Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVE DI DIBATTITO 8/00040 presentata da DE BENETTI LINO (MISTO) in data 19981215
La XIV Commissione, esaminata, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2, del regolamento, la relazione semestrale del Governo al Parlamento sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo comunitario e sul programma di attivita' della Presidenza del Regno Unito del Consiglio dei Ministri dell'Unione europea; viste le precedenti relazioni semestrali del Governo al Parlamento sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo comunitario; viste le risoluzioni approvate dalla Commissione XIV della Camera a conclusione dell'esame delle precedenti relazioni semestrali; preso atto dei pareri espressi dalle Commissioni competenti in sede consultiva; rilevato che ci si trova al termine del semestre di presidenza austriaca e che pertanto gli indirizzi politici successivamente elencati vanno considerati anche in vista dell'avvio della presidenza tedesca; Per quanto riguarda l'elaborazione della relazione semestrale ed il suo contenuto invita il Governo ad impegnarsi per garantire la regolarita' della presentazione della relazione ed a sforzarsi per mantenere meglio distinte la parte politica del documento da quella di mera documentazione; ribadisce l'invito al Governo, gia' affermato in precedenti risoluzioni, a riferire puntualmente ed esplicitamente circa il contenuto delle risoluzioni adottate dal Parlamento a conclusione dell'esame delle relazioni semestrali, impegno che, allo stato, non risulta ancora adempiuto; evidenzia l'esigenza di non intrecciare i contenuti del provvedimento con quanto previsto dalla relazione annuale sull'attivita' dell'Unione; riafferma la necessita' di prevedere una specifica sessione comunitaria all'inizio di ogni anno, nella quale si concentrino l'esame sia della legge comunitaria sia di una relazione annuale del Governo che dovrebbe sostituire le due attuali relazioni semestrali, e la relazione annuale sull'attivita' dell'Unione europea prevista dall'articolo 2 della legge n. 871 del 1965, fermo restando l'impegno del Governo a riferire alla Commissione a conclusione di ogni semestre. In tal modo vi sarebbe un momento unitario e contestuale di esame dei provvedimenti essenziali delle fasi ascendente e discendente, dando sistematicita' alla trattazione dell'attivita' legislativa derivante dalla partecipazione all'Unione Europea sia per quanto concerne l'esercizio dell'iniziativa di indirizzo del Parlamento sia per quanto concerne la trasposizione nella legislazione nazionale; sottolinea la necessita' di una completa e tempestiva informazione da parte del Governo al Parlamento sullo stato di conformita' dell'ordinamento interno al diritto comunitario e sullo stato delle eventuali procedure di infrazione ai sensi dell'articolo 13 della legge comunitaria 1995-1997, che ha modificato la legge 9 marzo 1989, n. 86, prevedendo che il Governo sia tenuto a riferire nella relazione semestrale anche su tali aspetti. Per quanto riguarda gli aspetti di merito delle politiche comunitarie: allargamento: invita il Governo a sostenere il processo di allargamento in maniera unitaria e prevedere, in una prima fase, l'apertura dei negoziati di adesione in senso stretto con Ungheria, Polonia, Estonia, Repubblica Ceca, Slovenia e Cipro, evitando di introdurre ulteriori differenziazioni e gerarchie tra i Paesi candidati poiche' cio' contrasterebbe con le decisioni assunte in merito dal consiglio europeo di Lussemburgo; l'allargamento deve essere accompagnato dall'attenzione verso la costruzione di un nuovo soggetto geopolitico federato, senza ridursi soltanto alla creazione di un grande spazio economico integrato. L'Italia deve pertanto rilanciare l'obiettivo di introdurre, parallelamente all'avvio dell'allargamento, le riforme istituzionali indispensabili a garantire la funzionalita' e la coesione di un'Unione allargata; riforma istituzionale: impegna il Governo a proseguire nella direzione, seguita dal Parlamento italiano e dalla XIV Commissione nel corso delle riunioni COSAC, di porre nelle sedi comunitarie il problema della necessita' di riforme istituzionali dell'Unione, in collegamento con l'avvio del processo di allargamento. Su questa linea sono state avviati negli scorsi mesi incontri tra i Presidenti delle Commissioni affari europei dei paesi membri e da parte dei Presidenti delle Assemblee nazionali. Per rafforzare gli strumenti di controllo parlamentare, e' inoltre necessana una modifica che garantisca la partecipazione dei Parlamenti nazionali all'approvazione del programma legislativo annuale delle istituzioni comunitarie; impegna il Governo a adottare in sede comunitaria le iniziative necessarie a favorire il raggiungimento dell'obiettivo