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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01469 presentata da GIOVINE UMBERTO (FORZA ITALIA) in data 19981119

Al Presidente del Consiglio dei ministri, ai Ministri degli affari esteri e per il commercio estero, premesso che: il Presidente del Consiglio Massimo D'Alema, nella sua informativa urgente alla Camera il 17 novembre 1998 sull'arresto e sulla richiesta di asilo politico del leader del Partito dei lavoratori curdi (PKK), Abdullah Ocalan, ha dichiarato che "nel caso dovesse pervenire dalla Turchia una richiesta di estradizione" di Ocalan, "occorrera' in ogni caso tenere conto che le nostre leggi impediscono la stessa in paesi in cui vige la pena di morte, anche paesi amici"; lo stesso presidente del Consiglio non indicava, nella sua informativa, oltre alla presenza nella legislazione turca della pena di morte, altri impedimenti all'estradizione di Ocalan in Turchia, aggiungendo che "allo stato delle cose non sono pervenute richieste di estradizione: la Turchia ha annunciato che presentera' tale richiesta, che tuttavia non e' ancora pervenuta"; a sottolineare che nessun altro problema esisterebbe tra Italia e Turchia, il presidente D'Alema proseguiva ricordando "il carattere particolarmente delicato e strategico della Turchia", il fatto che "la Turchia ha sottoscritto un accordo di unione doganale con l'Unione Europea, che rappresenta un legame essenziale tra essa e l'Europa"; che la Turchia e' "un nostro importante interlocutore anche sotto il profilo economico e commerciale"; che "la presenza della Turchia nelle istituzioni internazionali e multilaterali e' un ancoraggio essenziale al mondo democratico"; che l'Italia e' stata in prima linea a chiedere che "le aspirazioni della Turchia all'adesione" all'Unione Europea "venissero non solo riconosciute, ma esaudite nella misura piu' ampia possibile"; che "la nostra amicizia, la nostra attenzione verso la Turchia non possono essere messe in discussione"; ed ha concluso che "le nostre decisioni non sono dunque ispirate ad ostilita' verso la Turchia". il Governo turco presieduto dal signor Mesut Yilmaz - che secondo il leader del principale partito di opposizione Recai kutan, "vuole usare l'affare Abdullah Ocalan come mezzo per salvare se stesso" - non ha ancora trovato una linea unitaria sulla soppressione della pena di morte in Turchia, ma il ministro della giustizia Hasan Denizkurdu ha annunciato che presentera' una proposta a tal fine se il Governo passera' indenne dalla mozione di censura prevista per il 25 novembre prossimo; il Parlamento Europeo ha piu' volte condannato la soppressione del dissenso politico e lo scarso rispetto dei diritti civili in uso in Turchia; Amnesty International ha fatto al Governo turco una serie di richieste fra le quali quella di dare a tutti i detenuti la possibilita' di incontrare un legale, di ratificarne il Patto internazionale sui diritti civili e politici, di indagare su tutti i casi di "sparizioni"; di rilasciare tutti i prigionieri di coscienza; di porre fine all'impunita' per i membri delle forze di sicurezza responsabili di violazioni dei diritti umani; oltre che di abolire la pena di morte; la stessa Amnesty International ha rilevato che essendo la Turchia un importante partner commerciale di molti Stati, "la comunita' internazionale chiude un occhio sugli abusi in Turchia" e sulle violazione dei diritti umani, "dal rimpatrio forzato fino ai pestaggi e maltrattamenti a sfondo razzista da parte di alcuni agenti di polizia"; oltre 24 anni Cipro subisce le minacce turche e si trova alla merce' dell'espansionismo turco, dato che le forza armate turche occupano dal 1974 il 37 per cento del territorio della Repubblica di Cipro, in violazione delle innumerevoli risoluzioni in merito del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La Turchia pretende inoltre uno Stato turco indipendente a Cipro e la modifica dei confini, pur rimanendo l'unico paese a dare dignita' di Stato all'amministrazione dei territori occupati da parte del leader turco-cipriota Rauf Denktash; la Turchia tende a rendere permanente l'occupazione e la divisione di Cipro anche con massiccia immigrazione nella zona occupata di turchi di origine anatolica: secondo stime attendibili ci sono oltre 100.000 immigrati anatolici nella parte settentrionale dell'isola: un numero superiore agli stessi turco-ciprioti (circa 89.000) i quali continuano ad emigrare; sull'isola e' stata rilevata la presenza dell'organizzazione terroristica estremista dei "Lupi grigi" -: se il Governo italiano non ritenga che si estendono oltre la circostanza gli impedimenti oggettivi e soggettivi ad una qualsiasi trattativa italo-turca riguardante la sorte del leader turco Abdullah Ocalan, enunciata dal presidente D'Alema, della legislazione turca sulla pena di morte; se il Governo italiano non ritenga opportuno rivedere la sua politica di indiscriminato appoggio alle "aspirazioni di Ankara", in considerazione delle violazioni dei diritti umani e dell'atteggiamento aggressivo della Turchia nei confronti dello stato sovrano di Cipro, dell'alleata Repubblica greca e di altri Paesi vicini; se il Governo italiano non intenda prendere una netta e inequivocabile posizione a favore dell'integrita' e dell'indipendenza della Repubblica di Cipro, ribadendo con maggiore energia, nell'imminenza dell'adesione di Cipro all'Unione Europea, il diritto di Cipro all'indipendenza e all'integrita' territoriale. (2-01469)

 
Cronologia
giovedì 12 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Viene arrestato a Roma  Abdullah Öcalan, leader del movimento clandestino armato curdo Pkk, su cui pendono un mandato di cattura internazionale turco ed uno tedesco. Si aprirà una delicata vertenza diplomatica con il governo turco, al quale l'estradizione viene negata, e con il governo tedesco, che rinuncia invece a richiedere l'estradizione.

mercoledì 25 novembre
  • Politica, cultura e società
    Dopo polemiche e divisioni interne la maggioranza raggiunge un primo accordo sulla parità scolastica che prevede contributi e sgravi fiscali alle famiglie di alunni iscritti sia alle scuole statali che alle non statali per costi sostenuti per le mense, i trasporti e le lingue straniere. Il presidente della Conferenza episcopale italiana, Camillo Ruini, interviene nel dibattito sulla scuola chiedendo maggiori finanziamenti per le non statali.