero dovuto riassumere i lavoratori espulsi. Mentre i lavoratori sono stati effettivamente cacciati a migliaia, tali consorzi non sono, in realta', mai stati attuati; nel giugno 1997 partiva la Cigs di un anno per 1400 lavoratori di Arese; il 19 giugno 1998 appare sul Giorno di Milano un articolo che riferisce di riunioni in corso a Roma tra ministero del lavoro, vertici Fiat, rappresentanti nazionali e locali Fim, Fiom, Uilm, delegati Rsu, per risolvere il problema degli esuberi strutturali residui dopo l'anno di Cigs e dopo il collocamento in mobilita' di 750 lavoratori deciso nel marzo precedente. Di tali riunioni, ne' lo Slai Cobas (sindacato maggiormente rappresentativo ad Arese), ne' le Rsu dello Slai Cobas, ne' i lavoratori, sono stati informati; il 23 giugno 1998 la Fiat comunica la procedura di mobilita' per 180 lavoratori di Arese, precisando che il loro licenziamento avrebbe avuto effetto il giorno 28 successivo. Il 24 giugno 1998 la Fiat avvisa il signor Mario Ricciardi, Rsu dello Slai-Cobas che e' convocato per il 25 giugno 1998 (a meno di 24 ore di distanza, quindi) un incontro presso il ministero del lavoro a Roma per discutere della procedura di mobilita' in questione. In tale incontro la Fiat e Fiom-Fim-Uilm con le loro Rsu finalizzano un accordo in cui non solo si individuano i 180 licenziandi, ma si conferma il 28 giugno 1998 come data del licenziamento. Una tale procedura anomala ("normalmente" l'azienda comunica i provvedimenti, le organizzazioni sindacali convocano i lavoratori in assemblea, richiedono un incontro, c'e' una trattativa) lascia pensare che ci sia stato un accordo preventivo con i passaggi gia' "sceneggiati", per mettere i lavoratori e i sindacati non allineati davanti al fatto compiuto, bruciando i termini normalmente utilizzati per i licenziamenti collettivi; venerdi' 16 ottobre 1998 l'interpellante tramite un suo collaboratore richiede al ministero del lavoro informazioni e documentazione in merito agli incontri di cui sopra, in particolare di quello avvenuto il 18 giugno 1998 all'insaputa delle Rsu dello Slai Cobas, durante il quale sarebbero state assunte gia' le decisioni semplicemente formalizzate il giorno 25. Dopo una giornata di telefonate e di rimpalli fra funzionari e segreterie ministeriali, le indicazioni convergono verso la dottoressa Matilde Mancini che dovrebbe essere in possesso della documentazione in questione, ma ormai e' pomeriggio, e' venerdi' e il collaboratore dell'interpellante viene rinviato al lunedi' successivo; lunedi' 19 ottobre 1998 e' un'altra giornata di telefonate alla ricerca della dottoressa Mancini. In una di queste, la signora Negri (forse collaboratrice della dottoressa Mancini) preannuncia testualmente: "Ma cosa state cercando? Incontri del 18 e 19 giugno? No, non li trovo. Qui davanti ho i verbali del 25 e 26 giugno" sembra di udire qualcuno che dice: "il 18 e il 19, no". Alla fine della giornata, si riesce a contattare la dottoressa Mancini: "Mi chiami domani. Li devo andare a prendere nel mio vecchio ufficio"; lunedi' 19 ottobre 1998 la Fiat comunica la procedura di mobilita' per 650 lavoratori degli stabilimenti di Pomigliano d'Arco e Napoli, facendo riferimento anche qui agli accordi del 25 e 26 giugno. Quindi il 20 ottobre si vorrebbe chiedere alla dottoressa Mancini anche gli accordi del 25-26 giugno. E' un'estenuante rincorsa in cui l'interpellante stessa si unisce al proprio collaboratore: alla fine una nuova promessa, domani, e' sicuro; mercoledi' 21 ottobre 1998 il collaboratore si reca al ministero del lavoro pensando di poter ricevere finalmente la documentazione richiesta, ma non viene neanche ricevuto in quanto la dottoressa e' in riunione. Nuove telefonate, nuove promesse, inviamo il tutto per fax; giovedi' 22 le scuse e i rifiuti diventano surreali ("il fax non funziona bene") fino a quando all'interpellante, mentre e' al telefono con la signora Negri che sta riferendo l'impossibilita' di contattare la dottoressa Mancini, in quanto impegnata in una riunione, sembra riconoscere la voce della stessa dottoressa Mancini in sottofondo. E' evidente che ci sono motivi piu' alti e inconfessabili che impediscono la consegna dei documenti in questione; il giorno 23 ottobre 1998 mentre l'interpellante denunciava anche in aula l'ostracismo incontrato, appariva il documento dell'accordo che formalizzava la procedura di mobilita' per i 650 lavoratori di Napoli e Pomigliano; accordo datato 22 ottobre 1998, e alla cui stesura aveva partecipato la stessa mitica dottoressa Mancini (in contemporanea con il rifiuto di fatto opposto alle richieste dell'interpellante) -: come intendano verificare i fatti denunciati e nel caso di rilevazione di irregolarita' e illegalita', quali misure intendano attuare; come pensino di intervenire per assicurare ai parlamentari il diritto d'informazione (o se pensino sia consigliabile ai parlamentari stessi ricorrere alla professione di pubblicista - quei parlamentari che pubblicisti non sono - visto che sono sempre informati prima i giornalisti dei parlamentari stessi); come pensino di intervenire per assicurare ai cittadini il diritto all'informazione, in particolare all'informazione istituzionale; quali strumenti intendano utilizzare per rendere trasparente ed aperta all'iniziativa dal basso dei cittadini, dei lavoratori, degli utenti, i meccanismi decisionali di gestione delle aziende e delle istituzioni. (2-01435)