dell'armonizzazione delle legislazioni elettorali di ciascuno Stato membro per l'elezione del Parlamento europeo, in considerazione dell'esigenza di garantire pari rappresentativita' democratica a tutti i membri del Parlamento europeo; impegna il Governo ad attivarsi affinche' venga ripreso al piu' presto il processo di riforma dei meccanismi e della composizione delle istituzioni comunitarie (ponderazione dei voti, composizione della Commissione ed estensione del voto a maggioranza) cosi' da giungere nei tempi previsti ad accogliere i nuovi Stati membri con un assetto istituzionale in grado di garantire l'efficienza dell'Unione e il mantenimento dell'acquis comunitario; invita il Governo a garantire l'adozione interna dell'acquis comunitario da parte di tutti gli Stati candidati all'adesione; immigrazione: impegna il Governo nella direzione di definire quanto prima posizioni comuni in sede UE in materia di politiche dell'immigrazione, al fine di consentire ai paesi particolarmente coinvolti nel fenomeno di accedere a finanziamenti comunitari per fronteggiare le emergenze e di operare in modo diversificato a seconda dello status dell'immigrato, anche con progetti ed interventi che caratterizzino la politica dell'Unione sia sul piano della diplomazia che su quello umanitario; impegna il Governo ad affrontare con determinazione il problema dell'immigrazione clandestina, e di chi la favorisce, rafforzando il personale e gli strumenti di controllo atti ad impedire l'entrata illegale nel nostro territorio; bilancio: invita il Governo a impegnarsi per garantire la rappresentanza esterna dell'Euro, la definizione di una politica monetaria della banca centrale europea non indifferente al tema dello sviluppo, un maggiore coordinamento delle politiche economiche e dell'attivita' delle banche centrali degli Stati membri, un efficace funzionamento del gruppo Euro 11 che assicuri un effettivo coordinamento politico tra i Paesi ammessi a partecipare alla terza fase dell'Unione economica e monetaria; impegna il Governo ad evitare che le attuali rigidita' del bilancio comunitario determinino una riduzione degli impegni di spesa dei fondi strutturali; fondi strutturali: impegna il Governo ad intervenire efficacemente in ambito comunitario facendosi parte attiva per la riforma dei fondi strutturali, che dovrebbe indirizzarsi secondo una maggior semplificazione e decentramento nell'erogazione degli aiuti; invita il Governo ad impegnarsi in sede di negoziato sulla riforma dei fondi strutturali per aumentare l'efficacia degli stessi, in particolare al fine di creare nuove opportunita' di lavoro e per evitare che la concentrazione degli interventi finanziari determini squilibri nelle realta' territoriali interessate dagli attuali obiettivi prioritari; invita il Governo a sostenere, nel corso dei negoziati per la riforma dei fondi strutturali, che tra i criteri per la definizione delle aree Obiettivo 1 siano presi in considerazione anche il tasso di popolazione attiva, di disoccupazione, il deficit infrastrutturale e l'insularita', e che le zone considerate eleggibili all'Obiettivo 1 rimangano tali sino alla fine del periodo; che il tasso di disoccupazione e il deficit infrastrutturale pesino nella individuazione delle aree Obiettivo 2 e che le Regioni abbiano un ruolo diretto in tale individuazione; impegna il Governo a evitare soluzioni che comportino disparita' di trattamento tra aree simili dello stesso Paese, difendendo in particolare dall'esclusione dei contributi europei le aree di intervento inserite nell'Obiettivo 5b; occupazione: impegna il Governo a proseguire la politica volta ad attuare una strategia europea coordinata a favore dell'occupazione, attraverso un'azione di contenimento e, se possibile, di interruzione dei nuovi flussi di disoccupazione anche attraverso la valorizzazione dell'importanza, in tale settore, del ruolo delle parti sociali; condivide l'approccio integrato formazione-occupazione nell'ambito delle politiche educative formative ed occupazionali, che ha favorito il raggiungimento di un accordo politico sulla proposta di decisione relativa alla promozione dei percorsi europei di formazione integrata; impegna il Governo ad informare il Parlamento delle attivita' realizzate a livello comunitario per promuovere l'occupazione e delle sinergie che si possono sviluppare tra le politiche comunitarie e le politiche nazionali per favorire la creazione di posti di lavoro; impegna il Governo all'attuazione degli indirizzi emersi nel recente summit di Vienna sull'occupazione; politiche ambientali: impegna il Governo a farsi promotore di un rilancio di politiche ed azioni ai fini di dar corso alla efficace concretizzazione di uno sviluppo ecologicamente sostenibile, equilibrato e durevole, e a far si' che le politiche