Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21436 presentata da LUCA' DOMENICO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990111
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: agli inizi di dicembre 1998 la direzione della Snos, Societa' nazionale delle officine di Savigliano, in provincia di Torino, comunicava alle organizzazioni sindacali ed alla Rsu la decisione di aprire una procedura di mobilita' per circa cento degli attuali centonovantadue dipendenti; tale scelta arrivava dopo un anno di cassa integrazione ordinaria per carenza di commesse e successivamente alla apertura, nel marzo del 1998, della cassa integrazione straordinaria per crisi (sei mesi piu' sei mesi); tale tentativo di estromissione della manodopera dall'azienda lascia estremamente perplessi, poiche' l'accordo sulla cassa integrazione straordinaria prevedeva si' l'utilizzo della mobilita' come strumento di riduzione dell'esubero di personale, ma "solamente per il personale in possesso dei requisiti per accedere alla pensione di anzianita' o vecchiaia nel corso o al termine del periodo di mobilita'"; nel contempo e' risultato quantomeno sorprendente l'elevato numero di lavoratori di cui l'azienda ha richiesto l'espulsione, numero che corrisponde all'esubero dichiarato dall'azienda all'inizio della crisi, nonostante nel frattempo avessero dato le dimissioni per varie ragioni oltre quaranta addetti, e in completa assenza di un piano produttivo e di un minimo di garanzie occupazionali per i dipendenti restanti; l'azienda in questione e', inoltre, una azienda storica della citta' di Torino e della regione Piemonte, che ha ormai piu' di un secolo di vita e che ha saputo superare indenne nel corso di questo secolo di vita crisi produttive ed occupazionali ben piu' gravi di quella odierna; un'azienda che negli anni ha acquisito un'elevata e specifica professionalita' e nella quale si e' concentrato un alto numero di lavoratori, rischia oggi di soccombere sotto i colpi di una crisi produttiva dettata quasi esclusivamente dal cliente colosso Enel e dalle sue scelte organizzative e manutentive; la dispersione di un cosi' consistente patrimonio professionale e di una tale esperienza lavorativa sarebbe un pesante colpo alla intera struttura industriale del territorio -: se non ritenga necessario adoperarsi affinche', di fronte alla situazione indicata, si tenti perlomeno di percorrere altre strade che permettano la tutela dei livelli occupazionali ed il mantenimento del sito produttivo, quest'ultimo probabilmente anche insidiato da interessi speculativi, dal momento che lo stabilimento sorge in un'area interessata dal piano regolatore generale del comune di Torino. (4-21436)
Con riferimento all'interrogazione indicata si comunica l'esito degli accertamenti effettuati dalla Direzione Provinciale del Lavoro di Torino. La Societa' Nazionale delle Officine Savigliano, azienda elettromeccanica operante a Torino da oltre un secolo, dal marzo 1998 al marzo 1999 ha usufruito dell'intervenito della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per crisi aziendale, dopo un ampio ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria. Le ragioni della crisi di detta societa' sono, prevalentemente, riconducibili alle difficolta' del mercato elettromeccanico nazionale, a loro volta connesse al processo di privatizzazione dell'ENEL, cliente primario della S.N.O.S. Nel dicembre 1998 la societa' predetta ha avviato, per 96 dipendenti, una procedura di mobilita' che e' stata revocata a seguito di accordo sottoscritto con le OO.SS. in sede ministeriale, in data 19.2.1999. Con tale accordo e' stato deciso di fare ricorso ad un ulteriore periodo di CIGS e, in data 16.03.1999, la Societa' ha presentato alla Direzione Provinciale del Lavoro di Torino istanza di CIGS per riorganizzazione aziendale, per un anno, con decorrenza 16.3.99, per un numero massimo di 120 lavoratori. Detto procedimento, attualmente, e' in fase istruttoria. Si fa presente, infine, che nel medesimo accordo si prevede un incremento dell'organico di 41 unita' a seguito dell'acquisizione, da parte della S.N.O.S., di rami d'azienda di altre societa'. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale: Cesare Salvi.