Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01503 presentata da CASTELLANI GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19981215
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere - premesso che: a seguito della disastrosa acqua alta che ha colpito la citta' di Venezia nel novembre 1966, dopo decenni di studi e ricerche, nazionali e internazionali, e' stato elaborato il progetto Mose per la chiusura mobile delle bocche di porto nella laguna di Venezia; a tale progetto si e' pervenuti dopo anni di discussioni e concorsi internazionali di idee che hanno progressivamente preso in considerazione le diverse possibilita' di soluzioni del problema, valutando sia quelle gia' adottate altrove in situazioni similari sia quelle frutto di nuova progettualita'; la proposta di soluzione adottata dal Comitato dei Ministri, previsto dalla legge speciale per Venezia, ed affidata per la progettazione al Consorzio Venezia Nuova e' stata largamente considerata la piu' convincente sotto il profilo dell'impatto paesistico ed ambientale e della agibilita' del porto poiche' non comporta ne' la divisione della laguna ne' la costruzione di opere fisse e visibili ne' l'innalzamento dei fondali dei canali portuali; il progetto Mose e' stato commissionato dal Governo ed ha ottenuto l'approvazione del consiglio superiore dei lavori pubblici, della commissione tecnica regionale e del collegio di esperti internazionali di chiara fama nominato dallo stesso Governo; la valutazione negativa espressa la scorsa settimana dalla commissione V.I.A. al progetto Mose cancella di fatto decenni di lavoro e lascia la citta' senza interventi di salvaguardia dalle acque alte e senza speranza di averne per il futuro, recupera tesi definitivamente superate in sede scientifica come il ruolo determinante dell'apertura delle valli da pesca e dei cosiddetti "interventi diffusi" che possono al massimo intendersi come complementari; la salvaguardia dalle maree e' per Venezia la condizione ineludibile per qualsiasi progetto relativo alla tutela ambientale e monumentale della citta', per l'iniziativa economica, per il suo ruolo civile; l'ipotesi di possibile convivenza di Venezia con l'acqua alta che pare emergere, nella sostanza, dal parere della commissione V.I.A. e' assolutamente incompatibile con una normale qualita' della vita e con lo sviluppo economico e sociale di Venezia; affidare l'agibilita' della citta' esclusivamente all'indiscriminata pratica di innalzamento dei selciati comporta una insopportabile manomissione ed alterazione della conformazione fisica del patrimonio architettonico e monumentale; la notizia del parere negativo espresso dalla commissione V.I.A. ha provocato reazioni negative nell'opinione pubblica internazionale e in particolare nei comitati stranieri per la salvaguardia di Venezia che non intendono piu' impegnarsi per il restauro dei monumenti veneziani se il Governo rinuncera' al progetto Mose per la difesa della citta' dall'acqua alta -: se il Presidente del Consiglio intenda promuovere una deliberazione collegiale del Consiglio dei Ministri che, tenuto conto dell'approvazione del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, della commissione tecnica regionale e del collegio di esperti internazionali nominato dal Governo stesso, autorizzi la fase di progettazione esecutiva del Mose nell'ambito della quale si possa tener conto di osservazioni e proposte migliorative del progetto stesso. (2-01503)