ambientali siano presenti in tutte le politiche comunitarie per far fronte alle sfide ecologiche e migliorare la qualita' della vita; impegna il Governo a dare piena attuazione ai protocolli di Kyoto e Buenos Aires in tema di energia e cambiamenti climatici; politica agricola: impegna il Governo a promuovere una riforma della politica agricola comune che persegua i seguenti obiettivi: eliminazione degli squilibri determinati dalla riforma del 1992, separazione della produzione dai sistemi economici in modo da disincentivare lo sfruttamento esasperato del territorio e stimolare una maggiore competitivita' all'interno del settore agroalimentare, valorizzazione delle differenze nei modi di produzione che caratterizzano le regioni comunitarie, definizione di una politica che faciliti e sostenga con opportuni strumenti l'esportazione dei prodotti europei, sviluppo della coltivazione di generi "non food" destinati alla trasformazione industriale; impegna il Governo ad agire con forza in sede europea per la rinegoziazione della Pac al fine di superare lepenalizzazioni che gli agricoltori italiani stanno sopportando in termini economici, a favore di altri Stati membri. Le linee guida della politica agricola italiana devono mettere in discussione il sistema delle quote latte e carne e del sostegno ai prezzi di determinati prodotti agro-alimentari, che vanno senz'altro a favorire le filiere agro-alimentari dell'Europa continentale; politica fiscale: invita il Governo a mantenere ed accentuare il proprio impegno in direzione del processo di armonizzazione fiscale con particolare riferimento alle misure che portano ad influenzare la pressione fiscale sul lavoro e l'impresa; impegna il Governo a informare il Parlamento sull'applicazione del codice di condotta adottato il 1^ dicembre 1997 ed in particolare sul superamento delle misure nazionali generatrici di interesse allo spostamento di capitali da un Paese all'altro all'interno della Comunita'; ricerca e sviluppo: invita il Governo a confermare sui temi della ricerca l'impegno a favorire lo sviluppo della politica di intervento, di cooperazione e di coordinamento; impegna il Governo italiano a rivolgere una maggiore attenzione nel contesto comunitario al sostegno delle imprese sotto il profilo dell'innovazione, della tecnologia, della ricerca e sviluppo, in particolare al ruolo delle piccole e medie imprese italiane, con l'obiettivo di sostenerne e migliorarne le condizioni generali in modo da favorirne la competitivita'; informazione: impegna il Governo ad individuare gli strumenti piu' idonei per assicurare la migliore conoscibilita' delle norme comunitarie, al fine di rendere omogeneo il processo di trasposizione del diritto comunitario negli ordinamenti nazionali e di rimuovere gli ostacoli di natura interpretativa degli atti normativi; telecomunicazioni: impegna il Governo a perseguire l'importante iniziativa italiana nel settore dei controlli satellitari e deHe telecomunicazioni; trasporti: rispetto ai trasporti marittimi vanno individuate norme comuni sulle condizioni di sicurezza a bordo degli equipaggi, dei passeggeri e delle merci e previste misure in grado di scoraggiare la navigazione di unita' navali sub-standard prevedendo, fra l'altro, il divieto di attracco ai porti comunitari; impegna il Governo al consolidamento dei grandi progetti europei che privilegino il trasporto ferroviario e marittimo rispetto a quello su gomma, con particolare riguardo alla compatibilita' ambientale e, per quanto concerne le comunicazionni transfrontaliere, il rispetto della Convenzione sulle Alpi; vanno individuate, per i lavoratori marittimi, regole comuni in campo previdenziale, contrattuale, di sicurezza; politica estera e di sicurezza: invita il Governo a dare una piena attuazione alle innovazioni introdotte con il Trattato di Amsterdam e ad esercitare il massimo impegno per far avanzare il processo sia verso una politica estera sia verso una politica di sicurezza comune; invita il Governo a rilanciare la politica di inclusione nell'Unione europea nei confronti della Turchia, dimostrando peraltro di attendere significativi progressi in materia di diritti umani, liberta' democratiche e rispetto dei diritti della minoranza curda; spazio comune di liberta', giustizia e sicurezza: impegna il Governo a dare attuazione alle innovazioni introdotte con il Trattato di Amsterdam e a coinvolgere il Parlamento nell'esercizio dell'attivita' di indirizzo nella fase ascendente, secondo quanto previsto esplicitamente nella legge di ratifica del Trattato di Amsterdam; impegna il Governo a dare piena attuazione alla cittadinanza europea e a lavorare per un'Europa piu' vicina ai cittadini e che tenda alla formazione di un Rapporto sullo stato dei diritti dell'uomo nell'Unione europea. (8-00040)